I turisti stranieri non vengono più a Cremona

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La nostra città maglia nera in Lombardia: calo del 25% delle presenze dal 2012 al 2013. E la spesa scende addirittura del 42%.
Una ricerca della Camera di Commercio di Milano evidenzia che, tra 2012 e 2013, l'afflusso di stranieri in visita a Cremona sia calato del 25 per cento (da 147mila a 110 mila). Ancora peggiore il dato sulla quantità di denaro che il turismo straniero lascia in città: dal confronto emerge che il calo è stato del 42 per cento (da 38 a 22 milioni di euro). Una situazione non certo dovuta a un calo generalizzato di presenze, visto che il dato in molte altre province lombarde parla di una crescita. Mantova è uno degli esempi più eclatanti: si parla di un +17 per cento per quanto riguarda la spesa dei viaggiatori giunti dall’estero, +23 per cento per quanto riguarda il numero di viaggiatori stranieri. Milano è la prima provincia sia per numero di viaggiatori (33,9% regionale) che per spesa (55,6%) seguita da Como, Varese e Brescia. Sondrio (circa +50%) e Mantova (circa +20%) sono le province dove il turismo straniero è cresciuto di più in un anno. Germania, Francia e Regno Unito sono i primi tre Paesi di provenienza dei viaggiatori stranieri che arrivano in Lombardia. Quarti gli Stati Uniti e settima la Cina. Una situazione, quella di Cremona, sofferta dagli operatori di un settore che in città non è mai decollato davvero e che comunque non e' facile anche nel resto d'Italia. «E' vero che ci troviamo nel pieno della crisi, ma secondo alcuni dati dell'Ocse nel mondo il movimento di flussi turistici è cresciuto del 4,5%, anche grazie all'incremento di voli low cost e di pacchetti turistici particolarmente convenienti - spiega Silvio Lacchini, proprietario dei principali alberghi cittadini. Il problema è che il nostro Paese va in controtendenza, nonostante sia uno dei posti più belli e ricchi di meraviglie, naturali e culturali. Eppure gli stranieri non arrivano.

L'attività di noi operatori del settore dell'accoglienza è maggiore in un Paese come la Germania, che ha molto meno da offrire». Purtroppo Cremona non sfugge a questa tendenza. «Mi capita di girare il mondo per fare promozione delle mie strutture recettive, ma spesso mi tocca fare promozione della città più che degli alberghi, perché nessun altro fa attività di questo tipo. Dovrebbero essere le istituzioni ad occuparsene, ma non è così. Recentemente ho incontrato un importante tour operator spagnolo, il quale mi ha detto che siamo un caso strano, perché normalmente sono le istituzioni a fare quello che invece sto facendo io». Ma per quanto conosciuta, poi la nostra città non è tra le mete preferite per i tour operator. «Siamo conosciuti ovunque come la città della liuteria e della musica, ma non vogliono venire qui perché è una località priva di infrastrutture, mal collegata con gli aeroporti e in genere difficilmente raggiungibile». A questo proposito Lacchini racconta di aver scritto al consigliere regionale Ncd, Carlo Malvezzi per sapere se sarebbe arrivato qualcosa a Cremona dai fondi previsti per Expo. «Sto ancora aspettando una risposta. Abbiamo la Paullese in ritardo spaventoso, tanto che quasi sicuramente non sarà pronta per tempo. Non sono previsti potenziamenti lungo la linea ferroviaria. Non si è neppure pensato di mettere dei pullman che fungano da collegamento tra la città e i principali aeroporti della regione. In questo modo saremo ancora una volta tagliati fuori».

Quello che manca alla città è una regia che gestisca la partita del turismo. «Ci si concentra sulla Bit, spendendo 50mila euro per allestire lo stand, quando poi quelle occasioni agli operatori non interessano - continua l'imprenditore -. Con quei soldi si potrebbero organizzare tantissimi incontri mirati con i tour operator, portando a casa risultati interessanti. Purtroppo del turismo non importa niente a nessuno. Si continuano a perdere opportunità, come si è fatto per il Festival di mezza estate. Manca qualcuno che coordini le offerte. Faccio un esempio: sono stato recentemente a incontrare un importante tour operator di Londra. Mi ha detto che inserirebbe volentieri Cremona nelle proprie offerte, per vedere il Museo del Violino, considerato un vero gioiello, ma che sarebbe più sensato poterlo abbinare alle proposte della stagione lirica. Peccato che sembra sia impossibile conoscere in tempi decenti il cartellone. Ho scritto anche alla direttrice del teatro per chiedere di avere almeno delle indicazioni di massima sul programma, ma ancora non ho avuto risposte. Così continuiamo a perdere delle occasioni, perché ognuno pensa solo a difendere il proprio orticello ».

di Laura Bosio

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