Il futuro di Cremona? Tecnologico e connesso

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L’assessore Federico Fasani: «Il Crit deve diventare un incubatore di idee per rendere la città sempre più smart».
Una città sempre più smart, tecnologica e connessa: questa e' la Cremona del futuro disegnata dal Programma integrato di intervento denominato “Cremona City Hub”, approvato dal Comune, partendo proprio dal Polo tecnologico. Si tratta di un edificio di 8mila metri quadrati, in cui si riuniranno tutte le aziende appartenenti al Consorzio Crit (Cremona information tecnology), che comprende nove aziende private, oltre al Politecnico di Milano e Aemcom, con il patrocinio del Comune. «Siamo arrivati a questo risultato dopo un lungo percorso - afferma l'assessore comunale Federico Fasani . Per raggiungerlo abbiamo agito su due fronti: da un lato abbiamo portato il progetto di trasformazione edilizia, dall'altra quello della realizzazione del Crit. Il polo tecnologico è uno dei pilastri del Cremona City Hub. «Successivamente lo splendido programma urbanistico che ha vinto il concorso per la riqualificazione di Cremona City Hub si è fuso al Consorzio Crit; il progetto che ne è scaturito è stato utilizzato per partecipare, con ampio successo, ad un bando regionale che premiava progetti di trasformazione urbana virtuosi; abbiamo portato a casa un finanziamento da un milione di euro, cioè il massimo previsto dal bando». Nell'edificio in cui sorgerà il Polo, vi sarà la disponibilità di spazi pubblici in cui il Crit attiverà alcuni servizi tecnologici utili alla cittadinanza. «Si tratta di organizzato servizi innovativi, come il co-working: si tratta di uno stile lavorativo che coinvolge la condivisione di un ambiente di lavoro; in sostanza i privati cittadini che lavorano in ambito informatico potranno, pagando un prezzo relativamente basso, avere a disposizione una postazione di lavoro. Si tratta di un contesto di crescita culturale, perché permette anche un confronto tra persone che lavorano nello stesso ambito.

In più presto verrà sviluppato un progetto di telelavoro, ossia la predisposizione di spazi che potrebbero essere utilizzati da quei pendolari che decidono di fare una scelta di lavoro a distanza». I progetti di sviluppo tecnologico di Cremona si collocano nell'ottica di una città sempre più smart, in cui l'utilizzo della tecnologia diventa uno strumento per offrire servizi mirati e facilitare la vita dei cittadini. «La nostra città parte avvantaggiata in quanto, grazie agli interventi fatti negli anni da Aemcom, è notevolmente infrastrutturata ed è stata una delle prime città ad avere una cablatura totale con la fibra ottica - spiega ancora Fasani . Non a caso il Polo tecnologico nasce qui: vogliamo attrarre aziende del settore che portino sempre nuove idee, progetti e risorse permettendo alla città di crescere». Sono infatti ancora molte le cose da fare: come ad esempio la possibilità di utilizzare il cellulare per pagare parcheggi o altri servizi; o ancora la realizzazione di residenze per fasce deboli assistite dalla tecnologia, a supporto del lavoro umano. «La realizzazione di un business park per la città di Cremona si colloca nell’ambito del rafforzamento dell’identità creativa e tecnologica della città, contemplando la definizione di un’area dedicata a facilitare la ricerca, il confronto e lo sviluppo di attività nel settore produttivo quaternario» spiega ancora Fasani. La collocazione del Polo delle tecnologie nella zona nord del comparto, in corrispondenza dell’asse ferroviario, è supportata da alcuni fattori strategici quali la facile accessibilità (grazie al disegno di un nuovo asse urbano di scorrimento veloce) nonché di visibilità rispetto al tracciato ferroviario e contribuisce a definire il confine superiore del quartiere di nuova fondazione, rappresentando un’occasione per la creazione di una nuova polarità in grado di dialogare alla scala territoriale, rafforzando un concetto di policentrismo tematico, radicato nei tessuti consolidati. Sono ammessi uffici, laboratori, aule universitarie, commercio al dettaglio con strutture di vicinato e ristorazione, residenza speciale, depositi, servizi e attività artigianali. «Il Crit deve diventare un incubatore di idee per rendere la città sempre più smart» conclude Fasani.

di Laura Bosio

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