Processo Tamoil, il giudice accoglie la richiesta della difesa: in aula a febbraio anche Bordi e Beati

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CREMONA Oggi il gup di Cremona Guido Salvini, nell'ambito del processo "madre" celebrato con rito abbreviato sul presunto avvelenamento della falda acquifera da idrocarburi, causato, per l’accusa, dalla raffineria Tamoil di Cremona, ha sciolto la riserva sulla richiesta della difesa di sentire in aula un ex dipendente Tamoil assieme all'Arpa, nelle persone dell'ex direttore Giampaolo Beati e del funzionario Francesco Bordi (attualmente assessore all'ambiente del Comune di Cremona). Durante l'udienza di ieri, i due ex manager della raffineria, gli ingegneri Piergiuseppe Savaresi e Lucio Ambrosio, avevano confermato le rivelazioni choc di alcuni ex dipendenti contenute nel carteggio prodotto nel fascicolo intuito ad ottobre dal pm Fabio Saponara a partire da un esposto anonimo pervenuto alla Procura (leggi l'articolo).

L'udienza è aggiornata al 27 di gennaio, quando verranno sentiti, ad integrazione di quanto già acquisito dall'accusa con il carteggio prodotto dal fascicolo istruito ad ottobre dal pm e con le testimonianze del 3 e del 19 genaio, ancora due referenti delle ditte esterne (la Idroambiente di Bollate e la Soncini) che avevano operato i lavori di intervento di risanamento della rete fognaria. Il gup, oltre al materiale documentale delle contro prove, ha inoltre accolto la richiesta della difesa di sentire Bordi e Beati: la loro audizione in aula è fissata per il 28 febbraio. Il gup ha invece respinto la richiesta di sentire Di Giuseppe, in quanto, come sottoposto dell'ing. Piergiuseppe Savaresi, uno dei due manager già sentiti nel'udienza di ieri, essa sarebbe risultata «non necessaria, tenuto conto delle mansioni da questi concretamente svolte e di quanto già sottoposto ad approfondimento in merito alle modalità degli interventi sulla rete fognaria».

di Michele Scolari

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