Cremona - Emergenza povertà: due drammatiche storie

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Sfratti, utenze staccate: aumentano le famiglie in forte difficoltà. Sfratti: molti rischiano di finire in mezzo alla strada.
Restare per tutto un inverno al freddo, o senza luce. Rischiare di finire in mezzo a una strada. Trovarsi ad elemosinare un po' di comprensione. Sono le storie del dramma quotidiano vissuto da molte famiglie cremonesi: si parla di circa 2-3 sfratti al giorno, secondo quanto dichiara il Comitato antisfratto di Cremona. E anche le utenze che vengono tagliate sono numerose. Il Comune ha cercato una soluzione, come l'accordo con Aem sul blocco dei tagli per i mesi più freddi, ma ci vorrebbe un disegno di più ampio raggio, per porre fine a episodi come quello di David e Jessica, genitori di una bambina di poco più di un anno. «Abbiamo affittato una casa a Cremona, per 280 euro al mese - racconta David . All'inizio pagavamo sempre l'affitto senza problemi, perché io lavoravo. Anche se la casa non era in condizioni ottimali, anzi: era piena di muffa, cadeva a pezzi. La stufa - unica fonte di riscaldamento della casa - era vecchia e non a norma, tanto che il monossido di carbonio veniva in parte scaricato in casa e non potevamo mai accenderla quando dormivamo perché sarebbe stato troppo rischioso. L'Asl aveva dichiarato l'appartamento inagibile e il Comune aveva inviato una lettera alla proprietaria, dicendole che era necessario fare i lavori per l'agibilità. Solo che lei non li ha mai fatti. Ciononostante, siamo andati avanti a pagare, per un anno intero ». Poi però David è rimasto senza lavoro e ad un certo punto non è più riuscito a pagare l'affitto. Così dopo sei mesi è arrivato lo sfratto. «Rischiavamo di finire in mezzo a una strada - continua David. Fortunatamente è intervenuto il Comitato antisfratto in nostro sostegno, per aiutarci ad ottenere più in fretta una casa di edilizia residenziale pubblica». «Siamo dovuti intervenire chiedendo un tavolo in Prefettura - spiega uno dei responsabili del Comitato, Michele Grioni Merli .

Due giorni prima che ci fosse il tavolo, David e Jessica sono stati contattati dai servizi sociali: volevano dar loro la casa, ma con una spesa di 230 euro al mese, per loro insostenibile, visto che non avevano reddito. Invece, nel corso del tavolo in Prefettura, abbiamo fatto in modo che ottenessero l'alloggio a 20 euro, nelle case popolari del Cambonino». Per loro, quindi, la questione si è risolta proprio in questi giorni: «Lunedì abbiamo lo sfratto e dobbiamo lasciare la casa. Se non avessimo avuto questa opportunità, saremmo finiti in mezzo a una strada». Ma durante l'inverno il problema per loro non si è limitato allo sfratto: essendo senza reddito, si sono trovati a non poter più a pagare le bollette, e hanno subito il taglio dell'elettricità: «Ci hanno lasciato solo il 15%: ciò significava che se accendevo una luce in casa non potevo accendere nient'altro, altrimenti saltava il contatore. Grazie all'occupazione fatta con il Comitato all'Aem ci hanno aumentato la corrente al 30%, permettendoci di vivere dignitosamente ». Una storia simile e altrettanto drammatica quella di Stefano e Lisa, coppia di mezza età rimasta senza reddito quando il marito ha perso improvvisamente lavoro, due anni fa. «Con due figlie adolescenti le spese sono tante - racconta Lisa. Ci è voluto davvero poco per erodere i nostri risparmi. Non siamo più riusciti a pagare le bollette e abbiamo subito il taglio del gas (la coppia non ha il contratto con Aem). Era dicembre e per noi è stato drammatico. Stavamo con il cappotto in casa e intanto cercavamo di racimolare i soldi per pagare gli arretrati. Intanto, abbiamo dovuto chiedere la sospensione per un anno del pagamento del mutuo, perché anche quello era diventato insostenibile. Ma con le bollette poco abbiamo potuto fare: se non paghi staccano tutto.

Ora fortunatamente non fa più molto freddo e si vive anche senza riscaldamento, ma l'inverno per noi è stato drammatico. Fortunatamente abbiamo degli amici molto solidali, che hanno ospitato a dormire le nostre figlie nelle settimane più fredde. Abbiamo anche chiesto aiuto al Comune, ma non essendo noi sotto Aem ci hanno detto di non poter fare molto».

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