Cremona - Crisi del commercio: i candidati sindaco a confronto

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Questa settimana ascoltiamo i candidati alla carica di sindaco di Cremona su un tema particolarmente urgente: la crisi del commercio. Si tratta di una emergenza su cui tutto il mondo politico, economico, datoriale e sindacale sta intervenendo, come dimostrano anche le dichiarazioni del nostro "speciale economia".

Oreste Perri - «La questione della crisi del commercio è complessa e credo non abbia senso studiare una cura senza prima avere una diagnosi precisa della patologia, con lo studio delle cause che l'hanno provocata. La crisi del commercio non riguarda Cremona ma è generalizzata: i salari bassi disincentivano i consumi, prima di tutto. A livello locale, nel tempo abbiamo fatto diverse modifiche, in accordo con le associazioni di categoria: dalla modifica del regolamento, all'introduzione dei mercati nelle periferie, all'incremento di parcheggi, all'ampliamento delle Ztl, al miglioramento dell'arredo urbano. Ora credo sia il momento di mettersi tutti attorno a un tavolo e studiare insieme il problema. Far ripartire il commercio cittadino passa anche da un rilancio turistico della città, che porti nuovi possibili acquirenti nelle vie dello shopping. Altro problema da risolvere è il caro affitti: possibile che vi siano tanti negozi vuoti e nessuno disponibile ad abbassare i prezzi? Anche su quell'aspetto servono degli incontri, trovando soluzioni su misura. Il Comune in tutto questo dovrà fare da cabina di regia ».

Gianluca Galimberti - «La questione del commercio è strettamente legata al rilancio complessivo della città. Occorre che il Comune adotti metodi di lavoro volti all'ascolto e alla presa di decisioni condivise, puntando a fare squadra tra commercianti, gruppi di commercianti, associazioni, istituzioni culturali della città, promotori turistici e alberghieri, realtà produttive del territorio. Valorizziamo le iniziative di sviluppo della città che siano legate al turismo e che facciano emergere le qualità della nostra città. Apriamo la città a programmazioni culturali che coinvolgano un'area vasta, per coordinare e rafforzare percorsi turistici e azioni di rilancio e marketing insieme ad altri paesi e città. Costruiamo un'analisi del commercio a Cremona. Ragioniamo sulle porte di accesso alla città, per costruire luoghi efficaci di informazione. Programmiamo almeno di anno in anno le attività culturali e turistiche. Usiamo applicazioni e strumenti informatici adeguati per marketing e comunicazione. Ripensiamo il centro della nostra città: mobilità che porti in centro, nuove modalità di sosta a tempo, ripensamento dell'arredo urbano, proposte culturali e commerciali, il tutto unito in un'unica visione del centro storico (esempi sono i City shopping center di città Europee). Disincentiviamo la presenza dei negozi sfitti, sperimentando azioni messe in atto in altre città. Diciamo basta a nuovi grandi insediamenti commerciali. Insieme ad operatori privati, presentiamo Cremona nelle Fiere internazionali e nel mondo e costruiamo insieme, pubblico e privato, un'immagine della nostra città che sappia attrarre turismo. In particolare i quartieri mancano di negozi di vicinato. Puntiamo ad insediamenti di nuove forme di negozi di vicinato, insieme a realtà che già lavorano sul territorio e con le quali si possono costruire progetti a basso costo, ma ad alto impatto sociale».

Alessandro Zagni - «Il commercio è il settore economico della città che, insieme all'edilizia, sta maggiormente soffrendo la crisi, anche a causa di scelte sbagliate che hanno penalizzato i piccoli commercianti e avvantaggiato i centri commerciali. La mia impostazione è diametralmente opposta: io credo che laddove sono presenti negozi di vicinato la città è viva e vitale, gli anziani sono facilitati nella spesa e vi è maggiore sicurezza. Il mio impegno è quello di rilanciare il commercio cittadino, anche e soprattutto promuovendo Cremona e rendendola una meta turistica importante. Si deve intervenire innanzitutto sui negozi sfitti: dimezzerò l'Imu ai proprietari che affittano i propri negozi dimezzando la richiesta del canone. In questo modo non avremo più tante vetrine vuote come vediamo ora. Spegnerò i varchi Ztl ora funzionanti a fasce orarie, per facilitare l'accesso al centro. In corso Garibaldi riaprirò il passaggio alle auto. Attiverò collegamenti con bus navetta no stop tra i parcheggi periferici gratuiti e le vie dello shopping. In accordo con i gestori dei parcheggi, consentirò di parcheggiare gratis per chi fa acquisti nei negozi. Organizzerò manifestazioni di richiamo turistico almeno un week end al mese per attirare visitatori in città. Non permetterò la costruzione di nuovi centri commerciali. Inoltre valorizzerò il mercato cittadino e realizzerò un mercato delle eccellenze agroalimentari; infine investirò per migliorare l'arredo urbano: il centro cittadino deve diventare un salotto all'aperto».

Lucia Lanfredi - «La nostra è una delle città con il maggior rapporto tra numero di abitanti e metri quadrati dedicati alla Grande distribuzione organizzata: questa è la prima cosa che deve assolutamente cambiare per poter rilanciare il commercio cittadino. Dobbiamo favorire invece la realizzazione di "centri commerciali naturali", che dovranno essere le principali vie dello shopping del centro, anche stimolando l'apertura di negozi di diverso tipo: servono proposte nuove e differenziate. Si dovranno poi incrementare gli accessi dei piccoli bus in città, anche nelle zone pedonali, in modo da favorire l'ingresso al centro. Sono a sostegno della promozione di un'economia etica e solidale, con attenzione alla filiera corta. Per i negozi inferiori ai 150 metri quadrati si dovrà applicare l'Imu al minimo e praticare locazioni agevolate di spazi pubblici per gli over 30. In caso di bandi per la fornitura di servizi, il Comune dovrà dare spazio, a parità di offerta, prima alle imprese locali. Infine, per combattere il caro-affitti, si dovranno studiare contratti convenzionati in cui il proprietario e l'inquilino abbiano vantaggi fiscali ».

Laura Carlino - «Quello del Commercio è diventato negli ultimi due/tre anni uno dei temi cruciali e urgenti. Le cause sono sicuramente contingenti perché le difficoltà del momento che l'Italia sta attraversando non risparmiano certo il comparto; ma a Cremona le responsabilità sono da attribuirsi anche - e in misura non piccola - alle politiche miopi e al disinteresse delle amministrazioni che hanno guidato la città negli ultimi dieci anni. Tra le nostre idee per risolvere il problema, puntiamo sul completamento dell'isola pedonale allargata, consentendo il parcheggio ai soli residenti in zone determinate del centro. Servono interventi di mediazione con le associazioni dei proprietari di immobili e delle categorie del commercio per limitare il drammatico problema del caro-affitti. Bisogna tornare ad una Festa del Torrone di tre giorni e organizzazione di almeno due analoghe manifestazioni in altri periodi dell'anno. Si deve rilanciare il "marchio Cremona" anche in ambito commerciale. L'attrattività del centro va incrementata con una maggiore cura al verde e all'arredo urbano, evitando situazioni di degrado estetico e puntando sulla mobilità sostenibile. Anche i mercatini del fine settimana devono essere limitati, mentre vanno innalzati gli standard dei banchi degli ambulanti del mercato bisettimanale.

Carmine Scotti - «Con la perdita di poter di acquisto da parte delle famiglie ci troviamo di fronte a una grande crisi del commercio. Accanto a questo le richieste di locazione troppo elevate stanno portando alla desertificazione del centro storico, con conseguente calo della qualità della vita. E' necessario allora ascoltare le richieste dei commercianti e arrestare il declino progettando con le associazioni di categoria un rilancio delle attività. Bisogna poi bloccare la crescita della gdo e liberare la circolazione dei mezzi in alcuni giorni, nelle principali vie dello shopping. Anche gli orari di apertura dei negozi vanno differenziati, adattandoli alle esigenze nuove del consumatore. Bisogna inoltre snellire i costi a carico del negoziante, promuovere eventi che abbiano maggiore appeal, rendere gratuiti i principali parcheggi e promuovere una mediazione tra gli affittuari e i negozianti».

Pietro Signorini - «Nel nostro programma pensiamo di predisporre delle iniziative per rilanciare lo sviluppo economico della città. E' necessaria una coalizione che si presenti sensibile e attenta a queste problematiche. A partire da una revisione della concettualità di traffico urbano: ad esempio bisogna fare in modo che l'utenza possa accedere facilmente alle vie del centro e ai negozi storici, con accesso progressivo alle zone a traffico limitato. Bisogna poi avviare una consultazione con i rappresentanti delle categorie per creare poi un organismo permanente e aperto che faccia da regia nella promozione del commercio, portando a rendere sempre più visibili le nostre eccellenze. Purtroppo la carenza di una strategia a Cremona si nota molto, e ha portato alla situazione in cui ci troviamo. Bisogna allora tornare a fare brainstorming, mettendo insieme tutti i soggetti interessati, per creare delle iniziative valide».

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