Mal di schiena da pendolarismo

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Ne soffre chi viaggia in treno o in auto.Come evitarlo e quali accorgimenti utilizzare per farlo sparire.
Il pendolarismo è un fenomeno sempre più diffuso, soprattutto tra i cremonesi, che spesso per trovare lavoro devono spostarsi a Milano o a Brescia. Ma quanto incide la vita del pendolare sulla salute? Uno dei problemi principali che si possono presentare riguarda la schiena: chi vive da pendolare soffre infatti spesso di mal di schiena, dovuto al permanere a lungo in situazioni posturali non corrette. «Bisogna distinguere però il mal di schiena legato al pendolarismo in treno da quello legato al pendolarismo in auto» spiega il dottor Paolo Buselli, direttore dell'unità operativa di riabilitazione dell'Ospedale di Cremona. «Chi fa il pendolare con l'auto si trova a stare fermo per ore in una posizione fissa. Questo obbliga la persona a una cifosi lombare, ossia a una curvatura della schiena che è differente da quella che si ha stando in piedi». E per chi va in treno? «Viaggiare in treno offre più possibilità di cambio di posizione, in quanto in quel caso il pendolare può alzarsi dal proprio posto, o comunque cambiare posizione sul sedile. Questo permette di avere meno fissità. L'aspetto negativo del pendolarismo in treno sono le frequenti variazioni di temperatura a cui si è sottoposti, soprattutto perché spesso si trovano carrozze troppo riscaldate o, al contrario, altre in cui il riscaldamento non funziona.

Tutto ciò influisce sui muscoli del tronco, in quanto provoca delle contratture ». Da cosa dipende l'insogere del mal di schiena? «Se non complicato da ernie o altri problemi specifici, esso è legato ad una sofferenza del passaggio tra una vertebra e l'altra; in sostanza di tratta di una scarsa tonicità della muscolatura profonda della schiena. Condizioni di stress prolungato in situazioni di mancato relax, come accade quando si viaggia in una situazione posturale fissam la muscolatura è sottoposta ad un lavoro piccolo ma prolungato, che affatica il tratto muscolare della colonna vertebrale. Prolungato perché il pendolarismo implica normalmente almeno una mezz'ora di viaggio, se non di più». Come deve comportarsi allora chi fa il pendolare per stare meglio? «E' indispensabile mantenere un buon tono muscolare della schiena, attraverso una buona "igiene muscolare"; questo significa fare una almeno minima attività fisica quotidiana. In questo caso la camminata risulta essere il migliore esercizio. Basta una mezz'ora a ritmo sostenuto (5 km all'ora). L'ideale sarebbe praticarla con i bastoncini (nordik walking). Allora meglio parcheggiare un po' più lontano dalla propria destinazione - se si sta viaggiando in auto - per poi fare una parte della strada a piedi; oppure, se si è in treno, è consigliabile scendere un paio di fermate dell'autobus prima della propria, e coprire a piedi la distanza residua. Ciò permette di mettere in moto la muscolatura prima di affrontare la giornata lavorativa, che a sua volta ci costringe spesso a mantenere a lungo la stessa posizione».

E per chi guida ci sono accorgimenti particolari? «E' bene posizionare il sedile in maniera opportuna, a una corretta distanza dai pedali e con una regolazione che permetta di mantenere la curvatura corretta della schiena. Non si deve quindi stare semi-distesi». E per il treno? «E' opportuno utilizzare un abbigliamento che consenta di gestire al meglio le variazioni di temperatura. Mentre si è in viaggio, inoltre, è consigliabile effettuare piccoli movimenti, che evitino la staticità». Qual è il trattamento per chi già soffre di mal di schiena? «Il movimento in maniera regolare, in assenza di patologie particolari, è sempre la soluzione migliore. Se però la sofferenza si rivela eccessiva e persistente, meglio rivolgersi al proprio medico di famiglia, che saprà indirizzare il paziente rispetto a quali accertamenti effettuare».

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