Peppa Pig, successo mondiale: torna il mito della famiglia felice

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L’esperta: «Dopo un periodo in cui la violenza era esasperata è un’inversione di tendenza positiva».
Il mito della famiglia felice non è passato di moda: da un paio di anni a questa parte assistiamo all'incredibile fenomeno del cartone animato Peppa Pig, che sta riscuotendo un successo incredibile, sia tra i bambini sia tra i genitori. Una inversione di tendenza che ci allontana dal periodo in cui i cartoni intrisi di violenza andavano per la maggiore in tv. Abbiamo assistito, negli ultimi anni, alla messa in onda di cartoni, prevalentemente giapponesi, che non avevano certamente una valenza educativa, ma esaltavano la violenza e l'eroismo. Sono dunque cambiati i tempi? Sta tornando il desiderio di positività per tanti anni trascurato? Ne abbiamo parlato con Emanuela Iacchia, docente di psicopatologia presso la facoltà di scienze dell'educazione dell'Università Bicocca di Milano e grande esperta di psicologia infantile. «Peppa Pig è un cartone animato con caratteristiche molto particolari» ci spiega: «La narrazione è semplice e lineare, le parole, sia del narratore che dei personaggi, hanno un immediato riscontro nell'immagine, e ciò fornisce una grande concretezza all'insieme.

Molto importante è anche l'attenzione allo sguardo e agli occhi dei personaggi, che sono sempre ben visibili: questa è una cosa importante per il bambino. Un'altra caratteristica importante è il ritmo: Peppa Pig è un cartone animato lento e ciò permette ai bambini di seguirlo con attenzione e farlo proprio. Ricordiamo che i bambini di oggi sono spesso "in accelerazione", ma questo non perché lo vogliano loro, ma perché sono i genitori a volerli così: loro invece si vorrebbero fermare un po', fare le cose con un po' di tranquillità». Quali sono i messaggi positivi di questo cartone animato? «Da esso traspare l'idea della famiglia unita, che alla sera sempre si ritrova insieme. I bambini hanno il desiderio di essere tranquillizzati nei propri bisogni primari, come appunto la famiglia e l'affetto. Anche i finali dei vari episodi sono sempre positivi, e le storie si basano su fatti concreti di vita quotidiana, cose che tutti potremmo vivere, come fare la spesa al supermercato. Non si trasmette un rimprovero malevolo, ma la tendenza a cercar sempre di raggiungere un'armonia familiare. Poi a volte vengono presentati argomenti interessanti e importanti, come una nuova nascita o la scuola, che hanno anche una valenza educativa per la crescita del bambino. Tra l'altro essendo un cartone animato assolutamente positivo, il genitore può anche permettersi di lasciare proprio figlio davanti alla televisione senza timore che debba vedere qualcosa che possa spaventarlo ».

Insomma, si va in controtendenza rispetto al periodo in cui i cartoni animati erano spesso e volentieri un inno alla violenza... «Purtroppo abbiamo vissuto un periodo in cui la violenza veniva esasperata, anche nei prodotti destinati ai bambini. Così essi finivano per prendere ad esempio queste situazioni, cercando di riprodurle. Ritengo quindi che questa inversione di tendenza sia decisamente positiva: vi leggo il desiderio di tornare all'essenziale, alla famiglia, ai valori dello stare insieme. Da parte degli adulti c'è il desiderio di passare ai più piccoli un messaggio positivo, soprattutto in un'epoca in cui il 60% delle famiglie vivono una situazione di separazione. Questo è il motivo del successo di questo cartone animato. Il periodo che ci stiamo lasciando alle spalle, caratterizzato da cartoni animati violenti, forse era un modo per esorcizzare le paure che avevamo accumulato. Quello era il tempo di demolire. Ora, invece, ritengo sia venuto il tempo di ricostruire. Abbiamo il desiderio di ripartire dalle cose semplici, e magari proprio attraverso i nostri bambini. Così passa di moda il mito della conquista del pianeta, che per anni è stato ricorrente nei cartoni animati. Oggi si vuole riconquistare la propria quotidianità, il proprio spazio nella famiglia: una necessità di cui probabilmente tutti avevamo bisogno, come dimostra il successo di Peppa Pig».

di Laura Bosio

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