A Cremona nel 2013 si sono pagate meno tasse

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L’assessore al Bilancio Roberto Nolli presenta le cifre a consuntivo: diminuita la pressione fiscale, invariati i servizi.
La pressione fiscale per i cremonesi nel 2013 è stata pari a 845,39 euro pro capite, contro i 1.008 euro del 2012 e i 898,72 del 2011: un decremento, rispetto al quale il vice sindaco e assessore al Bilancio, Roberto Nolli, dichiara: «Mi hanno accusato di avere aumentato le tasse, ma i numeri dicono diversamente. Chi dice che le tasse a Cremona continuano a crescere, mente. Nel 2012 abbiamo visto un dato aumentato, che è però legato al passaggio all'Imu». Come siete riusciti a diminuire la pressione fiscale? «Aumentando altri tipi di entrate, ma soprattutto facendo calare la spesa corrente, che dai 74 milioni del 2009 è arrivata nel 2013 a 70 milioni, e se ne prevedono altri 2,6 in meno per il 2014. Il bilancio del Comune è arrivato, nel 2013, ad avere un avanzo di competenza (ossia soldi che vengono avanzati ) d i 1.754.000, contro il disavanzo di 2,6 milioni che c'era nel 2009, quando ci siamo insediati in Comune. In questi cinque anni abbiamo ridotto anche l'indebitamento complessivo del 20%, passando da 50 milioni a 42, senza accendere neppure un nuovo mutuo. Sempre in questi cinque anni, abbiamo fatto investimenti in lavori pubblici per 85 milioni di euro. Nel 2013 siamo riusciti a mantenere tutti i servizi al cittadino e nonostante le polemiche che ci tacciano di avere aumentato i costi, la copertura dei servizi a domanda individuale (rette, mense, sport, teatro e musei) è complessivamente diminuita: a fronte di una spesa di 8 milioni di euro la copertura è di 2,5 milioni, ossia il 30,85%, contro una copertura del 35% del 2012. Si tratta di uno dei dati più bassi tra i capoluoghi italiani. Questo significa che a fronte al servizio erogato i cittadini pagano solo il 30% del costo. Lo sport, a fronte di un costo di 1.351.000 euro, viene pagato dai cittadini 124mila euro, pari al 9,2% del costo di gestione. Gli asili nido sono coperti al 25,79% dei costi, mentre prima erano coperti al 23,35%: su una spesa di 1.700.000 il Comune incassa 440.000 euro. Le mense, infine, costano ai cittadini 680.000 euro, a fronte di un costo per il Comune di 1.400.000: la copertura, in questo caso, è del 49%. Quali sono le previsioni per il 2014? «I cittadini si troveranno di fronte all'imposta comunale unica (Iuc), che è suddivisa in tre tronconi: la Tasi, che rappresenta l'Imu sulla prima casa; l'Imu, che vale per le seconde case e tutto il resto, la Tari, che è la ex Tarsu o Tares. Il Comune di Cremona ha deciso di lasciare invariata l'Imu a 0,98%, riconfermando tutte le agevolazioni già previste l'anno scorso (che al Comune porteranno un minor gettito di 1.290.000 euro); la Tari rimane identica alla vecchia Tarsu, anche se cambia il sistema di calcolo, in quanto la legge oggi prevede il calcolo di un coefficiente sulla base del numero dei componenti della famiglia (mentre prima il calcolo era fatto sulla base dei metri quadri dell'abitazione). Il calcolo parte dal costo di smaltimento del Comune, che per Cremona è molto basso, tanto che siamo al quart’ultimo posto in Italia come capoluogo, e all'ultimo in Lombardia. Secondo questo coefficiente, molti cittadini pagheranno meno di prima. Anche per le partite Iva lo Stato decide un indice di smaltimento in base al quale calcolare l'importo dovuto, che varia a seconda della tipologia di attività. Infine la Tasi, ossia l'Imu sulla prima casa, verrà pagata da circa 24mila nuclei familiari, di cui 22.000 (il 91%) pagheranno meno rispetto alla normale Imu, mentre le altre 2.000 famiglie pagheranno mediamente 7 euro in più. Questo è possibile perché il Comune ha applicato una Tasi che porterà ad un incasso di soli 5,6 milioni, contro i 6,2 del 2012 e i 7 del 2013. I soldi che incasseremo in meno sono gli stessi che avevamo promesso di restituire ai cittadini quando hanno pagato la mini Imu». Parliamo della spesa sociale... quanto incide sul bilancio? «Nel 2014 è la più alta voce di spesa del bilancio ed è pari a 11.054.000, invariata rispetto all'anno prima. Al secondo posto c'è la spesa per la scuola materna, pari a 4,3 milioni di euro, mentre al terzo posto l'assistenza scolastica e l'università, per un importo di 3,5 milioni». E le spese del personale? «Innanzitutto ricordo che in questi anni il personale è diminuito di 45 unità (pensionamenti che non sono stati sostituiti) passando da 739 a 694 dipendenti. I dirigenti invece, al 30 giugno 2014, saranno 5 in meno. La spesa complessiva del personale, dal 2009, è scesa del 10%, con un risparmio di quasi due milioni e mezzo di euro. Anche la spesa per le consulenze esterne in questi anni è drasticamente calata, passando dagli 1,8 milioni del 2009 ai 500mila euro di oggi».


dalla redazione del Piccolo

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