Discarica a cielo aperto in via Riglio: cumuli di scarti edili, batterie d’auto, resti di fuochi e persino un bivacco

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CREMONA Interi cumuli di rifiuti, tra cui parecchi scarti di lavorazione edile, batterie d’auto abbandonate a terra e persino un bivacco, allestito alla bell’e meglio con due assi e qualche mattone a formare una capannuccia appena visibile tra gli alberi. C’è di tutto nell’area verde a lato del curvone di via Riglio, situata (per chi arriva da Cremona) prima del ponte sul canale navigabile.

E’ l’ennesima discarica a cielo aperto scoperta nella campagna alle porte di Cremona su un’area boschiva di oltre 1500 metri quadrati nei pressi della chiavica della roggia-colatore Riglio. La tipologia dei rifiuti non si limita ai resti di intrattenimenti diurni e notturni, innumerevoli lattine e bottiglie di vetro, bottigliette, borsine, resti di confezioni alimentari, sacchi neri e colorati, ed altri rifiuti plastici sparsi tra l’erba sull’intera superficie verde. Dalla strada carraia si possono chiaramente notare, ammonticchiate qua e là, montagnole di scarti di lavorazione edile (in alcuni casi contenenti pezzi di armature metalliche),numerosi secchi in plastica e contenitori vuoti di vernice, resti di mobilio e taniche plastiche (del tipo usato per olii minerali o liquidi anticongelanti), copertoni d’auto e alcune sedie di legno. Inoltrandosi tra gli alberi ci si imbatte in alcune batterie d’auto abbandonate tra l’erba e in circa cinque o sei resti di fuochi accesi a cielo aperto (nonostante il divieto assoluto imposto dalla legge vigente per questo tipo di pratica). Nell’angolo orientale dell’area, sempre in mezzo a sporcizia e rifiuti, tra cui alcuni sedili d’auto e i resti di due passeggini, si scorge un bivacco (ora abbattuto ma evidentemente rifugio per qualche senzatetto) tirato su alla meglio con tavole, teloni impermeabili e mattoni.

La quantità è certo ingente e finisce per ricoprire buona parte dell’intera area verde (poco visibile dalla strada), la cui gestione è della Regione Lombardia. L’impressione è che i rifiuti giacciano lì indisturbati da molte settimane, e uno dei punti interrogativi che si originano davanti ad un simile spettacolo riguarda il grado di inquinamento (ed eventualmente di tossicità) che potrebbe essere stato raggiunto in questa particolare area, isolata ma inserita in mezzo a lotti di campi coltivati.

di Michele Scolari


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