Cremona, amore mio... mi spiace ma ti dico addio.

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Nel 2012 hanno lasciato l'Italia ben 68mila persone. Sono soprattutto i giovani ad andarsene.
Un segno dei tempi, un segno della crisi: l’Italia, di nuovo, è terra di emigrazione. Nel 2012, 68mila italiani hanno scelto di trasferirsi all’estero(è il dato Istat sulle cancellazioni fatte dall'anagrafe italiana): 18mila in più dell’anno precedente. Una decisione che coinvolge in gran parte i giovani, che hanno scelto soprattutto l’Europa. Tra le mete preferite, la Germania (vi si sono stabiliti più 7mila italiani), la Svizzera (oltre 6mila), il Regno Unito (più di 6mila), la Francia (più di 5mila). Ma anche il Brasile, grazie alla fase positiva che sta vivendo. In effetti, il fenomeno potrebbe essere molto più esteso: chi se ne va non sempre cancella il proprio nome dai registri pubblici o magari lo fa dopo qualche anno, quando ormai è certo che indietro non torna più. Intanto si arricchisce l'elenco degli italiani oltre confine: l’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, al primo gennaio 2013 conta 4,3 milioni di persone. E neppure i cremonesi sfuggono a questo fenomeno: molti se ne sono andati, ma ancora di più se ne vorrebbero andare. Chi all'estero, chi semplicemente in un'altra città che offra migliori opportunità. Ma la partenza non è sempre un'impresa semplice, e per diverse persone, soprattutto quelle in maggiori difficoltà economiche, rimane un miraggio. Come per Mara, 42 anni, disoccupata. «Ho sempre amato la mia città, ma essa mi ha deluso. Sono rimasta senza lavoro, senza prospettive. Vorrei tanto prendere un aereo e andarmene, ma per farlo ci vogliono soldi e io non ne ho abbastanza. Sto facendo dei lavoretti saltuari, sperando di riuscire prima o poi a racimolare soldi a sufficienza per partire». Una storia simile quella di Simona, 39 anni, impiegata: «Andarmene da Cremona? Magari! Se potessi sarei già su un aereo per Malta: un luogo dove vivi con poco e dove le possibilità lavorative sono moltissime.

Io sono precaria da tanti anni e purtroppo non vedo una luce in fondo al tunnel. Solo che partire non è facile: ho una famiglia, mio marito ha un lavoro fisso e non possiamo mollare tutto e andarcene. Tuttavia rimane il mio sogno nel cassetto». Del resto, secondo i dati Istat, gran parte delle partenze per l’estero non sono più dal sud Italia, come accadeva una volta. Dal sud, i flussi migratori sono diretti per lo più verso Roma e verso il nord, mentre è soprattutto chi già abita nelle regioni settentrionali a espatriare: nel 2012 lo hanno fatto in 36mila (14mila dalla Lombardia, 7mila dal Veneto). Naturalmente a partire sono soprattutto i giovani. «Lasciare Cremona? Ci sto pensando - racconta Chiara, 23 anni, studentessa in marketing internazionale. Ho ancora due anni prima di finire gli studi e sicuramente farò un Erasmus negli Stati Uniti. Ma la mia idea sarebbe quella di riuscire a fermarmi lì». Chi studia all'università è cosciente delle scarse opportunità che l'Italia e soprattutto Cremona offrono. «Mi sto laureando in ingegneria gestionale, ma non credo che resterò qui - dice Ivan, 28 anni. Ho già trascorso sei mesi all'estero, in Germania, e vorrei tornare là a cercar lavoro, una volta laureato».

E anche chi ha già avviato un percorso lavorativo non esclude di allontanarsi. «Dopo il diploma ho trovato subito lavoro, ma le prospettive qui sono deleterie - dice Emma, 31 anni. Si lavora solo nell'assoluto precariato e magari passano due anni tra la fine di un contratto e l'inizio di un altro. Recentemente ho sentito degli amici che vivono in Inghilterra e sono tentata di raggiungerli là. Da quanto mi hanno detto, se ti accontenti il lavoro lo trovi sempre. E' un buon modo per ripartire. Ma se anche questo progetto non andasse in porto, da Cremona me ne voglio andare in ogni caso ». Non mancano le voci, soprattutto di chi ha qualche anno di più, che non vogliono abbandonare la terra natìa. «Cremona non sarà una metropoli, ma è la città in cui sono nato e cresciuto, dove ho messo al mondo i miei figli - afferma Terenzio, 72 anni. In fondo le sono affezionato, non penso che me ne andrei, neppure se potessi». «I miei figli si sono trasferiti da tempo sul lago di Garda e mi dicono sempre di raggiungerli là, ma sono restìa ad abbandonare la mia città ... Ha tanti difetti, ma la porto nel cuore». C'è poi anche chi aveva deciso di andarsene, ma poi non ha resistito alla lontananza. «Quando ero giovane me ne sono andato, per diversi anni - racconta Pietro, 68enne, pensionato. Tuttavia con il passare del tempo mi sono reso conto di quanto mi mancasse la mia città, i miei amici ... Così sono tornato, 15 anni dopo. E non me ne andrei più».

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