Piano rifiuti, lettera aperta ai cremonesi dai firmatari di “Amali”: «politica a discapito del bene comune»

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I firmatari del progetto “Amali, rifiuti = risorse”, Maria Grazia Bonfante, Ferruccio Rizzi, Guido Ongaro, Riccado Ulivi tornano a calcare lo spinoso argomento della gestione rifiuti in una lettera rivolta ai cittadini di Cremona «per ribadire che senza una data certa e immediata di spegnimento dell’inceneritore, la tassa dei rifiuti continuerà ad aumentare così come pure l’inquinamento. A quasi due anni di distanza dalla nostra prima richiesta ai Sindaci di tutta la provincia se i cittadini sapessero che la cosiddetta “gestione integrata del ciclo rifiuti” era un fallimento, perché con l’incenerimento né si riducevano la quantità dei rifiuti né la tassa rifiuti, né si creava nuova occupazione, né si tutelava la salute, leggiamo che la giunta del Comune di Cremona ha deliberato in questi giorni un “nulla di fatto”. Infatti è mancante una data certa e immediata di spegnimento dell’inceneritore, come pure mancante lo stanziamento in bilancio del costo di decomissioning dell’impianto e relativa bonifica, la richiesta ad Aem di rinuncia al ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar di Brescia dell’anno scorso che aveva azzerato il procedimento autorizzativo dell’ampliamento della discarica di Malagnino a Vescovato. Dare la committenza ad Aem, perché sviluppi uno studio di fattibilità per un progetto alternativo all’inceneritore è scorretto per chiaro conflitto di interessi, dal momento che Lgh è proprietaria dell’impianto ed è concreto il rischio che i problemi logistico-organizzativi ed economici, nonché la bassa propensione  a considerare i rifiuti come risorse, ricadano totalmente sui cittadini. Un’occasione mancata per il capoluogo in cui avrebbe potuto assumere la leadership di capo fila di tutti i comuni della provincia e indire una manifestazione di interesse aperta, di promuovere un’unica società pubblica fra i quattro gestori attuali in applicazione degli esiti referendari. Il passaggio alla tariffazione puntuale non può avere nessun costo ulteriore per i cittadini in quanto il ciclo dei rifiuti così impostato è meno oneroso dell’attuale che non lo prevede. Una delibera così approvata non può incidere in nessun modo nell’intento di sanare le debolezze di un Piano Provinciale dei Rifiuti che purtroppo  appare già vecchio prima di essere approvato. Purtroppo continuiamo senza ragione ad assistere ad una politica asservita all’interesse di pochi a discapito del bene comune».

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