Cappella Cantone, torna l'incubo amianto? Il "j'accuse" di Torchio

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“Condivido la dichiarazione del "sindaco coraggio" di San Bassano Cesira Bassanetti: ingiustizia è fatta!". A mostrare tutta l'amarezza e la delusione per le ultime notizie relative alla discarica di amianto in progetto a Cappella Cantone è il consigliere provinciale Giuseppe Torchio, da sempre in prima linea nell’opporsi al progetto nella cava di Retorto.

Il commento dell’ex presidente della Provincia arriva all’indomani della bocciatura del ricorso presentato al Tar di Brescia per l’annullamento della procedura autorizzativa, che ha già gelato, oltre alla Bassanetti, anche le speranze di Lameri e Cise. Nella sentenza pubblicata venerdì i giudici del tribunale amministrativo si sono espressi sulla legittimità degli atti, decidendo inoltre di tralasciare la liceità dei comportamenti anche in termini penali, perché non di loro competenza. In sostanza: l'iter autorizzativo non è stato annullato.

“In attesa di conoscere le motivazioni della decisione assunta a Brescia – prosegue Torchio - sarò curioso di conoscere come abbia potuto eludere l'obbligo perentorio della Provincia di Cremona di ripristinare la cava in essere ai fini agricoli. Mi interessa inoltre capire come l'atto di indirizzo assunto dalla giunta regionale e previsto dallo statuto in capo al consiglio, abbia potuto eludere questa specifica pertinenza al punto di configurare altri rimandi di ordine penale. Se si contestualizza l'affermazione con l'estenuante attesa degli esiti di un ricorso infinito al Tar da parte della ditta "Lameri Cereals"‎ che, coraggiosamente, è insorta contro una palese ingiustizia, anche per evitare effetti dirompenti sulla filiera alimentare, con particolare riferimento ai prodotti per l'infanzia, all'occupazione e all'indotto,  si potrebbe,  amaramente, concludere che ha fatto meglio l'omertà della "terra dei fuochi" che oggi viene pagata da tutti gli italiani, piuttosto che il coraggio di chi non è abituato a tacere, ne a piegare la schiena. Propongo, pertanto, la cittadinanza onoraria ed un soggiorno gratuito, quantunque non obbligato, in territorio prossimo al sito per i validissimi esperti che hanno propiziato tale decisione. ‎In tal modo si potrebbe monitorare il reale impatto della de‎cisione sui residenti nell'area".

Ritorna dunque l’incubo dell’amianto da interrare nella cava di Retorto? Fino a che il sito sarà sotto sequestro penale nulla potrà esservi stoccato. Ma se un domani i terreni dovessero essere dissequestrati, i lavori per la discarica potrebbero proseguire indisturbati. A quel punto occorrerebbe attendere i risultati dell’inchiesta in corso da parte della Procura di Milano (giunta a coinvolgere anche l’ex governatore Roberto Formigoni) sulla ditta Locatelli e le presunte tangenti pagate in cambio di favori alla Compagnia delle Opere.

“Se è vero che il cittadino ha bisogno di segnali chiari – conclude il consigliere - i giudici amministrativi possono essere confusi con monadi, senza porte e senza finestre, quasi ai confini della realtà. La stampa, infatti, ha accennato ad un'azione penale che prosegue in parallelo e che, sul piano giudiziario, potrebbe anche prevalere rispetto all'azione amministrativa. A meno che la decisione assunta di compensare le spese tra le parti non sia, invece, un buon viatico per il ricorso al Consiglio di Stato e le parti non intendano adire il massimo grado della giustizia amministrativa”.

mi.sco.

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