Cremona - “Occhio alle truffe”, un progetto di contrasto

+ 13
+ 15


Vittime soprattutto gli anziani, ma il rischio esiste per tutti. E’ necessaria un’adeguata e costante opera di sensibilizzazione ed informazione.
uongiorno, siamo gli addetti alla lettura dei contatori»: una frase ancora oggi molto utilizzata dai truffatori porta a porta. Il problema delle truffe è un fenomeno ancora in crescita: nel 2012 ce ne sono state 628 nella nostra provincia e nel 2013 già 620 al 31 ottobre: quindi, la stima è di circa un 10% in più a fine anno. Lo ha sottolineato il capitano dei Carabinieri Livio Propato durante l'incontro rivolto alla cittadinanza svoltosi giovedì mattina, organizzato dal Comune di Cremona, dalla Questura, dal Comando Provinciale dei Carabinieri e da Unicredit proprio allo scopo di sensibilizzare la popolazione su questo problema, le cui dimensioni stano crescendo in maniera preoccupante e che va a colpire le fasce più deboli della popolazione. Un incontro che si inserisce nel progetto “Occhio alle truffe” finalizzato a sviluppare nei dipendenti della banca e nei cittadini una maggiore sensibilità sul tema della criminalità organizzata e in particolare sul fenomeno delle truffe agli anziani. Il progetto si concretizza attraverso un ciclo di incontri rivolti alla cittadinanza per agevolare la conoscenza e, di conseguenza, prevenire il fenomeno a tutti i livelli. A partire proprio da quello bancario, dove una corretta formazione dell'operatore può spesso permettere di sventare episodi di truffa. «Conoscere di persona il cliente, quali operazioni bancarie esegue di norma e con quale frequenza può rivelarsi fondamentale per sventare una truffa ai suoi danni – ha aggiunto Aldo Prost, Area Manager Cremona e Mantova di UniCredit.

Ad esempio, se un anziano generalmente preleva la stessa somma con cadenza settimanale, potrà costituire un campanello d’allarme la richiesta di un prelievo più consistente». Insomma, la sicurezza può essere davvero garantita solo con una collaborazione tra tutti i soggetti interessati: ne e' convinto il sindaco di Cremona Oreste Perri. «I truffatori inventano ogni volta nuovi sistemi per imbrogliare la gente, per questo è fondamentale essere preparati a riconoscere le truffe, segnalandone i responsabili. Borseggi, truffe e raggiri sono reati particolarmente odiosi perché commessi ai danni di persone spesso sole e maggiormente esposte in quanto indifese». Il quadro della situazione è preoccupante. «Ovunque registriamo un incremento di questo tipo di reati e Cremona segue lo stesso trend» sottolinea Vincenzo Rossetto, questore di Cremona. «Si tratta di un tipo di reato che sfrutta la debolezza della vittima: le persone colpite spesso avranno pesanti contraccolpi psicologici, come il dover convivere con la vergogna di essere stati fregati. Per contrastare le truffe non basta soltanto un’energica repressione, ma bisogna puntare anche e soprattutto sulla prevenzione. Sul piano preventivo la Polizia di Stato promuove e partecipa ad iniziative volte ad informare e far aumentare il livello di consapevolezza dei rischi cui sono esposti gli anziani». E' quindi necessaria, nei confronti degli anziani, un’adeguata e costante opera di sensibilizzazione ed informazione sul rischio di essere vittima di truffe: ne è convinto il colonnello Cesare Mario Lenti, comandante provinciale dei Carabinieri di Cremona.

«Devono poter riconoscere il potenziale inganno, ma anche avere un opportuno riferimento a cui rivolgersi con immediatezza nel caso in cui vengano avvicinati da soggetti intenzionati a truffarli». Sono diverse e numerose le tecniche adottate dai malviventi per avvicinare gli anziani e spingerli e prelievi anomali in banca. «Possono fingersi rappresentanti delle Forze dell’Ordine, che con una scusa inducono la persona a prelevare i soldi in banca. O ancora si possono fingere parenti in difficoltà economiche con bisogno urgente di soldi, che vengono chiesti alla vittima di turno. «In questi anni, anche a causa del sempre più frequente ricorso agli strumenti informatici, le truffe sono aumentate e hanno cambiato volto» ha spiegato Livio Propato, capitano dei Carabinieri di Cremona. «Intorno a questo fenomeno vi sono diverse problematiche emergenti, che ne rendono difficile anche il contrasto. C'è chi omette di denunciare il fatto, in quanto si vergogna dell'accaduto e non vuole farlo sapere; è anche capitato il caso di un uomo anziano che, dopo essere stato truffato, ha tentato di togliersi la vita. Spesso si riscontra la difficoltà, da parte delle persone, di riconoscere il truffatore in fase di incidente probatorio: quando suonano alla porta si presentano eleganti e ben vestiti, ma quando si presentano per il riconoscimento, magari dopo aver fatto un cambio di look, non vengono riconosciuti dalle vittime». Le forze dell'ordine esortano a prestare particolare attenzione ai soggetti che sembrino potemziali truffatori: a volte è sufficiente un po' di accortezza per evitare di cadere nel tranello. «Si deve ricordare che nessuno regala soldi o facili guadagni: chi lo fa ha sicuramente un doppio fine» spiega Propato. «Il contributo dei cittadini per noi è molto importante, al fine di intervenire in casi di truffa: per questo è opportuno essere in grado di dare una descrizione precisa del malvivente».

Sono numerosissimi, oggi, i tipi di truffa che vengono perpetrati: vi sono i falsi funzionari o finti agenti di polizia che si recano casa per casa fingendo di dover verificare le banconote in quanto vi sono in giro partite di denaro falso. Questi, dopo essersele fatte consegnare, riescono a farle sparire in una borsa, dandosi poi alla fuga. Vi sono poi finti funzionari che si offrono di accompagnare la propria vittima in banca a prelevare i propri risparmi, convincendola che lì non sono al sicuro perché vi sono dei dipendenti che li rubano. Una volta prelevati le dice dove nasconderli, mentre un complice riesce a farli sparire. «Moltissimi sono i casi che abbiamo visto noi, qui a Cremona» spiega ancora Propato. «C'è stato chi si è fatto convincere a nascondere i propri gioielli fuori dall'abitazione e se li è poi visti sottrarre. In un altro caso una signora è stata avvicinata da un soggetto che si dichiarava amico del figlio che le chiedeva dei soldi per conto dello stesso.

A volte questo tipo di truffa viene reso più realistico da finte telefonate da parte del suddetto parente. Ci sono poi i casi delle false eredità di un parente lontanissimo, o del falso incidente (in cui il truffatore finge di essere stato urtato dall'auto della vittima). Intramontabile è lo stratagemma dei finti rilevatori dei contatori di luce, acqua e gas: sono scuse che si utilizzano per accedere all'interno delle case». Bisogna ricordare soprattutto che non esistono truffe standardizzate: per questo è fondamentale prestare la massima attenzione. Lo ricorda Nicola Lelario, capo della Squadra Mobile della Questura. «Il truffatore spesso "confeziona" la propria truffa "su misura" della vittima, studiandone le abitudini e i punti deboli. Per questo è sempre importante restare in allerta e prestare la massima attenzione a chi ci avvicina per strada o a chi suona alla nostra porta».

di Laura Bosio

Segnala questo articolo su