Disoccupazione drammatica: i consigli per cercare un lavoro

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Sono 28mila gli accessi effettuati ogni anno all’Informagiovani. Russo: «Siamo assediati dalle richieste».
Ogni anno, lo sportello Informagiovani registra circa 28.000 accessi: un segnale tangibile della disoccupazione che colpisce i giovani. «Negli ultimi anni abbiamo dovuto volgere la nostra attenzione soprattutto sul supporto alla ricerca di lavoro, in quanto siamo assediati dalle richieste » spiega Carmen Russo, coordinatrice del servizio. Ma l'orientamento deve partire a monte, nei confronti dei giovanissimi, per la scelta del corso di studi: «Una strada imboccata correttamente potrebbe garantire un disoccupato in meno in futuro. Oggi la scelta del corso di studi, per quanto debba tenere conto delle aspirazioni personali del ragazzo, non può prescindere dalla realtà occupazionale del territorio. Per questo, nel prendere la decisione bisogna fare una attenta valutazione sulle caratteristiche del territorio, sulla necessità di flessibilità che oggi il mondo del lavoro richiede e soprattutto delle richieste occupazionali. È fondamentale anche la disponibilità a muoversi e a fare delle esperienze fuori confine: a volte sono queste le cose che fanno la differenza per non vanificare gli sforzi fatti in fase di studio». Non solo giovani: anche moltissimi adulti che bussano alla porta dell'Informagiovani, con la speranza di ottenere una indicazione utile per trovare lavoro. «La nostra porta è aperta a tutti, tanto più che ci stiamo occupando di gestire il sistema lombardo per il ricollocamento dei lavoratori. Vi sono anche degli incentivi specifici per chi assume lavoratori appartenenti alle categorie più deboli» spiega l'esperta.

Le aziende oggi hanno delle richieste specifiche, a partire da una spiccata specializzazione: «Il profilo generico non è ben visto: il candidato deve dimostrare la sua effettiva capacità operativa» evidenzia Russo. I settori in cui ancora vi sono richieste di lavoro sono quelli dei servizi alla persona, ma anche tutti quelli che caratterizzano il territorio, come l'agroalimentare. Altra cosa fondamentale è non cedere alla depressione: «Gli atteggiamenti disfattisti sono nocivi e piangersi addosso non serve a nulla. Non bisogna piangersi addosso perché non si trova lavoro, ma essere attivi e strategici, ma soprattutto competenti: cercare lavoro è un lavoro a sua volta». Quindi niente curricula a pioggia mandati a tutte le aziende indistintamente: «per attirare l'attenzione delle aziende bisogna fare un lavoro mirato, preparando il curriculum ad hoc, sulla base delle esigenze dell'azienda a cui si vuole chiedere lavoro». Poi ci vuole la capacità di mettersi in gioco, di reinventarsi, cogliendo le occasioni: «Se uno non trova lavoro nel settore per cui ha studiato, deve avere la capacità di adeguare le proprie competenze ad altri settori, anche intraprendendo percorsi formativi diversi - spiega ancora Russo -. Spesso sono le aziende stesse ad occuparsi della formazione dei propri dipendenti, ma ci vuole una buona base». I servizi messi a disposizione dall'Informagiovani per chi cerca lavoro sono numerosi, a partire dal nuovo CVqui: «Si è voluto rinnovare la vecchia banca dati Informagiovani realizzata circa dieci anni fa, creando uno strumento al passo con i tempi, che parla il linguaggio dei giovani ed offre servizi all’avanguardia.

E’ stato messo a disposizione dei ragazzi l’ultimo modello di curriculum disponibile, quello in Europass, uscito proprio all’inizio di quest’anno, e sono stati introdotti dei video tutorial per accompagnare i ragazzi, passo a passo, nella stesura del loro curricula. Oltre che ad un continuo aggiornamento sulle notizie disponibili sul mercato del lavoro, la visibilità degli annunci attivi presenti in banca dati, la possibilità di condivisione sui principali social network: facebook, twitter, ecc. Inoltre facciamo un'azione di matching tra aziende e utenti, attraverso un sistema all'avanguardia. Il nostro scopo è creare delle progettualità, anche attraverso una rete di soggetti che va dalle associazioni di categoria ai sindacati, per non disperdere risorse». «La situazione lavorativa oggi è davvero drammatica - dice Jane Alquati, assessore comunale -. L'azione degli enti locali è in primis quella di creare dei contesti per favorire gli insediamenti produttivi; dall'altra parte, è fondamentale il servizio di orientamento, che parte fino dalla scuola: esso consente da un lato di ridurre l'abbandono scolastico, dall'altro di ridurre il numero dei futuri disoccupati». Il servizio Informagiovani, peraltro, è riuscito a pesare ben poco sui bilanci comunali: «Anzi, ha portato ben 1.200.000 euro di sponsorizzazioni esterne, sia attraverso la partecipazione a bandi europei o regionali sia grazie al contributo di sponsor privati». conclude l'assessore.

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