Vanoli - Il PalaRadi come una roccaforte

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Dopo Sassari e Cantù la Vanoli prova a superare sul proprio parquet anche l’Acea Roma.
La Vanoli che non ti aspetti, dopo le “nefandezze” di Pistoia sette giorni prima, fa spellare le mani al suo pubblico, anche stavolta presente in gran numero al PalaRadi, vincendo contro la tradizione, con Cantù 98-91. Mai avevamo visto i cremonesi tanto in condizione fisica e tecnica, capaci di segnare 64 punti in 2 quarti, situazione questa quasi irripetibile, tanto più se al cospetto di un avversario di primissima fascia, quale è la Pallacanestro Cantù. Una giornata da “circoletto rosso” da evidenziare sul calendario, che conferma comunque che le scelte societarie estive sono state ben fatte. Un successo importantissimo anche psicologicamente per il prosieguo della stagione, sperando che si faccia tesoro di quanto realizzato di squadra, anche in difesa. E’ vero che si sono “beccati” 91 punti, ma è altrettanto vero che l’avversario era assolutamente da lodare per precisione ed energia e che la Vanoli quasi raggiunta a pochi minuti dalla fine, ha trovato la forza per reagire e rivoltare l’inerzia in proprio favore. Fare graduatorie di merito sarebbe ingeneroso verso i meno brillanti, per cui ci permettiamo di citare soltanto uno straordinario Jarrius Jackson, come portabiendera di un gruppo capace di esaltarsi ed esaltare le tribune. Domani secondo appuntamento casalingo consecutivo, quando al PalaRadi troveremo l’Acea Roma che vanta nelle sue fila campioni del calibro di Phil Goss, Bobby Jones, del centro nigeriano di scuola Usa Trevor Mbakwe, dell’ala Quinton Hosley e della guardia americana Jimmy Baron. Un gruppo di ottima levatura, che insegue sogni di gloria, nonostante che Gigi Datome abbia lasciato il gruppo per la Nba. Pensiamo che gli uomini di Gresta possano farcela, se manterranno la necessaria concentrazione e la voglia di mettersi al servizio l’uno dell’altro, com’è stato domenica scorsa. Intanto, la classifica è meno deficitaria ed incrementare il bottino non può che giovare per l’autostima e l’entusiasmo del gruppo. Senza contare che bisogna sempre approfittare dei confronti interni che paiono alla portata, non agevoli, ma possibili da affrontare con le forze a disposizione.

di Giovanni Zagni

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