Verifica multe, caos a Piadena

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Inviati oltre 2000 avvisi per sanzioni non pagate. Un cittadino: «Solo in extremis ho trovato la ricevuta»
da qualche giorno è un continuo via vai di cittadini presso gli uffici comunali di Piadena. Qualcuno poi esce rinfrancato, qualcun altro abbattuto, altri ancora infuriati. Che accade? Dagli uffici della Polizia Municipale sono partiti oltre 2000 avvisi relativi al mancato pagamento di sanzioni amministrative riferite agli ultimi 4 anni. Le più vecchie risalgono al 2009, ma gran parte di esse sono dello scorso anno. E la parte del leone la fanno ovviamente le multe presso il rilevamento fisso sull’Asolana, all’altezza del bivio per Voltido. Tra chi non ha digerito la “convocazione” c’è un signore casalasco, che con diverse altre decine si è recato nel pomeriggio di martedì presso gli uffici piadenesi. «Mi hanno richiesto il pagamento di una multa del 2012 – ha affermato – che io avevo regolarmente pagato in posta, una sanzione anche parecchio salata presa proprio sull’Asolana. Non trovavo più la ricevuta di pagamento, e ho passato ore a cercare in ogni angolo della casa. Alla fine fortunatamente, in extremis, l’ho trovata, così ho potuto dimostrare di averla già pagata». Per capire cosa stia accadendo a Piadena abbiamo contattato gli uffici della Polizia Municipale, dove il responsabile del servizio, Marco Quatti, con grande cortesia ci ha illustrato la vicenda. «Nel 2013 si è deciso di mettere mano ai pagamenti che non risultano effettuati. Abbiamo verificato che un buon numero di utenti non avevano chiuso la propria posizione. Quindi, prima che fosse Equitalia ad entrare in azione, l’Amministrazione comunale ha deciso di inviare avvisi (i cosiddetti preruoli) per i pagamenti non effettuati o effettuati solo parzialmente. Invitiamo quindi tutti coloro che li hanno ricevuti ad inviarci copia del bollettino». Noi abbiamo sentito persone che affermano di avere pagato ma che hanno dovuto mostrare copia del bollettino effettuato. Come mai? «Purtroppo abbiamo verificato che tanti bollettini erano stati pagati, ma Poste Italiane non ci hanno trasmesso il documento». Si può capire un singolo disguido, ma che accada spesso è grave. «I cittadini spesso hanno effettuato il pagamento in posta, e da qui i dati dovrebbero essere trasmessi agli uffici.

Quindi noi scarichiamo i pagamenti, ma alcuni di questi non li abbiamo mai ricevuti». E’ quindi comprensibile che in questi giorni si faccia la fila per regolarizzare la posizione. «Alcuni cittadini ci hanno detto di non aver mai ricevuto il verbale, altri non lo hanno ritirato, poi c’è chi non ha pagato, e c’è chi ha pagato parzialmente, nel senso che lo ha fatto oltre il termine consentito per non incorrere in ulteriori sanzioni. Voglio però sottolineare che questa operazione di controllo la facciamo a favore dei cittadini, per evitare loro ulteriori costi e perdite di tempo, e che ha un costo per l’Amministrazione». Ma a quante persone avete inviato l’avviso? «Oltre 2000». Prego? «Sì, sono parecchi. Entro fine anno è necessario farci avere il materiale. Si tratta delle sanzioni di vario tipo degli ultimi 4 anni, ma in gran parte recenti. Un lavoro che andrebbe fatto ogni sei mesi, ma mancano le risorse umane necessarie. Ricordo che ognuno è tenuto a conservare il bollettino per 5 anni. Inoltre, nel caso non si trovasse il documento, ci si può rivolgere a Poste Italiane che sono tenute ad effettuare una ricerca per il periodo in cui si è pagato». Questo ammesso che tale controllo si possa effettuare anche senza un certificato di pagamento (e chi ricorda quando lo si è fatto anni prima?). Torniamo al malcapitato casalasco: «Trovo la cosa assurda – ci dice - , se non avessi trovato nulla avrei dovuto ripagarla? E in ogni caso dopo aver ottemperato al mio dovere ho dovuto perdere parecchio tempo per recarmi presso gli uffici di quel Comune». Avremmo voluto rispondere che avrebbe potuto inviare per posta copia della ricevuta di pagamento, prima di renderci conto che effettivamente non era il caso...

di Vanni Ranieri

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