«No a un apprendistato di tre anni e senza formazione»

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Mimmo Palmieri: «Contestiamo la riforma della Pa e gli 85mila licenziamenti e pre-pensionamenti».
Abbiamo chiesto ai tre sindacati confederali la loro opinione sul complesso di provvedimenti adottati e annunciati dal governo e su cosa dovrebbe essere fatto. Molto chiara la posizione della Cgil di Cremona. «Se il discorso della redistribuzione del reddito ai lavoratori dipendenti è senza dubbio positivo, non bisogna perdere di vista le altre emergenze, come quella dei pensionati, che dovrebbero a loro volta beneficiare di una redistribuzione dei redditi - afferma Mimmo Palmieri, segretario della Cgil di Cremona. Molto negativa è invece la riforma dell'apprendistato e dei tempi determinati: è vero che bisogna creare nuova occupazione, ma credo non sia opportuno aggiungere precariato ad altro precariato. E' vero che le aziende non hanno mai fatto grande ricorso alla figura dell'apprendista, negli ultimi anni ma è anche vero che pensare di prolungare l'apprendistato per tre anni possa creare un certo allarmismo. L'apprendista dovrebbe essere colui che impara un mestiere, ma in questo modo diventa un giovane che fa esattamente lo stesso lavoro degli altri dipendenti, solo con un salario ben inferiore, e senza la benché minima certezza di una futura assunzione. Come se questo non bastasse, c'è anche la questione della formazione: mi sembra davvero assurdo che l'apprendista non farà più corsi di formazione; una questione, peraltro, su cui la Commissione europea ha già alzato il cartellino giallo e che probabilmente dovrà essere rivista, perché è assolutamente inaccettabile».

Opinione negativa, da parte di Palmieri, anche sulla riforma della pubblica amministrazione: «Siamo i primi a dire che il sistema va cambiato, ma se si parla di 85mila licenziamenti e pre-pensionamenti la situazione diventa inaccettabile. Si dovrebbe invece pensare a sistemare la situazione di precarietà che vige all'interno degli uffici pubblici: moltissimi dei servizi che vengono erogati dalla pubblica amministrazione sono gestiti da personale precario. E' ora di trasformare questo precariato in posti stabili». Il Paese, secondo Palmieri, necessita di interventi importanti, «a partire dal lavoro, ma anche il disegnare le strategie per il futuro. Al nostro Paese serve un assetto strategico, un piano industriale serio. Tra le iniziative positive messe in campo da Renzi annotiamo i fondi sulla sicurezza delle scuole: sbloccando le risorse dei comuni si potrebbe smuovere il comparto artigianale per tutti quei settori legati all'edilizia». Anche sul territorio bisogna cambiare passo: «è necessario che vengano recuperate le risorse a disposizione, anche accedendo a bandi regionali ed europei - continua il segretario Cgil. A questo proposito è necessario mettere in campo una regia provinciale. A settembre, ad esempio arriveranno in Lombardia 2 miliardi di euro da spendere su determinate tematiche; a questo proposito il territorio deve mettere in campo una progettazione seria per il rilancio dell'economia, per la reindustrializzazione e per la riqualificazione del tessuto produttivo. Anche sull'agricoltura serve un lavoro serio: il sistema agroalimentare del territorio deve cambiare rotta, diventare innovativo. Bisogna puntare a una trasformazione delle culture che ci permetta di introdurci in nuove fasce di mercato. Ad esempio invece delle cultura intensiva di mais, si potrebbe puntare su coltivazioni di nicchia come quella del biologico».

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