'Ndrangheta, scacco ai clan crotonesi: colpito anche Nicolino Grande Aracri

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Duro colpo inferto dall’Antimafia alla criminalità mafiosa. Sono 17 gli arresti eccellenti eseguiti nella notte tra lunedì 28 e martedì 29 agosto da parte dei carabinieri del Comando provinciale di Crotone nei confronti di affiliati alla 'ndrangheta crotonese. Gli arresti sono avvenuti su tutto il territorio nazionale: a Petilia Policastro (Kr), Mesoraca (Kr), Catanzaro, Reggio Emilia, Torino, Milano, Asti,  Benevento e L’Aquila.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip di Catanzaro su richiesta della Dda del capoluogo, concorde con le risultanze investigative del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, a carico di diciassette persone  (sedici in carcere, una agli arresti  domiciliari). I soggetti sarebbero responsabili a vario titolo di «associazione  per delinquere di tipo mafioso» (art. 416 bis c.p.); «omicidio aggravato» (artt. 110; 575, 577 comma 1 nnr. 3 e 4 e 61 comma 1 c.p.); «porto e detenzione di armi e materie esplodenti» (agli artt. 81 cpv., 110, 61 n. 2 c.p., 2, 4 , 7 legge 02 ottobre 1967, n. 895, 7 d.l. 13 maggio 1991, n. 152); «produzione e traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope» (art. 73 D.P.R. 309/90 co. 1 e 4); «ricettazione» (art. 648 c.p.).

Duramente colpita la “locale” di Petilia Policastro, capeggiata dalla famiglia Comberiati, il cui capostipite (Vincenzo Comberiati, detto “Tummulune”) si trova, al momento, detenuto per tentato omicidio aggravato dalle modalità mafiose ed altro. I fatti relativi alle contestazioni sarebbero stati commessi nell’ambito di operatività del citato sodalizio, ma anche nel contesto della “locale” di Cutro (locale “limitrofa” a quella di Petilia Policastro), capeggiata dai Grande Aracri.

E tra i destinatari dell’ordinanza, colpito dal provvedimento per omicidio, c’è anche Nicolino Grande Aracri (attualmente detenuto con il 416 bis, leggi l'articolo), presunto capobastone dell’omonima ‘ndrina con base a Scarazze (Cutro), e delocalizzata in Emilia Romagna (da Reggio Emilia a Piacenza), nel territorio di Cremona e in quello di Mantova, oltre che nel veneto (leggi l’inchiesta e leggi l’articolo). Soggetto di elevato spessore criminale, come lo definiscono i rapporti della Dia, Grande Aracri è accusato da alcuni pentiti (tra cui Angelo Cortese) di aver scalato i vertici della 'ndrangheta sino alla posizione di “crimine internazionale”. E sarebbe lui, secondo numerose fonti inclusi alcune relazioni della Dda, a controllare anche Cremona ed il territorio cremonese, attraverso referenti territoriali piazzati stabilmente nei centri nevralgici di Brescello e Monticelli d'Ongina, nelle province di Parma e Piacenza.

Le indagini curate dal Nucleo Investigativo del Reparto operativo del Comando Provinciale di Crotone, ripercorrono le vicende della cosca Comberiati, dai  primi anni novanta fino al 2009, facendo luce sui traffici della cosca e su ben 7 omicidi avvenuti nel crotonese attraverso numerose intercettazioni telefoniche e ambientali, e al riscontro delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Antonio Cicciù, Felice Ferrazzo, Vittorio Foschini, Riccardo Pellegrino, Danny Esposito, Tommaso Mazza, Vincenzo Marino, Giuseppe Vrenna e altri, nonché le dichiarazioni della testimone di giustizia Lea Garofalo.

Le fonti di prova infatti sono state raccolte anche sulle dichiarazioni della Garofalo, la testimone di giustizia fatta uccidere a Milano dal marito, Carlo Cosco. Proprio nei giorni scorsi si sono svolti a Milano i funerali di Lea Garofalo organizzati su iniziativa del sindaco del capoluogo lombardo, Giuliano Pisapia, che ha voluto rendere omaggio alla memoria della testimone di giustizia.

Gli omicidi ricostruiti nel provvedimento sono:

-        SCALISE Mario, assassinato il  13 settembre 1989 a Petilia Policastro;

-        MARTINA Cosimo, assassinato il 30 settembre 1990 a Crotone;

-        LAZZARO Carmine, assassinato il 16 agosto 1992 a Steccato di Cutro;

-        RUGGIERO Rosario, assassinato il  24 giugno 1992 Cutro;

-        VILLIRILLO Antonio, assassinato il 5 gennaio 1993 a Cutro;

-        SCALISE Romano, fratello di Mario, assassinato il  18 luglio 2007 a Cutro;

-        BRUNO Francesco, assassinato  il 2 dicembre 2007 a Mesoraca.

di Michele Scolari


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