Ciclabili: le soluzioni dei candidati sindaco

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La mobilità sostenibile è una priorità per tutti. Comune denominatore: il potenziamento della rete ciclabile, specialmente nei collegamenti tra periferia e centro.
I problemi relativi alla mobilità ciclabile; piste poco sicure, corsie ciclabili che si interrompono improvvisamente, collegamenti mancanti: queste le problematiche emerse sentendo i cittadini che utilizzano prevalentemente la bicicletta come mezzo di locomozione. Ora abbiamo chiesto ai candidati sindaco di Cremona in che modo intendono affrontare questi problemi sollevati dai cittadini. Ai cittadini diciamo: prendete appunto di quanto viene promesso.

Federico Fasani (che parla in vece del sindaco Perri, in quanto colpito da lutto familiare) - «L'amministrazione comunale ha ereditato una rete ciclabile che come quantitativo astratto sarebbe anche lusinghiera ma che è costituita da bracci totalmente distaccati l'uno dall'altro e senza connessioni. Tuttavia sistemare la situazione non è un'impresa semplice: serve una programmazione urbana importante per ristrutturare la rete delle piste. Vogliamo quindi realizzare una sorta di "ring" ciclabile che corra attorno a tutta la città, mettendo in collegamento tra loro i vari tratti a livello perimetrale. Ad esempio uno degli interventi prioritari è il collegamento ciclabile tra la Fiera e il Boschetto. Il secondo passaggio è invece il potenziamento dei raggi perimetrali di piste ciclabili che vanno verso il centro. Dopo aver terminato il Pgt, che determinerà un profondo mutamento del territorio, ora ci impegniamo nel sistema viabilistico. Bisogna però partire da un piano complessivo, che ci porti a rivedere la mobilità ciclabile a 360 gradi, analizzando i fabbisogni reali e raccogliendo le richieste dei cittadini. Certo è che si dovranno privilegiare i poli maggiormente attrattivi, come scuole e quartieri residenziali».

Gianluca Galimberti (Fare Nuova la città) - «Una città moderna è una città che cura la mobilità per la vita dei suoi cittadini, per il lavoro dei commercianti, per il turismo in generale. Un nuovo piano della mobilità è necessario a Cremona e deve avere una visione di insieme: ciclabilità, pedonalizzazione, trasporto pubblico locale, piano soste, zone ZTL, piano carico e scarico merci, questione sicurezza (illuminazione passaggi pedonali, rotonde), manutenzione di strade e marciapiedi. Queste questioni vanno affrontate in modo organico e con una programmazione adeguata nel tempo. Anche i collegamenti di Cremona con l'esterno fanno parte di questo quadro generale. La ciclabilità in città deve essere completata e resa sicura (alcuni tracciati definiti "piste ciclabili" non lo sono in realtà e quindi spesso non sono sicure). Sappiamo ce costruire una pista ciclabile ha un costo e richiede un progetto serio e ben scandito nel tempo, ma occorre essere anche consapevoli che è questione primaria di intervento: la bicicletta è una modalità intelligente, possibile, efficace e conveniente di spostamento in città. Ed è una modalità che porta salute in una terra che ha bisogno di costruire una ambiente sano. Occorre lavorare con coesione nella nostra coalizione (molto sensibile su questi temi) e insieme a quelle realtà associative che da tempo lavorano in città su queste opportunità di mobilità sostenibile. La ciclabilità verso l’esterno è altrettanto importante. Intendiamo promuovere con i sindaci vicini momenti di lavoro per progetti comuni. Inoltre, poiché nel piano mobilità regionale la questione ciclabilità anche lungo il bacino del Po è all'attenzione, Cremona deve essere protagonista di questa partita! La ciclabilità di un lungo tratto del bacino del Po (solo in parte presente e quindi da completare, sviluppare e valorizzare) è una questione strettamente legata allo sviluppo ecologico, al turismo e al rilancio del territorio e della città e si inserisce nella partita più generale dell'attenzione al Po, alla sua natura, alle sue potenzialità di sviluppo anche economico. Un progetto generale sul Po è una partita che intendiamo con forza portare avanti, andando ad intercettare finanziamenti anche europei che sono disponibili».

Alessandro Zagni (Lega) - «Cremona è una città che si presta ad essere vissuta in bicicletta, per questo la rete delle piste ciclabili deve essere sicura e la circolazione dei ciclisti non deve rendere difficoltosa quella delle auto e viceversa. In particolare, vorrei soffermarmi sui seguenti aspetti. Innanzitutto la creazione di una vera "zona 30" nel centro storico, con un limite quindi di 30 km/h, per fare coesistere in sicurezza automobili e biciclette. Per ottenere questo risultato è necessario posizionare arredo urbano e dossi stradali che scoraggino le alte velocità nel perimetro del centro. In secondo luogo va curata la predisposizione di una apposita segnaletica stradale per i ciclisti, che indichi loro in modo preciso il comportamento da tenere per rispettare il codice della strada. Servono poi interventi di messa in sicurezza di tratti delle piste ciclabili attualmente pericolosi. Bisogna provvedere alla realizzazione della pista ciclabile che collega la frazione Cavatigozzi a Cremona. È mia opinione che tutti i quartieri esterni devono poter essere messi in connessione alla città con una ciclabile. Infine credo sia necessario tenere in considerazione anche le esigenze dei ciclisti quando si procede al rifacimento del manto stradale, per evitare i grossolani errori che questa amministrazione ha compiuto con il rifacimento dei corsi».

Lucia Lanfredi (M5S) - «La progettazione della rete ciclabile necessita investimenti mirati. Innanzitutto bisogna promuovere l'utilizzo della bicicletta: ad esempio in Francia danno incentivi a chi va al lavoro in bicicletta. Al fine di incentivare la mobilità ciclistica vogliamo organizzare delle biciclettate per riscoprire gli angoli nascosti della nostra città. Dal punto di vista strutturale, si devono creare delle piste protette e ben riconoscibili, che siano collegate al centro storico. Ad esempio vorremmo realizzare una pista che colleghi porta Milano e porta Venezia. Ma soprattutto è necessario mettere in sicurezza i percorsi ciclabili che ci sono attualmente: in via Palestro ad esempio lungo la pista ciclabile ci sono numerosi passi carrai, e questo non rende sicuro il percorso. Dal punto di vista della sicurezza credo inoltre sia necessario intensificare i controlli e le sanzioni nei confronti di chi parcheggia sulle piste ciclabili. Inoltre si dovrebbe incrementare il numero di stalli per le biciclette, che attualmente in centro sono pochi».

Laura Carlino (lista Cremona Città Nova) - «Innanzitutto ritengo necessario potenziare la rete ciclabile, soprattutto lungo le direttrici che dall'esterno portano in città. Come è stato fatto, ad esempio, per il Bosco ex Parmigiano. In città bisogna invece mettere in sicurezza i percorsi ciclabili: vi sono dei tratti, come quello di piazza Cadorna, tutt'altro che sicuri. Gli stalli per le bici sono pochi e sarà necessario incrementarli, specialmente vicino alle scuole. Questo si potrà fare nell'ottica di una estensione dell'isola pedonale in centro, anche se ciò significherà diminuire i parcheggi in centro. Del resto tutto deve andare nella direzione di disincentivare i cittadini all'utilizzo dell'automobile. Forse è una scelta impopolare, ma è quello di cui la città ha bisogno. A questo proposito va potenziato anche il servizio di bike sharing, posizionando delle colonnine in zone strategiche e cercando di abbattere il costo del servizio stesso, magari anche attraverso accordi con le aziende e gli enti che si trovano in centro e semplificandone l'accesso. Infine si dovrà mettere in campo iniziative volte alla promozione del cicloturismo».

Carmine Scotti (Movimento per Cremona) - «Siamo molto attenti all'ambiente e alla mobilità sostenibile. Ritengo quindi che le piste ciclabili debbano essere una priorità: esse vanno incrementate, soprattutto dalla periferia verso il centro e rese più funzionali per giovani e per anziani, illuminandole con luci a led, e mettendo dei collegamenti wi-fi lungo i percorsi ciclabili. Vogliamo inoltre mettere un collegamento con autobus per il bike sharing tra la stazione e Cremona- Fiere».

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