Guardia di Finanza, il bilancio del 2013: 58 evasori E uno scontrino su 3 è irregolare

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CREMONA La Guardia di Finanza, in quanto forza di polizia economico-finanziaria, ha come obiettivo prioritario la tutela della legalità economica e del bilancio dello Stato e degli enti locali, sia sul fronte delle entrate, con il contrasto delle più gravi forme di evasione che di quello delle uscite, mediante la ricerca delle frodi più importanti in danno del bilancio nazionale e di quelle, economicamente meno rilevanti ma non per questo meno importanti, in danno degli enti locali, in primis i Comuni. In quanto forza di polizia, la Guardia di Finanza cerca di salvaguardare la legalità economica del Paese attuando “piani d’azione” nei confronti dei fenomeni più gravi e pericolosi, alla ricerca di una sempre maggiore concretezza dei risultati conseguiti anche attraverso una sistematica aggressione dei patrimoni illeciti accumulati. Il contrasto all’evasione fiscale avviene soprattutto con indagini di polizia giudiziaria che mirano a individuare le forme più gravi di evasione fiscale internazionale, di economia sommersa e di frodi all’IVA. Il 64% delle verifiche fiscali si è basato sull’utilizzo ai fini amministrativi delle risultanze emerse dalle indagini. In linea generale sono stati eseguiti nei diversi comparti 1.787 interventi, con la verbalizzazione di 2.411 soggetti, di cui 2.022 a fini amministrativi, 10 arrestati e 379 denunciati a piede libero. Le violazioni accertate sono state 1.782, di cui 165 a carattere penale e 1.453 a carattere amministrativo.

TUTELA ENTRATE

Nell’anno 2013 i Finanzieri del Comando Provinciale di Cremona (Nucleo Polizia Tributaria, Compagnia Cremona e Tenenza Crema) hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria 162 contribuenti responsabili di reati fiscali (dei quali 58 sono risultati evasori totali o paratotali) e richiesto sequestri di beni per oltre 287 milioni di euro. Le 451 attività ispettive hanno consentito di contestare fatture per operazioni inesistenti per 635 milioni di euro e di recuperare a tassazione oltre 516 milioni di imponibile per le Imposte Dirette e 116 milioni di IVA.

Tra i casi particolari si segnalano quattro cittadini rumeni, titolari di tre società cremasche di commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, hanno occultato le scritture contabili obbligatorie ed omesso di presentare le dichiarazioni fiscali per due anni, occultando ricavi per oltre 5 milioni di euro e mezzo milione di IVA. E’ stato proposto il sequestro di beni per 1,9 milioni di euro, pari alle imposte evase. Un rivenditore cremonese di autovetture importate dall’Unione Europea ha occultato al fisco oltre 9 milioni di euro di ricavi e1,9 milioni di IVA, simulando una c.d. frode-carosello grazie all’interposizione negli acquisti di una società cartiera. All’apertura di una verifica nei confronti di una società di macellazione cremonese è stato rinvenuto un notebook contenente files in cui veniva registrato il cosiddetto “nero”. Al titolare è stato contestato l’occultamento di oltre 2 milioni di euro di ricavi e il mancato versamento di 200 mila euro di IVA dovuta. Un cittadino ha segnalato al servizio di pubblica utilità 117 che un ristorante etnico del capoluogo emetteva scontrini non fiscali. La conseguente verifica ha scoperto un occultamento di ricavi per 2 milioni di euro e il mancato versamento di 200 mila euro di IVA dovuta.

Sono state effettuate verifiche fiscali anche nei confronti di 18 professionisti (tra medici, veterinari, consulenti aziendali, ingegneri) dei quali 3 sono risultati evasori totali o paratotali, con ricavi occultati per 1,1 milioni di euro. Presso lo studio di 2 professionisti sono inoltre stati trovati 2 lavoratori in nero. Sei professionisti hanno già aderito ai rispettivi verbali. Il titolare di uno studio cremasco specializzato nella fabbricazione di protesi dentarie ha occultato 200.000 euro di ricavi e omesso di versare i contributi a una sua dipendente, assunta in nero sin dal 2008. È stato anche denunciato, insieme ad un altro odontotecnico, per esercizio abusivo della professione e stessa sorte hanno subito i due direttori sanitari succedutisi nel tempo che gli avevano consentito la pratica abusiva. A un avvocato cremasco è stato contestato l’occultamento di compensi per 460.000 euro e il mancato versamento di 195.00 euro di IVA, anche perchè da tempo affittava a studenti un appartamento in Milano al canone annuo di 22.000 euro spacciando la locazione come un contratto di comodato gratuito.

I finanzieri di Cremona hanno continuato ad aggredire con le indagini di polizia i fenomeni più rilevanti di frode fiscale, in particolare quella derivante dal sommerso d’azienda e dalle frodi all’IVA. Si è conclusa l’indagine Oro Rosso riguardante un’ingente frode all’IVA nel settore dei metalli non ferrosi, con la richiesta di patteggiamento da parte dei principali indagati i quali hanno dovuto aderire alle contestazioni fiscali versando allo Stato, in un’unica soluzione, oltre 18 milioni di euro. Le relative verifiche fiscali concluse nell’anno hanno comportato la contestazione di 28 milioni di base imponibile II.DD. e di 43 milioni di IVA. Al termine delle indagini la frode scoperta ammonta quindi a 628 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti, imponibile sottratto a tassazione per 204 milioni di euro ed iva dovuta per 73 milioni di euro.

La nota indagine Odisseo nei confronti di alcune false cooperative e consorzi può ora ritenersi conclusa con la sentenza emessa a dicembre scorso dalla Corte d’Appello di Brescia che ha confermato integralmente l’irrogazione della misura di prevenzione personale nei confronti del principale indagato e la confisca di tutti i suoi beni per oltre 22 milioni di euro. Nel corso dell’anno sono state concluse anche le relative verifiche fiscali, con la contestazione di 211 milioni di base imponibile II.DD. e di IVA per 44 milioni di euro. Al termine delle indagini la frode scoperta ammonta quindi a 600 milioni di imponibile sottratto a tassazione mediante l’utilizzo di false fatturazioni e 120 milioni di iva sottratta a tassazione. Sul fronte delle false cooperative di produzione e lavoro i Reparti sono impegnati in altre attività investigative le cui prime risultanze confermano l’elevato rischio di consistenti frodi fiscali. Sotto la lente degli investigatori sono finiti ora ben 14 Consorzi e 70 Cooperative, per un totale di alcune migliaia di lavoratori amministrati.

La conseguenza forse più apprezzabile è però quella che spesso le aziende committenti decidono di interrompere i rapporti con le cooperative e, per non bloccare la produzione, di assumere a tempo indeterminato i lavoratori prima gestiti dalle cooperative. Nel settore dell’evasione internazionale è in corso un’indagine (denominata ASTREA) su una complessa operazione di “treaty shopping” (sfruttamento elusivo dei benefici connessi all’applicazione di norme e convenzioni internazionali, con fini prettamente fiscali) posta in essere da alcune aziende italiane. Le indagini hanno individuato un professionista milanese che ha offerto un vero e proprio “pacchetto fiscale” consistente nella sottoscrizione di strumenti finanziari cc.dd. “derivati” posti sul mercato da società costituite ad hoc residenti in zone franche (tra le quali l’Isola di Madeira) e privi della normale componente di rischio poiché il risultato della speculazione finanziaria era predeterminato a tavolino. L’effetto fiscale sarebbe stato una perdita nel primo anno e, nell’anno successivo, un utile sotto forma di dividendi sostanzialmente non tassabile. Al momento è stata contestata base imponibile per 22 milioni di euro di base imponibile II.DD. ma dai primi elementi investigativi emerge un’evasione di oltre 100 milioni. I controlli minori (c.d. “strumentali”) nei confronti degli esercizi pubblici che rilasciano scontrini e ricevute sono stati complessivamente 2.994 con una percentuale di irregolarità pari al 35,7%. Sono stati anche multati 48 esercenti per 15mila euro di evasione del Canone TV. Nel corso dell’anno è stata imposta la chiusura a 14 attività commerciali verbalizzate per aver emesso 4 scontrini fiscali nell’ultimo quinquennio e altre 16 sono state segnalate all’Agenzia delle Entrate per l’adozione del provvedimento di chiusura obbligatoria. Sono stati eseguiti 38 controlli in materia di “sommerso da lavoro” (di cui 25 risultati irregolari), che hanno portato all’individuazione di 312 lavoratori “irregolari” o in “nero”, con contributi non versati e ritenute fiscali non operate su 5 milioni di emolumenti erogati. Tra i soggetti verbalizzati una cooperativa specializzata nella fornitura di manodopera ad imprese agricole che nelle buste paga dei 54 soci lavoratori indicava, al posto della retribuzione ordinaria, voci non rilevanti ai fini dell’imponibile contributivo e fiscale con un’evasione di ritenute non operate per 35mila euro e di contributi previdenziali non versati per 116mila euro. Un’altra società cooperativa di movimento merci ha omesso di versare 708mila euro di ritenute fiscali e 115mila euro di contributi previdenziali. In questo comparto particolarmente efficace è il connubio dei controlli in materia di scontrini/ricevute con quelli per le nuove partite IVA dai quali emerge una certa tendenza di alcune etnie straniere a non dichiarare i dipendenti e i collaboratori.

TUTELA SPESA PUBBLICA

L’attenzione dei militari si è concentrata sul settore degli incentivi pubblici nazionali erogati per la produzione di energia elettrica mediante l’utilizzo di fonti alternative quali biomasse e/o pannelli fotovoltaici. Una prima indagine ha consentito di accertare che una società cremonese specializzata nell’installazione impianti fotovoltaici aveva dichiarato, mediante falsa documentazione, il completamento e l’entrata in funzione di un impianto fotovoltaico entro termini perentori previsti per legge per consentire alla società committente di beneficiare indebitamente di incentivi per oltre 5,6 milioni di euro, dei quali 62mila già percepiti. Una seconda indagine, nata da una verifica fiscale, ha consentito di accertare, in capo a due società cremasche l’indebita richiesta, sempre mediante falsa documentazione attestante impianti diversi da quelli effettivamente realizzati,  di incentivi nazionali per oltre 71 milioni. Sul fronte delle entrate la verifica fiscale si è invece conclusa con il recupero a tassazione di 17 milioni di euro. Oltre alla perdita dei contributi, i responsabili della condotta sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria per truffa aggravata ai danni dello Stato. In collaborazione con gli Enti Locali vengono poi analizzate le posizioni dei soggetti percettori delle cc.dd. “Prestazioni sociali agevolate” erogate a coloro che dichiarino di trovarsi in stato di bisogno e facciano richiesta di contributi per l’affitto, per la scuola, ecc. Nel corso dell’anno sono stati effettuati 56 controlli di cui 32 nei confronti di cittadini segnalati direttamente dai Comuni di Cremona, Casalmaggiore, Pieve San Giacomo, Bagnolo Cremasco, Vaiano Cremasco e Vescovato, con una percentuale di irregolarità di quasi il 60%. Le prestazioni sociali illecitamente percepite ammontano ad un totale di oltre 20 mila euro. In un caso, dagli accertamenti effettuati è emerso che un cittadino di origine Cinese, titolare di partita iva, ha chiesto Prestazioni Sociali Agevolate a fronte di redditi nascosti al fisco per quasi 1 milione di Euro ed IVA dovuta per quasi 115 mila euro. Un altro caso particolare è quello di un cittadino algerino segnalato alle autorità giudiziarie per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche in quanto, seppur trasferitosi all’estero con tutta la famiglia, aveva presentato all’INPS una falsa autocertificazione con la quale dichiarava che il figlio disabile frequentava regolarmente la scuola in Italia per percepire l’assegno di frequenza che l’Ente Previdenziale corrisponde ai minori disabili. È stata accertata l'indebita percezione dell’indennità di frequenza per €. 5.324,00 ed è stato chiesto il sequestro delle somme depositate su un conto corrente. Un avvocato cremonese ha ottenuto nel 2009, per i due figli, un contributo per le rette asilo nido di complessivi 5.700 euro nonostante dalle indagini bancarie siano emersi ricavi non dichiarati per oltre 86mila euro. Una commerciante cremonese ha ottenuto un contributo di oltre 2.500 euro per rette asili nido e ristorazione scolastica ma le indagini bancarie hanno svelato l’occultamento di ricavi per oltre 50.000 euro.

TUTELA MERCATO BENI E SERVIZI

In questo segmento si rammentano le attività investigative Demetra e Domus già comunicate agli organi di stampa, rispettivamente in materia di criminalità organizzata e di truffe sui mutui bancari. Con la prima indagine è stata scoperta una organizzazione criminale dedita all’usura (con tassi praticati tra il 200 ed il 300% annuo) ed alla frode fiscale, per un imponibile pari a 40 milioni di euro ed iva evasa pari a 7 milioni di euro, aggravate dalla finalità di agevolare un’associazione mafiosa. Le indagini, nate dall’arresto di un usuraio in Cremona nel 2012 e coordinate dalla Procura Nazionale Antimafia e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, hanno portato alla denuncia di 15 persone. Nel secondo caso sono state individuate 49 compravendite fittizie, per un danno complessivo agli istituti di credito superiore ai 5,7 milioni di euro ed è stato accertato il coinvolgimento di 111 indagati tra, titolari di agenzie e società immobiliari, proprietari degli immobili e falsi acquirenti, tutti denunciati alla Procura della Repubblica per falso e truffa, aggravata dall’entità del danno cagionato alle banche. In materia ambientale la component navale della Compagnia di Cremona ha sottoposto a sequestro due discariche abusive in Piadena e Solarolo Rainerio, per complessivi 500 mq., sulle quali erano stati abbandonati rifiuti speciali “inerti” derivanti da demolizioni edili, con la denuncia dei responsabili

Il Servizio di Pubblica Utilità 117, che trova le sue premesse nella necessità di corrispondere alle istanze di sicurezza economico-finanziaria sempre più avvertite dalla collettività e nella volontà di avvicinare la Guardia di Finanza ai cittadini, che possono farsi parte attiva del contrasto ai fenomeni di evasione e criminali in genere, è diventato uno strumento fondamentale. Nel corso dell’anno passato sono state impiegate 1.460 pattuglie automontate che hanno presidiato il territorio sotto il profilo economico ma, ancor più, coadiuvato i colleghi delle altre Forze di Polizia nella tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, anche nell’ambito di interventi coordinati e disposti con ordinanze del Questore di Cremona. Sono stati effettuati 20 controlli nei confronti di esercenti presso i quali sono installati gli apparecchi slot-machine, riscontrando violazioni alla normativa in 7 casi, di cui 2 a carattere penale, e sottoponendo a sequestro 1 pc. Si segnalano inoltre il sequestro di 1.136 grammi di sostanza stupefacente tipo Hashish e Marijuana, 38 grammi di cocaina, 29 grammi di eroina, l’arresto di 4 persone e la denuncia di altre 6 soggetti. In 4 occasioni sono stati effettuati interventi con le unità cinofile antidroga della Guardia di Finanza di Brescia, presso istituti scolastici di Cremona a tutela degli alunni frequentatori. In un caso è stato segnalato al Prefetto un sedicenne trovato in possesso di 4,33 grammi di hashish.

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