Crema - La moschea: perché sì, perché no

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Dare o negare il permesso? La questione scuote la città. Prese di posizione.
Tiene sempre banco la questione della futura Moschea che sarà costruita in via Milano, nei pressi della ex Voltana, e quindi vicina ai campi da Golf. A mettersi di traverso, oltre la Lega e, con motivazione diverse Forza Italia, c’è anche la locale sezione dei «Fratelli d’Italia». Perentorio è l’attacco al sindaco Bonaldi che «nonostante la netta contrarietà manifestata dalla popolazione cremasca in relazione alla costruzione di una moschea in via Milano, perdura risoluta nell'intento, limitandosi a rispondere alle obiezioni della cittadinanza con un blando e sostanzialmente vuoto “ne terrò conto”». I «Fratelli d’Italia» spiegano così la loro contrarietà al luogo di culto islamico: «In un periodo storico connotato da una drastica contrazione dell'economia, dal crollo generale del potere di acquisto e da provvedimenti di spending review da “lacrime e sangue”, ci pare che la solerte attivazione della giunta comunale, per assicurare l'esercizio del diritto di culto della minoranza islamica (che, nella città di Crema, ammonta ad un migliaio di unità), suoni quanto meno stridente.

Le problematicità più pressanti da affrontare e risolvere nella nostra città – percepite in egual misura sia dai cittadini che dagli stranieri -, e verso cui dirottare le risorse economiche, siano ben altre: da qualche anno a questa parte assistiamo impotenti ad un rapido ed inesorabile declino della città di Crema, oramai depauperata di ogni autonomia e servizio (si pensi, in particolare, all'emblematico caso della soppressione del tribunale), nonché in balia di una criminalità crescente e sempre più preoccupante ». Quindi, ecco l’attacco al sindaco: «Alla luce di tutto ciò - ci si perdoni la franchezza - la perdita di tempo, fatica e risorse per la costruzione di un luogo di preghiera islamico risulta quasi irritante. Facile ribattere a coloro che osteggiano il progetto della costruzione della moschea, come ha fatto, appunto, il sindaco Bonaldi, facendo leva sui soliti slogan della sinistra radical chic, banali, faziosi e intrisi di demagogia: nel caso in esame, la discriminazione non si concreta nella millantata limitazione del diritto di culto del credente islamico, liberamente esercitabile sempre e comunque nel proprio privato, ma, piuttosto, nello snobbare le istanze avanzate dalla maggior parte della popolazione cremasca che, eleggendo il sindaco Bonaldi, ha ritenuto, evidentemente sbagliando, di individuare in lei una portavoce e risolutrice delle istanze e dei bisogni collettivi». Ai «Fratelli d’Italia» ha risposto Paolo Valdameri, consigliere del Pd, il quale ha sottolineato che «la comunità islamica è da anni presente in città. E già durante l’amministrazione del centrodestra aveva richiesto il riconoscimento ufficiale di un luogo di culto, che già c’era ma non riconosciuto nel “Piano dei Servizi” che è una parte del Pgt». Secondo il consigliere pidiessino di Ombriano, inoltre, l’amministrazione sta facendo molto per Crema: .«Voglio solo ricordare l’esenzione dell’Irpef per redditi fino a 15.000, l’apertura di ambulatori per anziani nel quartiere Crema Nuova, l’evento SummerCream per animare i quartieri, gli incontri con le forze dell’ordine per illustrare la reale situazione in merito alla questione sicurezza, le case dell’acqua di prossima attivazione, la piazzola per i camper, e le aree per lo sgambamento cani.

Queste sono solo alcune delle innumerevoli opere in cui l’amministrazione si sta impegnando». Sulla questione Moschea torna anche Emanuele Coti Zelati che, a questo proposito, attacca con apprezzamenti molto duri, Forza Italia. Ha scritto, infatti, il consigliere di Sel, che Agazzi, Ancorotti e Beretta «seminano odio, sfiducia e sospetto sobillando gli istinti viscerali di quanti si fanno ammorbare dalla paura e dal pregiudizio… difendono, ciecamente, gli steccati e le recinzioni che si sono costruiti intorno esclusivamente per giustificare il loro ruolo politico che, evidentemente, non ha più spessore ». Li accusa di non aver partecipato «a un partecipatissimo incontro pubblico» da lui organizzato, «che ha visto protagonisti la comunità mussulmana, quella cattolica e quella cristiana evangelica: è stata una bellissima occasione per discutere, confrontarsi e conoscersi. Peccato che questi signori si siano ben guardati dal dare il loro contributo. Sarebbe stato troppo aspettarsi un confronto dialogico, democratico e scevro da odiosi pregiudizi basati sull’ignoranza». La morale? «Questi signori, che sono distruttori di speranze e futuro, non sanno fare altro che etichettare, semplificare, banalizzare l’”altro”: probabilmente è questo il livello con cui sono abituati a leggere la realtà: se lo tengano».


dalla redazione de IL PICCOLO

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