Treni: aumentano i pendolari ma non i posti

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Convogli sempre più sovraffollati, cresce la protesta. Trenord conferma: dal 2006 i viaggiatori sono aumentati del 42%
Le cause sono molteplici (la crisi, ma anche una maggiore consapevolezza ambientalista): fatto sta che sempre più persone scelgono di lasciare a casa la macchina e di utilizzare il trasporto pubblico, come il treno. A una crescita della domanda non corrisponde però un incremento dell'offerta, come dimostrano le sempre più frequenti proteste da parte dei pendolari a causa del sovraffollamento dei treni: capita frequentemente, nelle ore di punta, che centinaia di persone si trovino stipate in troppo poche carrozze, sulla linea Cremona-Brescia così come su quella tra Mantova-Cremona-Milano. Il dato dell'incremento dei viaggiatori è stato confermato anche dai vertici di Trenord nel corso dell'incontro svoltosi in Commissione regionale dei trasporti: i viaggiatori sono aumentati (670.000 al giorno, contro i circa 460.000 del 2006). «In Regione Lombardia c'è una grande confusione in tema di trasporti» spiega Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia. «Da un lato la situazione sempre più disastrosa delle ferrovie italiane. Dall'altro è stata fatta una riforma del trasporto pubblico che imponeva agli enti locali di formare delle agenzie di bacino per pianificare il servizio, ma nessuno ancora l'ha fatto, e l'entrata di vigore della legge è stata prorogata di un anno e mezzo, ossia fino al gennaio 2015.

Tutti sembrano voler ignorare che la mobilità sta cambiando radicalmente: da un lato per la crisi economica, che spinge le persone ad abbandonare la seconda auto e a puntare sull'utilizzo dei mezzi pubblici; dall'altro una maggior consapevolezza ambientale e il desiderio di evitare il rischio che comportano gli spostamenti in auto. Vediamo così una domanda crescente di trasporto pubblico, ma non c'è, a livello regionale, una risposta a questa richiesta. Insomma di fronte all'aumento del numero degli utenti ci sono gli stessi identici treni di 30 anni fa». Sempre più spesso si verificano episodi di sovraffollamento dei treni sulla linea Cremona-Brescia, così come sulla Mantova- Cremona-Milano o in tante altre linee della Regione. «Trenord ha avuto una concessione garantita per tre anni, e non ha fatto nulla per migliorare il proprio servizio» continua Balotta. «Per questo Legambiente da tempo chiede che le cose cambino e che in Lombardia si faccia come in tutta l'Europa del Nord, introducendo regole di concorrenza sull'affidamento del servizio. Si è invece presa la direzione di incrementare il trasporto su gomma, costruendo una decina di nuove autostrade, tra cui la Cremona- Mantova, la Ti.Bre e la Bre.Be.Mi., pianificando il sistema trasporti come faceva lo Stato cinquant'anni fa».

Continuano intanto le proteste inascoltate dei pendolari, e neppure l'incontro svoltosi proprio a Cremona nelle scorse settimane ha sortito gli effetti desiderati. Una situazione che preoccupa notevolmente anche i nostri amministratori locali, che in questi anni si sono impegnati sul tema. «Sono davvero demoralizzato» dice l'assessore provinciale ai trasporti Giovanni Leoni. «Purtroppo come Provincia non abbiamo la competenza diretta su queste tematiche, possiamo solo farci portavoce del problema in Regione. Una cosa che stiamo facendo da tempo, purtroppo senza risultati. Abbiamo ottenuto qualche convoglio nuovo, una migliore manutenzione dei mezzi, ma non il cambiamento radicale nella gestione del pendolarismo. Nel corso dell'ultimo incontro, svoltosi a Cremona, abbiamo fatto presente la necessità di qualche vagone in più e l'assessore Del Tenno si è impegnato su questo fronte... Speriamo solo che gli impegni stavolta vengano mantenuti». Nulla di fatto anche a seguito dell'audizione del presidente di Trenord Vincenzo Soprano e dell'amministratore delegato Luigi Legnani richiesta dalla Commissione trasporti della Regione. Nel corso dell'incontro il presidente della Commissione, Alessandro Sala, ha fatto presente le situazioni di disservizio e di disagio che coinvolgono i pendolari lombardi. «Sono dalla parte della pulizia, del rigore e dei cittadini che prendono i treni per andare a scuola o al lavoro>>, ha detto Sala, richiamando l’attenzione sulle criticità della linea Milano- Brescia- Venezia. Il vertici di Trenord hanno annunciato il rinnovo di parte del parco carrozze con 62 nuovi treni entro il 2014, con l’obiettivo di avere il 68% di treni di nuova generazione.

Tuttavia manca un impegno di più lungo respiro, anche a causa del fatto che il contratto dell'azienda è in scadenza a dicembre 2014. Questa stessa scadenza, ha sottolineato Soprano, dà comunque all’azienda una prospettiva strategica e di investimento di corto respiro. «E per degli importanti investimenti sui treni servono risorse» ha affermato Legnani. L'unica certezza emersa da questo incontro, come spiega il consigliere regionale Agostino Alloni, è che «tra un anno, il 31 dicembre 2014, il contratto di servizio della società che gestisce il trasporto regionale lombardo scadrà e che al momento non essendoci certezza sul futuro dell’azienda qualsiasi decisione sugli investimenti è rimandata».

Tra gli argomenti trattati, due le questioni più rilevanti: la soppressione dal prossimo 15 dicembre degli 8 treni interregionali che collegano Milano – Brescia – Venezia e i possibili interventi messi in campo da Trenord per risolvere i problemi esistenti riguardanti i ritardi sistematici, la scarsa pulizia delle carrozze e l’ insufficiente qualità dei treni. «Purtroppo oggi dobbiamo incassare risposte general-generiche che non aggiungono molto di più a quello che già si sa se non che, così come confermato dal dottor Legnani, l'indice di puntualità degli ultimi giorni è diminuito da 82 a 70» spiega ancora Alloni. «Ma una cosa è certa: il progetto Trenord nato solo due anni fa, nel gennaio 2012, rischia di chiudere tra un anno vista la scadenza del contratto di servizio. Stando a quanto detto dal presidente di Trenord, inoltre, apprendiamo che nessun investimento può essere fatto dalla società vista l’incertezza della situazione societaria e che tutto quello fatto fino ad oggi è stato fatto a leasing. Notizie non proprio rassicuranti visto e considerato che si stanno giocando due partite importanti. La prima innanzitutto riguarda la fusione di Atm con Trenord di cui poco si conosce, compresi i dirigenti di Trenord. E poi la questione della soppressione dei treni interregionali dal prossimo dicembre di cui, nonostante le dichiarazioni di Del Tenno e del mandato dato all’azienda regionale di trovare una soluzione, Trenord non ha saputo dire di più. Su questo però ci saremmo aspettati una risposta un po’ più esauriente dal presidente Soprano, visto e considerato che è al tempo stesso amministratore delegato di Trenitalia».

di Laura Bosio

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