Osservatorio Tamoil, l'Arpa: "l'attività di messa in sicurezza è stata efficace"

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«Possiamo dire che le attività svolte per la messa in sicurezza, come ci aspettavamo già nel 2007, hanno avuto il successo sperato», ha riferito oggi l’Arpa nell’ambito dell’ultima convocazione della Commissione Osservatorio Tamoil, fissata in Comune alle 17.30.

Da quanto emerso durante la seduta, gli interventi messi in campo dal 2007 al 2013 per contrastare l’inquinamento avrebbero dato i frutti sperati. Dopo l’introduzione di Francesco Bordi, in cui l'assessore comunale all'Ambiente ha riferito che "l'acqua della falda adesso è quasi pulita e comunque limpida rispetto al 2007", è stata Cinzia Vuoto, responsabile di Posizione Organizzativa Servizio Ecologia del Comune di Cremona, ad effettuare un flash-back sui principali step (scanditi dalle Conferenze dei Servizi tra il 2007 e il 2012) degli interventi operati sulle aree interne ed esterne alla raffineria: dal dai piani di caratterizzazione del sottosuolo tra 2008 e 2009 alle analisi di rischio, dall’aspirazione del surnatante di falda (dapprima con il sistema pump & threat, poi, da marzo 2013, con gli attuali sistemi di full-scale, con quasi 2mila metri cubi di contaminante recuperati dalle aree interne) alle centinaia di campioni di acque di falda analizzati. Con un occhio anche  al piano di dismissione impianti approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico il 7 novembre 2013 con la trasformazione dell’area di raffinazione  in parcheggio per le autobotti (12 ettari), la riconfigurazione del parco serbatoi con la dismissione di 52 cisterne, nonché l’installazione dei sistemi (richiesti dal Comitato Tecnico Regionale presso la direzione dei Vigili del Fuoco) di impianti a schiuma antincendio per serbatoi con tetto galleggiante.

E’ stata l’Arpa di Cremona invece ad illustrare nei particolari sia l’attività di contrasto all’inquinamento (dall’installazione della barriera idraulica nel 2007, sino all’approvazione dell’analisi di rischio nel 2011) sia i dati dei piezometri relativi ai monitoraggi della primavera 2013. «L’attività di messa in sicurezza ha avuto una sua efficacia, ne eravamo convinti all’inizio e lo siamo ora, in presenza dei dati emersi dalle campagne di monitoraggio». Si parla di migliaia di analisi svolte dall’Agenzia nel corso di quasi sei anni di monitoraggi, sia all’interno che all’esterno del perimetro aziendale. «Abbiamo rilevato una notevole riduzione degli idrocarburi nei piezometri  in falda superficiale, nella falda intermedia i valori risultano conformi ai limiti»: mentre nelle mappe del 2007 i piezometri si presentavano ancora in gran parte di colore rosso (ovvero con valori elevati di contaminanti) in quelle del 2013 si presentano verdi (liberi da inquinanti) o gialli («sulla buona strada per divenire completamente puliti»). Relativamente sia alle aree interne che a quelle esterne, i documenti delle analisi di rischio «non hanno individuato alcun genere di rischio».

L’Arpa ha esposto la situazione nel 2007 di alcuni piezometri (tra i tanti) posizionati dentro la raffineria nei pressi degli impianti di raffinazione e nel parco serbatoi (P29, P30, P31), tra i pozzi barriera, ed esterni al perimetro della ditta (P17, nella società Bissolati), confrontandola con quella attuale. Tutti i piezometri, secondo i dati comunicati dall’agenzia, nei controlli più recenti, l'ultimo dei quali effettuato una settimana fa, risultavano puliti e liberi dal surnatante, mentre nel 2007 ne presentavano parecchie decine di centimetri (il surnatante è quella miscela di idrocarburi che galleggia sopra la falda acquifera inquinata).

«E’ importante aver capito la situazione e per la prima volta vediamo finalmente puliti quei piezometri», ha commentato in chiusura Alessia Manfredini, consigliere comunale del Pd, senza però risparmiare qualche domanda di chiarimento. «Sono passi in avanti, ma ci attendono ancora tante cose. Si conosce l’entità economica messa in campo da Tamoil (che ha sostenuto tutte le spese) per gli interventi? Si conoscono le tempistiche di ripristino ambientale sulle aree esterne?». Non senza una stoccata anche sulla chiusura del laboratorio Arpa a Cremona. «E’ cambiato qualcosa da quando le analisi vengono svolte a Brescia? Nel 2007 si riuscì ad intervenire subito, ma il laboratorio era a Cremona. Se domani dovesse ripetersi un simile problema?».

«Per le aree esterne – hanno replicato da Tamoil – speriamo che nel giro di qualche anno si possa ritornare alla normalità. Del resto, sulle aree interne stiamo mettendo in campo uno sforzo enorme per mettere ulteriormente in sicurezza il sito installando i doppi fondi ai serbatoi». E in merito alla chiusura del laboratorio, il numero due dell’Arpa di Cremona, Sergio Padovani, ha precisato che «anche se è a Brescia che vengono compiute le analisi e la distanza è maggiore, il servizio è comunque garantito».

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