Spinadesco, strage di ittiofauna nel Riglio: « morti quintali di pesci»

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CREMONA Strage di ittiofauna nel tratto del colatore Riglio, l’ennesima nella provincia di Cremona che è ormai abituata a questo tipo di scempi ambientali. Nella mattinata di ieri, sabato 4 gennaio, sono stati avvistati parecchi pesci morti che affioravano dall’acqua nel tratto del colatore situato nel Comune di Spinadesco, a pochi metri dietro il piazzale della raccolta differenziata. I primi ad intervenire sul posto, allertati da alcuni passanti e residenti, sono stati i volontari dell’associazione di protezione civile e vigilanza faunistico ambientale Pro Natura Onlus “Il Nibbio” di Spinadesco (che hanno scattato le foto qui accanto). Su avviso dei volontari, sono intervenuti, oltre al vicesindaco Andrea Manfredini, l’Arpa, la Fipsas e la Polizia Provinciale, alla quale spettano ora le indagini per risalire alle cause ed ai responsabili dell’inquinamento. Già, perché di inquinamento si tratterebbe. La roggia infatti era invasa da schiuma, l’acqua era torbida e di colore scuro, gli odori che emanava nauseabondi. Alcuni campioni d’acqua sono stati prelevati dall’Arpa e dalla Polizia Provinciale per individuare la sostanza che ha causato la moria dei pesci. E vi sono parecchi testimoni oculari a sostenere che la quantità di pesci morti non ammonterebbe a poche decine, come sarebbe risultato dai sopralluoghi effettuati, ma almeno ad un quintale: sempre secondo testimonianze infatti, la maggior parte del pesce sarebbe stata poi trasportata via dalla corrente. Si tratta principalmente di lucci, carpe, cavedani, barbio comune, tinche, oltre ad un siluro da una ventina di chilogrammi. Insomma l’ennesima trovata dei soliti “furbetti” che se ne infischiano sia delle regole che dell’ambiente.

m.s.


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