Crema - Il sindaco ha sfiduciato l’opposizione

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La minoranza? «Barbari, meschini, aggressivi» e succubi di istinti ciechi. Lei? Si giudica «competente e retta».
L'opposizione, soprattutto dopo la questione del tribunale, ha sfiduciato il sindaco. Il quale ha replicato. Che cosa ha detto in sostanza la Bonaldi oltre le sue posizioni già note? Due le questioni messe in campo. La prima. Rivolta alla minoranza, ha detto: «Vi sarete accorti, signori firmatari, che con questa mozione non avete fatto altro che rafforzare e rendere granitica questa maggioranza, il cui sostegno, lo dico davvero affettuosamente stasera, mi onora oggi ancora di più. Intervento dunque solo per rispetto per questa istituzione, che mi impone di impegnarmi nella ricostruzione che ascolterete». Una dichiarazione boomerang quella del sindaco: infatti, diventa così palese che prima della mozione di sfiducia dell’opposizione, la sua maggioranza non era proprio granitica. La seconda questione, un attacco all’opposizione che le ha chiesto di dimettersi, con toni da “guerra fredda”. «I consiglieri firmatari si sono spinti oltre la naturale dialettica… assumendosi la responsabilità di offese al limite della diffamazione… In nome del dibattito politico, non si può cadere nella barbarie ». Simone Beretta, Renato Ancorotti, Laura Zanibelli, Antonio Agazzi, Alberto Torrazzi e Battista Arpini sarebbero i nuovi “barbari” perché hanno avuto l’incoscienza di attaccare il sindaco sulla questione del tribunale di Crema. Perché l’hanno fatto? Stefania Bonaldi ha la risposta pronta: «Per distogliere l’attenzione dei cittadini» della «loro passata inettitudine». Sembra di sentire il centrodestra – regnando il sindaco Bruttomesso - quando, attaccato, parlava, a torto o ragione, dei fatti e misfatti dell’amministrazione Ceravolo. Niente di nuovo, insomma: chi subentra dopo, accusa quelli che c’erano prima. Politichese, da copia e incolla. Ma la Bonaldi si spinge oltre: la sua è «una politica di responsabilità e di servizio», quella del centrodestra è, invece, «una politica degli istinti più ciechi». Ma non è finita qui: c’è anche la condanna agli inferi, con un piglio da inquisizione. Infatti, gli oppositori a questa maggioranza - che sono stati votati dai cremaschi – sono aggressivi, dilettanti, meschini, lontani dagli interessi collettivi. La politica che praticano «diseduca le nuove generazioni, droga di sé coloro la praticano e ce li consegna per l’eternità, come un debito inestinguibile ». Da qui la maledizione politica per l’eternità: «Per questo sono io, signori consiglieri firmatari, a sfiduciarvi per tutti i giorni a venire. Sono io a sfiduciarvi, perché cerco di rappresentare con il lavoro quotidiano, con la competenza e con la rettitudine questa comunità, che, credo a differenza di voi, amo profondamente…». Amen.

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