M5S, confronto davanti ai cittadini

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Lucia Lanfredi (candidata sindaco del gruppo): «Credo che vi sia stata una reazione esasperata».
Si respira un'aria pesante nel Movimento 5 Stelle cremonese, che si trovano letteralmente diviso in due fazioni in seguito alla decisione del portavoce regionale Alessandro Tegagni di non partecipare alle primarie e di abbandonare il Movimento. Ma ora sembra arrivato il momento della resa dei conti: sabato pomeriggio, dalle 14.30 alle 17.30, presso SpazioComune, è indetta una assemblea "plenaria" aperta a tutti i cittadini, convocata da Lucia Lanfredi, candidata sindaco del Movimento (dopo aver vinto con il 70% le primarie). Un incontro a cui sono invitati tutti i membri delle due fazioni per un confronto pubblico. La decisione di Tegagni era arrivata in seguito ad alcune incomprensioni che lo hanno contrapposto ad una parte del movimento. «Ho visto crearsi, all’interno del gruppo, una situazione che non mi piace» ha motivato uno degli storici del gruppo cremonese. «Da mesi c’è un gruppo di persone che sta facendo di tutto per spaccare il clima che si era instaurato in anni di attività comune. Si sta alimentando un clima di odio e di sospetto che è decisamente deleterio per il movimento: per questo mi sono chiamato fuori». L'abbandono di Tegagni ha lasciato dietro di sè due fazioni che ora si fanno la guerra. «Io me ne sono chiamato fuori, non ho contatti con nessuno dei due gruppi. Ora, politicamente parlando, voglio prendere le distanze da tutto. Ho anche già fatto domanda al gruppo regionale per capire come mi devo muovere prima di lasciare il mio incarico di portavoce. Dopo aver visto la politica dall'interno, ora preferisco starne lontano. Ora che l'ho vissuta sulla mia pelle riesco a vedere molto di più tutto il marcio che c'è dentro». Il mistero è come si sia arrivati a questo punto. Sia Tegagni che la Lanfredi hanno ipotizzato la possibilità che vi sia qualcuno che lavora dall'interno per "seminare zizzania". Intanto c'è una netta spaccatura tra il gruppo di attivisti rimasti nel Movimento, che non ha però alcun riconoscimento giuridico, e l'Associazione Amici del M5S di Cremona, nata in origine come ente giuridico del movimento e ora composta dalla cosiddetta "vecchia guardia", ossia i dissidenti. «Tutto è nato dall'allontanamento di Tegagni» fa sapere Lucia Lanfredi. «Ma ribadisco che nessuno gli ha chiesto di andarsene. Nè io nè Alex Conti (l'altro candidato alle primarie) siamo coinvolti nel suo allontanamento. Anzi, personalmente avrei preferito che restasse per confrontarsi alle primarie. Credo vi sia stata una reazione esasperata di chi prima si è sentito perdente e dopo si è auto-escluso. Non si può sparare a zero dicendo che non c'è democrazia quando poi non ci si vuole confrontare. Ora corre voce che dall'altra parte si voglia creare un'altra lista chiedendo che venga ufficialmente riconosciuta, ma non funziona così. Per questo abbiamo ritenuto necessario un confronto». Sono tante le questioni aperte: la presenza di un solo attivista come referente di almeno cinque gruppi di lavoro; il voto palese (deciso prima delle primarie, ma per ora rimasto lettera morta), il rinnovo della carica di moderatore dell’assemblea scaduto il 31 dicembre (e ricoperto dalla Lanfredi), la situazione che si è venuta a creare delle due fazioni contrapposte.

di Giulia Sapelli

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