«A Cremona c’è un problema sicurezza?»

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I dati forniti dalla questura:+8,4%. Il Pd: «Incrementare i controlli e ripristinare il servizio dei vigili di quartiere».
I dati dicono che a Cremona si stia verificando un incremento della criminalità. Si parla infatti di un aumento dei furti denunciati nelle abitazioni del 8.4% (nel 2012 sono stati 1295, nel 2013 sono saliti a 1404). Anche i furti d'auto, i furti con destrezza e i furti presso gli esercizi commerciali sono in aumento rispettivamente del 1,4, del 3,8 e dell'1,2%. Furti, borseggi, rapine, raggiri e truffe si verificano ormai spesso. Solo nelle ultime settimane sono numerosi gli episodi di questo tipo: dal furto in ospedale di farmaci e di un televisore, alla rapina al centro sociale anziani, nonché ai numerosi tentativi di truffa "porta a porta" e ai furti in abitazione. Occorre quindi focalizzare l'attenzione sulle misure per contrastare questa situazione. La crisi senza dubbio incide molto su questa escalation e ora non si può più negare che la città abbia un "problema sicurezza": ne è convinto il Pd, che nel corso dell'ultimo consiglio comunale ha chiesto - con un ordine del giorno a firma del consigliere Roberto Poli - di incrementare i controlli e di ripristinare i vigili di quartiere, ove ve ne fosse carenza. Il documento rileva che “nelle ultime settimane si è verificata in città una escalation di furti in abitazioni e negozi, aumentando il senso di insicurezza dei cittadini”. Ciò a fronte, negli ultimi mesi, di “una netta riduzione della presenza dei vigili di quartiere, come riferito in sede istituzionale nella ultima commissione periferie del 8/11/13 da alcuni presidenti di quartiere”.

La richiesta, come evidenziato nel documento, era di “rafforzare la presenze in termini orari e di continuità dei vigili nei quartieri della città, con priorità alle aree più a rischio di marginalità e devianza; rafforzare la collaborazione tra la Polizia municipale e le forze dell'ordine per monitorare e gestire le situazioni più a rischio; riportare la questione in commissione periferie per un approfondimento politico del problema sicurezza nei quartieri e per valutare le conseguenti azioni tecnico-operative”. Per il Comune, come ha evidenziato l'assessore Francesco Bordi, la questione parte dalla carenza di personale, che "c'era con chi ci ha preceduto come c’è anche ora, ma non per questo l’attenzione alla sicurezza è diminuito, anzi si è cercato di ottimizzare le poche risorse disponibili per incrementare il senso di sicurezza nei quartieri anche in collaborazione con le altre forze di polizia, aumentando i controlli, anche sulla velocità, come richiesto dai quartieri, cercando di fare prevenzione, più che una presenza fissa, che non è attuabile". L’assessore ha dichiarato i numeri dell’attività della Polizia municipale nel 2013: 2136 pattuglie appiedate, 1241 servizi alle scuole, 837 pratiche anagrafiche, 274 accertamenti amministrativi, 250 controlli negli oratori, 34 convocazioni di cittadini, 203 attività di viabilità, 68 casi di diatribe tra vicini, 83 azioni per disturbo da animali, 111 azioni di polizia giudiziaria, 215 controlli per veicoli abbandonati, 368 controlli nei parchi e giardini, 117 controlli di polizia stradale, 42 presenze alle manifestazioni, 115 presidi fissi nei quartieri.

«E' vero, c'è carenza di personale, ma basterebbe mettere meno vigili sulle strade a fare multe e più vigili a presidiare i quartieri» ribatte Poli. «Sicuramente una misura del genere non è sufficiente per contrastare il fenomeno, ma una presenza costante scoraggia almeno in parte gli eventi di microcriminalità. Riteniamo grave e preoccupante il voto contrario espresso in Consiglio Comunale dalla maggioranza di centrodestra all’ordine del giorno del Pd che chiedeva di rafforzare la presenza dei vigili di quartiere quale una delle possibili immediate risposte al problema della sicurezza in città». «Recentemente - continua Poli - vi è stato un episodio di rapina con aggressione in un centro sociale anziani, che ha anche simbolicamente violato il senso di sicurezza tradizionalmente avvertito nei luoghi di aggregazione. E l’insicurezza dei cittadini nella propria città, nelle proprie abitazioni e perfino nei luoghi di aggregazione va affrontata con interventi articolati e trasversali secondo una logica di sicurezza urbana nell’ambito di un rafforzamento delle reti di coesione sociale , ma non può prescindere da azioni che vanno messe in campo subito».

di Laura Bosio

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