Scacco alla “banda dei Caseifici” sul reggiano, denunciato anche un residente a Cremona

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Otto denunce nei confronti di sette soggetti tutti originari della Puglia (dove vivono), assieme ad un cittadino albanese residente in provincia di Cremona. Sono accusati di essere gli otto soggetti che a dicembre cercarono di portar via alcune centinaia di forme di formaggio Parmigiano da un caseificio situato nel reggiano, costretti poi dai carabinieri a dileguarsi abbandonando la refurtiva. Le denunce sono state elevate dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Castelnovo Monti (Reggio Emilia) al termine di una lunga e dettagliata attività investigativa, durata alcuni mesi.

Il 20 dicembre 2013, la banda (secondo i carabinieri formata da autentici professionisti) si sarebbe introdotta nel caseificio vicino a Cavola (frazione di Toano, in provincia di Reggio Emilia): dopo aver segato le sbarre e coperto di stagnola i sensori degli allarmi (come riscontrato dai carabinieri dopo i rilievi), avrebbero asportato e caricato su di un autoarticolato ben 300 forme di formaggio Parmigiano per un valore da 250mila euro. Usciti dal piazzale però si erano trovati davanti i fari delle pattuglie dei carabinieri di Toano e Castelnovo Monti, che erano già state messe in allerta dal comando provinciale di Reggio Emilia, dopo che altri due furti simili erano stati consumati in altri due caseifici reggiani nelle notti precedenti. Impossibilitati a fuggire con il mezzo, i ladri avevano abbandonato il camion (risultato, tra l'altro, rubato in Puglia, nella zona di Foggia) dileguandosi a piedi nei campi. La refurtiva era stata recuperata dai militari, che avevano dato subito inizio ad una capillare attività investigativa per risalire all’identità dei malviventi. Dopo un paziente lavoro di indagine, compresi numerosi controlli del territorio e analisi dei sistemi di videosorveglianza comunali. Oggi (come riporta la Gazzetta di Reggio) è arrivata la svolta nelle indagini con la denuncia degli otto soggetti (tra i 24 e i 47 anni) ai quali è stato contestato il concorso in tentato furto aggravato. Pesante il quadro accusatorio assemblato dai militari, composto da elementi di responsabilità incontrovertibili e concordanti tra loro.

Per ora non sono emersi indizi di un'attività della banda anche nella provincia di Cremona, ma non sarebbe un'ipotesi da escludere completamente, data la presenza, all'interno del sodalizio, di un residente nella nostra zona, colpita anch'essa negli ultimi tempi dal fenomeno dei furti di intere partite di formaggio Parmigiano, assai redditizio sul mercato nero.

di Michele Scolari

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