Cremona - Pd: quanti pochi renziani in segreteria provinciale

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Martedì sera si è insediata la nuova segreteria provinciale del Partito Democratico. I membri riconfermati sono Elena Bernardini, Luca Burgazzi, Leone Lisé, Ivan Scaratti, Serenella Taraschi, Luciano Toscani e Rossella Zelioli. Altri volti noti («anche se non si può parlare di riconferme - puntualizza il neosegretario Matteo Piloni - perché prima erano invitati») sono Andrea Virgilio e Maura Ruggeri. Due invece i volti nuovi: Vittore Soldo e Francesca Pontiggia. A fianco della segreteria è stato inoltre costruito uno staff che affiancherà il segretario su alcune partite importanti, composto da Giuseppe Tadioli, Claudio Rebessi e Fabio Simeti. Questa nuova segreteria «non è una direzione», ha chiarito da subito Piloni, ma un organo «ampio», nel quale «individuare poi eventuali competenze»: insomma, più che un organo direttivo, «un luogo di confronto primario e principale, ma soprattutto come luogo di indirizzo, e di decisione». Eppure non sono mancate voci fuori dal coro che, sul web e sui social network, hanno espresso un certo scetticismo sulla composizione della segreteria. Il problema riguarderebbe sostanzialmente questo. In provincia di Cremona, il "rottamatore" Matteo Renzi ha sbancato, incassando uno schiacciante 67,22%, staccando nettamente Pippo Civati (al secondo posto con il 17,64%) e Gianni Cuperlo, "l'uomo dell'estabilishment" (fanalino di coda con 16,47%). «In provincia - sottolinea Piloni - hanno votato in 13.331, a dimostrazione dell’ottima organizzazione che la Federazione ha saputo mettere in campo». Un voto rispecchiante nel complesso quello nazionale, che ha indicato il sindaco di Firenze come nuovo segretario del Partito Democratico. E un voto con il quale l'elettorato ha comunicato al partito una volontà precisa: perché mostra che la voglia di cambiamento e innovazione è forte e radicata anche nel nostro territorio. Ma proprio riguardo a questo serpeggiano i dubbi. L'indice degli scettici è puntato contro la scarsità di volti nuovi e il considerevole numero di "cuperliani" nella segreteria provinciale, proprio a fronte della vittoria di Renzi. Qualcuno spara ad alzo zero parlando senza mezzi termini di «impaludamento » e di «fossilizzazione ».

In questo senso sarebbe stato interpretato da qualcuno anche il termine «microcosmo cremonese», che il senatore Paolo Bodini ha utilizzato nel suo intervento la sera di martedì 10 dicembre, dopo la presentazione della lista di nomi da parte di Piloni. Interpretazione però errata, secondo lo stesso Bodini: «In realtà io mi riferivo esclusivamente al contesto numerico delle primarie, senza alcuna allusione all'innovazione o al ricambio generazionale». Ed anche secondo il neosegretario provinciale, le voci scettiche esprimono «commenti che lasciano il tempo che trovano. Piuttosto, direi che con questa segreteria si sono ritessute delle relazioni che erano da tempo sfilacciate. Gli ultimi dieci giorni sono stati caratterizzati da alcuni episodi. La piazza di Grillo e dei suoi insulti, le primarie della Lega Nord, la divisione nel centro-destra, il movimento dei forconi. Che cos’hanno in comune questi quattro avvenimenti? La divisione: il processo di divisione che tutti spingono ad ottenere. La divisione nella e dalla politica, la divisione dall’Italia, la divisione dalla mancanza di partecipazione, la divisione dall’Europa. La condivisione è invece la bussola che deve guidarci e anche la segreteria non può non essere il luogo dove questa condivisione nasce e cresce, costruendo l’azione politica del Pd in provincia. Dato che l’assemblea provinciale è composta da 52 membri più gli aventi diritto, credo sia utile una segreteria provinciale composta da non più di 12 persone (segretario compreso), seguendo il criterio della rappresentatività politica e territoriale, delle competenze, oltre che di genere».

Anche dinanzi ai non pochi che osservano come volti non certo nuovi sulla scena politica non abbiano fatto per nulla un passo indietro ma siano rimasti a gravitare attorno alla segreteria (ad esempio quello di Giuseppe Tadioli e del senatore Luciano Pizzetti, il primo nello staff che affiancherà Piloni, il secondo invitato, come in passato, ai lavori in qualità di parlamentare), Piloni rimarca decisamente la necessità di «costruire, a fianco della segreteria, uno staff del segretario, un gruppo “organizzativo” che possa seguire alcune partite importanti della vita quotidiana di un partito, come le feste, il tesseramento, il bilancio, la comunicazione, il rapporto con le amministrazioni». E per questo obiettivo «mi avvalgo di persone esperte e capaci che danno una mano a portare avanti la quotidianità dei lavori».

di Michele Scolari

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