Comunali, Claudio Silla lancia la corsa

+ 15
+ 11


Il sindaco si ricandida e conferma l’assenza di pregiudiziali nei confronti del Listone. I casi rifiuti, casa Zani, Lido Po e ospedale.
Il superamento di quota 15000 abitanti fa di Casalmaggiore una città anche in termini elettorali. Come noto, l’ampliamento della popolazione modificherà il sistema elettorale con cui nel maggio prossimo verrà scelto il nuovo sindaco: se nessun candidato raccogliesse oltre il 50% dei consensi al primo turno, si renderebbe necessario il ballottaggio. Con queste premesse, le elezioni che nel 2009 videro prevalere Claudio Silla si sarebbero trasformate in un duello tra lo stesso Silla (che ottenne il 35,2% dei voti) e Carlo Gardani (27% col suo Listone). Cinque anni fa ottenne un buon successo Filippo Bongiovanni con la Lega Nord (22,6% e tre seggi come il Listone), l’ultimo seggio andò ad Orlando Ferroni (13,3%) per il centro destra. Come sarebbe finita nel 2009 con le nuove regole? E cosa cambia oggi nelle strategie delle liste? Meglio cercare apparentamenti subito a sostegno di uno stesso sindaco o inseguire alleanze al secondo turno? Una cosa è certa: Claudio Silla ripresenterà la sua candidatura: il suo gruppo continua a sostenerlo in blocco e gli ha confermato la fiducia, così come il Pd, principale partito a sostegno della lista civica che lo ricandida. Polemiche e contrasti ovviamente non sono mancati in questi anni, ma proviamo a guardare avanti, anticipando i temi su cui si dovrà confrontare chi governerà Casalmaggiore da qui al 2019. «Nella proposta per amministrare la città un punto fermo è la proposta civica: molti di noi hanno un riferimento politico, ma come nel 2009 ci uniremo su valori condivisi. Un esempio è quello della battaglia per l’acqua pubblica che sta per essere vinta. Per il prossimo mandato lavoreremo dunque su una proposta civica incardinata su un programma chiaro, e che conterrà forti elementi di continuità. Molte cose sono state fatte, altre sono da fare o completare, ma lo scenario in questi anni è cambiato radicalmente». Ovvio che il riferimento principale sia alla grave crisi economica che ha colpito pesantemente anche il Casalasco. Nel 2009 c’erano tutti i segni che annunciavano una situazione economica in continuo peggioramento, oggi che le famiglie sono allo stremo le borse in rialzo si spera possano al contrario presagire un miglioramento in arrivo. «Allora gli indicatori economici davano una certa direzione, ora soffriamo dell’onda lunga di quella congiuntura ma gli indicatori hanno invertito la rotta. L’incremento nel 2013 degli oneri di urbanizzazione nel nostro comune lo conferma». Su questa base, torniamo al programma. «Seguiremo tre filoni: le politiche rivolte alla persona, intendendo i servizi sociali, scolastici, la politica culturale, poi il tema dell’ambiente in senso lato, quindi la tutela del territorio, la questione rifiuti, ed infine il tema economico e del lavoro. In quest’ultimo caso il Comune non ha competenze specifiche come nei due precedenti, ma è un settore in cui si può intervenire anche alla luce del taglio delle Province con la partita delle deleghe ai Comuni tutta da giocare».

La nuova proposta civica per il quinquennio 2014-2019. «Partirà dalla continuità rispetto al gruppo che ha amministrato, che è rimasto molto unito. Credo sia importante: oltre alla competenza per ottenere risultati conta anche lo spirito di gruppo. Ora lavoriamo per allargare le adesioni. Devo aggiungere che un’altra cosa sperimentata in questi 5 anni, ed è un modello in cui credo: è che una comunità può essere amministrata dal palazzo comunale, o si può provare ad estendere il senso di responsabilità del governo della cosa pubblica. Penso all’opportunità di lavorare a stretto contatto con aziende e fondazioni per far comprendere che gestiscono servizi importanti. E’ il caso ad esempio della Farmacia Municipalizzata, di Santa Chiara, di Casalasca Servizi. Un percorso, questo, che ha portato risultati molto positivi. Ecco, questo senso di responsabilità va allargato, e con la penuria di risorse tale meccanismo è ancor più premiante. Anche l’esempio della Rete mostra l’uscita dallo schema classico, è un progetto che si sostiene con la partecipazione congiunta di comune e privati». Con poche risorse non è nemmeno facile gestire un patrimonio edilizio importante, frutto degli investimenti di chi vi ha preceduto in tempi più “floridi”. «Abbiamo deciso di non arretrare rispetto ai servizi, e il modello illustrato è servito a questo, ma abbiamo anche cercato di proseguire nella valorizzazione del patrimonio esistente. Ne è un esempio il restauro della facciata del Municipio finito proprio questa settimana».

Prima ha parlato di allargare l’adesione al nuovo programma. Il Pd, importante forza politica che sostiene la sua lista, ha aperto nei giorni scorsi al Listone con le parole del segretario Edoardo Borghesi. Gardani per il Listone ha rimarcato alcune critiche all’Amministrazione ma non ha chiuso la porta all’alleanza. Ci sono chance di un accordo tra le due liste più votate nel 2009? «Guardando ai 5 anni passati, questo avvicinamento avrebbe potuto emergere alla luce del sole durante il momento ufficiale, il Consiglio Comunale. Se devo essere sincero, sono giunti dal Listone segnali importanti, come quando ad inizio mandato Gardani votò le linee di indirizzo, ma anche sui contenuti: Matteo Rossi ad esempio ha lavorato nell’interesse dei cittadini sul tema rifiuti. Su altri punti invece non si sono verificate le condizioni per una reale convergenza. Senza individuare le responsabilità, sarebbe bene superare le divisioni del 2009, ma per me la strada che ho davanti è la sfida della condivisione. Non mi appassiona fare una somma senza condividere un’analisi. Si cerca di avanzare proposte condivise, anche con altri soggetti, e quello diventa il nuovo programma, e alcuni passaggi in questo senso sono stati fatti». Un suo giudizio sulle minoranze. «Hanno cercato tutti al meglio di fare il loro lavoro. Ci sono state solo un paio di cadute di stile, dal mio punto di vista, ma il senso dell’istituzione non è mai mancato. Hanno agito sempre nell’interesse della comunità, senza accendere polemiche sul piano personale». Nella prossima tornata un ruolo importante potrebbe giocarlo il Movimento 5 Stelle, che ha esordito nella politica casalese con la richiesta dello streaming delle sedute consigliari. «Conosco alcuni esponenti del M5S, e troverei strano che una forza così non si presentasse. Sullo streaming ho detto da subito che ero favorevole, fissando solo alcuni paletti. Non doveva implicare un aumento dei costi, e le immagini non potevano essere estrapolate per essere impiegate in contesti diversi. Quindi ok ad una registrazione integrale visibile a tutti». Polemiche feroci sono scaturite dal caso Zani. Nei giorni scorsi l’edificio è ufficialmente entrato a far parte dei beni del comune, donato dal Maestro Giacomo Zani. La maggiore critica che le è stata rivolta è di non aver condiviso il percorso con le minoranze, provocando quell’incertezza che è scaturita nel dietrofront del Maestro, poi fortunatamente rientrato. «Ognuno si assuma le proprie responsabilità. Da diversi anni si parlava della donazione, e mi attendevo che i 20 consiglieri conoscessero tutti le dinamiche e le aspettative. Chi siede in Consiglio ha gli strumenti per fare le sue valutazioni, e c’è stato chi, legittimamente, non intravedeva l’utilità della donazione. Il ruolo del Consiglio nella fase decisiva è stato sempre rispettato».

State mettendo all’asta la palazzina del Lido Po, c’è chi ha criticato il parallelo con casa Zani. «Da una parte c’è una donazione, e da decenni non ne arrivavano di così rilevanti, è importante anche per stimolare altre situazioni in futuro. Dall’altra c’è il Lido Po che è segno dei tempi, inutilizzato in pratica da decenni. Valorizzare il patrimonio significa riempirlo di contenuti. In altri tempi avrebbe potuto rimanere così com’è, e non dico che la cessione, che noi riteniamo la scelta adeguata, sia la soluzione migliore, certo l’eventuale vendita servirà a rifare i tetti delle scuole». Un altro tema caldo è quello relativo alla raccolta rifiuti e relativa tassa. Da pochi mesi Casalmaggiore e Piadena hanno fatto da apripista con la raccolta del secco “personalizzato”, grazie ai codici sui contenitori. Era immaginabile che qualche cittadino reagisse con comportamenti deprecabili. Sacchi senza codice che rimangono in strada, comparto secco magari inserito nei sacchi della differenziata, addirittura pare sia scattata la caccia ai comuni in cui si possa riversare tutto nei cassonetti indifferenziati. «I numeri non sono un’opinione. Casalasca Servizi ha fornito i dati sulle 1000 utenze di Casalmaggiore. Mediamente nella prima settimana non sono stati ritirati 50-60 sacchi, quindi il 5-6%. Col tempo le cose miglioreranno, ma comunque si tratta di una minoranza ». Si presume che non tutti ogni settimana espongano i sacchi, quindi probabilmente la percentuale si alza. «Certo, ma ci sono anche famiglie che espongono più di un sacco. In ogni caso la scelta fatta è che i sacchi non conformi dovessero rimanere dov’erano. Consideriamo anche che in precedenza nel secco finivano anche altri rifiuti da differenziare, quindi scatta un meccanismo premiante. Si tratta di risultati positivi non immediatamente visibili ma che emergeranno col tempo. Cerchiamo di aumentare ancor più la percentuale di raccolta differenziata, e stabilire parametri diversi per la tassazione, che non si basi solo sulla superficie e sui componenti il nucleo familiare». Qualcuno ha protestato per i pannolini che occupano parecchio spazio e non sono “differenziabili”. «Abbiamo fatto ben 15 incontri parlando di questo tema, stiamo sperimentando l’entità del fenomeno. Certo in questo paese sarebbe ora di finirla di chiedere al 95% delle persone di assomigliare al 5% che manifesta scarso senso civico, e iniziare a fare il contrario ». Chiudiamo con il tema sempre rovente dell’ospedale Oglio Po. «L’attenzione resta sempre alta, nella consapevolezza di risorse che si riducono. Il dato di partenza deve essere la mancanza di alternative a che l’Oglio Po sia un ospedale per acuti. Su questo deve rimanere la massima attenzione, sul resto si può discutere».

di Vanni Ranieri

Segnala questo articolo su