Il capolavoro di Italo Svevo al San Domenico

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La coscienza di Zeno” è uno degli appuntamenti più qualificanti e più attesi della stagione di prosa, in programma al teatro San Domenico di Crema martedì 8 aprile alle ore 21 per la regia di Maurizio Scaparro (uno dei maestri del teatro italiano). Interpreti principali della messa in scena ad opera di Tullio Kezich, del celebre romanzo di Italo Svevo, sono Giuseppe Pambieri nel ruolo del protagonista, l’ipocondriaco Zeno Cosini, con Nino Bignamini e Giancarlo Condé – ed altri sei attori – con le scene affidate a Lorenzo Cutuli, i costumi di Carla Ricotti e le musiche di Giancarlo Chiaramello. Fra la fine della Belle Epoque e lo scoppio della prima Guerra Mondiale, si impone ad opera di Freud la pratica psicoanalitica che svela l’azione sottile, ma decisiva dell’inconscio nei comportamenti delle persone tanto più in presenza di un crollo che appare imminente dei vecchi equilibri sociali. Zeno Cosini mette a nudo, grazie allo scavo psicoanalitico cui si sottopone, i propri dubbi esistenziali, il rischio della depressione che cerca di combattere con l’ironia e il cinismo: “La vita non è né brutta né bella, ma è originale”. Da un libro di iniziazione e di introspezione ne è derivata una rappresentazione teatrale di pregio, che sicuramente interrogherà lo spettatore sui problemi di oggi, mostrando la ferocia e l’inutilità cui sarà destinato, con lo scoppio del conflitto mondiale, l’inizio del secolo scorso. Ad anticipare temi e riflessioni della rappresentazione teatrale, domani alle ore 17 lo stesso teatro San Domenico presenta la proiezione del film “La coscienza di Zeno”. La pellicola - evidentemente anch’essa tratta dal romanzo sveviano, è del 1988 per la regia di Sandro Bolchi e con interpreti d’eccezione: Johnny Dorelli, Ottavia Piccolo, Eleonora Brigliadori, Andrea Giordana, Sergio Fantoni e Alain Cuny. Il film fu il risultato della versione del romanzo per la Rai che ancora oggi è considerata uno degli ultimi grandi sceneggiati prodotti dalla televisione pubblica, per la raffinata elaborazione intellettuale dei temi psicoanalitici del romanzo.

di Tiziano Guerini

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