I tru-box non sono ancora operativi: «in funzione nei prossimi giorni»

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CREMONA Fa discutere il caso dei quattro rilevatori di velocità (tecnicamente “tru box” o “speed check”) recentemente posizionati a Cremona sulle quattro grandi arterie di scorrimento alla periferia della città: via Milano (Cavatigozzi), sulla tangenziale in via Zaist (di fronte all'azienda Ravara), in via Brescia (in prossimità del distributore Agip) e in via Bergamo, al Migliaro. Da quando sono state piazzate, nella giornata di martedì 4 marzo, non sono mancate le lamentele sia da parte degli automobilisti che da parte di esponenti del mondo politico, come Roberto Poli e Caterina Ruggeri del Partito Democratico, secondo i quali «la sicurezza non è solo speed-check» (come hanno rimarcato in una nota diffusa giovedì). In tempi di vacche magre, tra crisi, precarietà e stipendi ridotti all'osso, un paio di multe per eccesso di velocità possono già mangiarsi una consistente parte di stipendio (premesso che basta rispettare i limiti per evitare la spesa “imprevista”). E’ dunque comprensibile che l'attenzione della gente sia più che alta. Sulle pagine dei socialnetwork, intanto, assieme alle accuse rivolte ad un'amministrazione che vorrebbe solamente «fare cassa» si moltiplicano i punti interrogativi degli automobilisti: «sono già attivi?», «quanti euro di multa si rischiano?», «è prevista lo stesso la soglia di tolleranza?». Ed ancora, «funzionano in entrambi i sensi di marcia?» oppure «se li hanno voluti i residenti che ci sta a fare quello sulla tangenziale vicino alla rotonda di via Mantova»? A chiarire tecnicamente tutte le incognitee i passaggi ci pensa il comandante della Polizia Locale di Cremona, Fabio Germanà Ballarino.

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di Michele Scolari

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