Cremona - «Sì, mi ricandido, ma...»: le condizioni di Perri

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La presentazione ufficiale del gruppo a sostegno del sindaco Oreste Perri sarà a inizio marzo, ma finalmente il tanto atteso “sì” è arrivato e le riserve sulla sua candidatura sono state sciolte. Una decisione dura e sofferta, che ha visto il primo cittadino mettere sulla bilancia diverse questioni, personali e non. «Ci ho messo molto tempo per maturare questa decisione: c'erano molte ragioni per cui terminare la mia esperienza e altre per continuare. Alla fine sono prevalse quest'ultime, a partire dal senso di responsabilità: mi sono reso conto che fare un solo mandato è come essere a metà del lavoro. Per questo mi sono messo in gioco con questa nuova sfida: per rispetto ai cittadini che mi hanno sostenuto. Una decisione sofferta, non lo nego: sono stati anni durissimi, sia per la mia inesperienza, sia per l'esperienza che ho dovuto farmi a mie spese e in poco tempo, sia perché mi sono trovato a governare in tempi di forte crisi per gli enti locali. In questi anni abbiamo fatto molte cose, tra cui anche diversi errori; la cosa certa è che mi sono impegnato come ho sempre fatto anche nello sport, con grande determinazione ».

Il rapporto con i partiti com' è?
Buono: sono loro che mi hanno chiesto più volte di ricandidarmi. Però stavolta metto delle condizioni: vorrei avere voce in capitolo nella scelta della mia squadra. Fino a qualche anno fa mi sono affidato agli altri, ho lasciato scegliere al posto mio, anche perché c'erano persone con più esperienza di me. Ora voglio scegliere il più possibile da solo».

Chi manterrà della vecchia squadra e chi invece no?
«E' presto per dirlo. Posso dire di essere contento di aver mantenuto intatta la mia squadra di assessori, tranne per chi se ne è andato spontaneamente: dopotutto era la prima esperienza per tutti noi, visto che il centrodestra non governava a Cremona da oltre 20 anni. Il mio obiettivo è quello di creare una squadra a sostegno della mia candidatura che non sia basata solo sull'opportunità di avere numeri per vincere, ma soprattutto sulle idee e sul programma. Voglio essere la figura che porterà avanti la sintesi delle idee dei gruppi che mi sostengono. Quello che contano sono le buone idee». Anche se provengono dall'opposizione? «Certo. Nei programmi dei miei avversari vi sono delle idee interessanti, che se vincerò sarò pronto a tenere in considerazione».

Tra coloro che l'hanno sostenuta al primo mandato, chi le rimarrà vicino? I rapporti con i partiti come sono?
« Il problema non sono i partiti, ma gli uomini che li compongono. Non nascondo che ci sono stati periodi difficili e di turbolenza, soprattutto a causa di scelte che ho fatto e su cui mi sono imputato come la questione delle nomine nelle municipalizzate. Non conta il colore politico, conta la capacità di chi si nomina, e di questo sarò sempre convinto. Tuttavia non mi lamento affatto del rapporto che c'è con i partiti. Del resto il fatto stesso che siano ancora qui a sostenermi dimostra come abbiano apprezzato il mio modo di vedere la politica, che non deve esser una "politica delle poltrone" ma una "politica dei meriti" ». Qualcuno, tuttavia, ha pensato bene di abbandonare il timone: la Lega infatti ha più volte dichiarato che non sosterrà la sua candidatura. «Chi ha la maggioranza dovrebbe assumersi la responsabilità fino in fondo di governare la città. E' troppo facile ritirarsi a metà del percorso. Fare politica significa mettersi a servizio di essa, e non renderla un mezzo per raggiungere degli obiettivi».

Chi sono quelli che la sosterranno, allora?
«Forza Italia, il Nuovo centrodestra... Poi ci sarà una mia lista, la lista che dovrebbe mettere in piedi l'assessore De Micheli. Per il resto sto portando avanti degli incontri, per capire chi ci sta. Giusto stamattina ho incontrato Fratelli d'Italia, che ancora non ha deciso se supportarci o meno ma con cui c'è stato un proficuo scambio di idee. Ho avuto anche un incontro con i tre consiglieri della mia lista precedente (Obiettivo Cremona): Gabriele Romani, Alessio Zanardi e Riccardo Mancini, che stanno ricontattando i membri della lista. Molti sono quelli disponibili a rimettersi in gioco. Poi c'è l'assessore Claudio Demicheli che sta preparando una sua lista a sostegno della mia candidatura e stamattina ho anche incontrato l'assessore Maria Vittoria Ceraso con alcuni membri della sua lista, anch'essi pronti a schierarsi al mio fianco».

Ci da qualche anticipazione del suo programma?
«E' presto per dire qualcosa, devo ancora raccogliere le idee di tutti. Molto del nostro lavoro sarà quello di proseguire con quanto iniziato, naturalmente. Una delle mie idee è quella di pensare ai collegamenti tra centro storico e periferia con piste ciclabili. In questo senso ci sono già dei progetti approvati. La promozione della mobilità sostenibile mi sembra fondamentale, oggi. Molti ci hanno accusato di non avere progetti a lungo termine, ma non è così: siamo partiti da piazza Duomo per riqualificare il centro della città a macchia d'olio. Ora è il momento di passare alle periferie, e di terminare la sistemazione di via Dante. Poi naturalmente bisogna mettere in campo iniziative per il rilancio dell'occupazione. Sono anche consapevole dei problemi che riguardano il commercio cittadino, e cercheremo di mettere in campo qualcosa, anche se buona parte della responsabilità è della pressione fiscale eccessiva che abbiamo in Italia. Noi faremo quello che ci sarà possibile, anche puntando sul rilancio turistico della città, ancora troppo chiusa in sè stessa. In questo senso potremo fare molto anche grazie alla collaborazione con soggetti privati».

Della collaborazione con i privati avete sempre fatto un punto di forza...
«Se non ci fossero stati cittadini disponibili ad aiutarci e a collaborare molte cose non saremmo riusciti a farle. Per questo abbiamo dato un grande impulso alla collaborazione con forze esterne: chi amministra deve essere aperto a chiunque voglia promuovere lo sviluppo della città. E su questo si dovrà puntare ancora in futuro».

Quali caratteristiche dovrà avere il vostro programma?
«Dovrà essere ragionevolmente flessibile. Questo significa che dovrà sapersi adattare ad eventuali cambiamenti: ormai le norme cambiano con una frequenza quasi quotidiana, così come i tipi di imposte. Dovremo saper cogliere le opportunità, come già abbiamo fatto, attingendo da bandi europei e regionali».

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