Cremona - Pm10 in città da 14 giorni sopra la soglia di legge

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Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Brescia evidenzia la correlazione tra le polveri sottili e le patologie cardiovascolari.
Nonostante la nebbia si sia finalmente diradata nel pomeriggio di venerdì, non ha fatto lo stesso la nube di smog che da ormai 14 giorni ammorba l'aria della città, con i livelli delle polveri sottili decisamente sopra la soglia di attenzione. Il dato di venerdì (riferito alle 24 ore precedenti) del resto era preoccupante: la media delle quattro centraline installate a Cremona era di 77 microgrammi per metro cubo, e in particolare 96 microgrammi a piazza Cadorna, 74 a Spinadesco e 61 in via Gerre Borghi. Una situazione che, del resto, sta colpendo un po' tutta l'Italia, anche a causa dell'alta pressione in cui ci troviamo attualmente. Basti pensare che a Roma e a Firenze si ipotizza un blocco totale del traffico, mentre a Parma e a Mantova lo stop alle auto è già in atto. Intanto è di questi giorni il risultato dello studio di un team di ricercatori dell’Università di Brescia, guidato dalla prof.ssa Savina Nodari, secondo i quali esiste “una significativa associazione tra i livelli di Pm10 e i ricoveri per eventi cardiovascolari acuti. L'effetto è stato lineare, con un aumento del 3% dei ricoveri per ogni aumento di 10 microgrammi di Pm10”. Lo studio mette in evidenza come l’inquinamento da polveri sottili sia “non solo causa mortalità o patologie a livello respiratorio e polmonare, ma anche a livello cardiaco e cardiovascolare”. Malgrado politiche sociali ed ambientali locali per l’incremento della qualità dell’aria, l’effetto negativo degli inquinanti aerei continua a rappresentare un importante problema di salute pubblica, e non solo in Italia. «L’Unione Europea ha stabilito una soglia di sicurezza per i valori di Pm10 di 50 microgrammi/metro cubo, ma il suo effetto negativo sul sistema cardiovascolare può richiedere livelli ancor più bassi per essere azzerato» ha dichiarato la professoressa Nodari.

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