Mostrava giornaletti porno alla figlia minorenne: condannato. Prima applicazione in Italia della legge della Convenzione di Lanzarote

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Aveva mostrato alla figlia undicenne un giornale porno, chiedendole di fare l’amore con lui dopo averle mostrato le immagini. Per questo un padre è stato condannato ad un anno e quattro mesi con l’accusa di corruzione di minorenne. La sentenza del processo, celebrato con rito abbreviato davanti al gip di Cremona Guido Salvini, costituisce la prima applicazione in Italia della legge che inquadra il reato di corruzione di minore a mezzo di assistenza ed atto sessuale o esibizione di materiale pornografico contenuta nella Convenzione di Lanzarote, entrata in vigore in Italia nell’ottobre 2012, siglata il 12 luglio 2007 dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa e ratificata anche da altri paesi dell’Unione.

Le indagini sono state avviate in seguito alla denuncia presentata dalla madre il 16 febbraio del 2010. Agli inquirenti la donna aveva raccontato di essere venuta a conoscenza dell’episodio il giorno dell’Epifania, quando, in occasione di un pranzo a casa di amici, la figlia aveva accusato davanti a tutti il padre (che da quel giorno non è più rientrato a casa) di aver acquistato pochi giorni prima un giornalino pornografico per accusarla a fare “porcherie” con lui (mostrando la rivista dinanzi ai presenti). Chieste spiegazioni alla figlia, questa aveva raccontato alla madre che i fatti si erano protratti dal 2008, quando era divenuta “signorina”: da quel momento, per circa un anno, il padre più volte le aveva fatto “avances” chiedendole di avere un rapporto sessuale con lui. Lo zio della ragazza aveva riferito che la sera precedente la nipote lo aveva raggiunto in cucina piangendo e gli aveva raccontato che poco prima il padre le aveva chiesto di andare a letto con lui. Il 15 ottobre, durante l’incidente probatorio, la ragazzina aveva confermato le accuse al padre, specificando che comunque non era mai stata toccata e confermando le modalità di acquisto del giornalino che il padre le aveva dato il 31 dicembre 2009.

L’accusa che la ragazza aveva mosso al padre il 6 gennaio durante il pranzo era poi stata confermata anche dal padrone di casa, sentito durante le indagini. Questi aveva inoltre conservato e consegnato ai carabinieri il giornaletto indicato dalla ragazza (la rivista Til Poket), allegato alla comunicazione di notizia di reato. Un’amica di famiglia, alla quale la madre aveva chiesto ospitalità la sera dell’Epifania, riferì agli inquirenti di aver subito raccolto anche lei in tali circostanze lo sfogo della ragazzina relativo alle “avances” del padre.

Il 17 giugno 2010 il pm aveva richiesto il rinvio a giudizio per il padre, con l’accusa di tentato abuso sessuale aggravato. Nel corso del giudizio abbreviato la madre aveva spiegato che era stata la figlia a prendere il giornalino che l’imputato aveva nascosto in un punto del salotto della casa degli ospiti, e che da quel momento lui non era più tornato a casa (specificando che il loro matrimonio era così finito).

Dopo l’audizione dei testimoni, rimaneva il problema della qualificazione giuridica dei fatti. Dal canto loro, i difensori, con un’ampia memoria depositata nel novembre 2011, insistevano sul fatto che non vi era stato alcun contatto fisico finalizzato al concreto compimento di atti sessuali e le proposte del padre erano rimaste sul piano verbale (ricevendo i dinieghi della ragazzina). Ma nella nuova formulazione data dal codice penale, il reato di violenza sessuale impone come sufficiente per la punibilità la semplice invasione della sfera sessuale. Tuttavia, all’udienza del 21 marzo 2013, il pm ha prospettato una diversa soluzione che tiene conto dell’entrata in vigore della modifica dell’articolo relativo alla corruzione di minorenne, in esecuzione appunto della Convenzione per la protezione dei minori adottata a Lanzarote nel 2007. Si tratta proprio della condotta contestata al padre della ragazzina, ovvero un attacco all’integrità psichica della vittima (mentre l’attentato alla sfera fisica si colloca nel dolo specifico).

di Michele Scolari

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