Crema - Bilancio, fuori il portafogli

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Le tasse alle stelle. E’ mancato ancora il coraggio di una spendig review importante.
Anche l’ultima riunione della maggioranza allargata tenuta giovedì scorso, non lascia dubbi: dovremo mettere ancora mano al portafoglio. La giunta Bonaldi preannuncia un bilancio nel quale tutte le tasse saranno portate al massimo livello Come aveva già annunciato al nostro giornale l’assessore al Bilancio, Morena Saltini. Come è successo lo scorso anno, questo centrosinistra non ha il coraggio di tagliare le spese. Che un bambino al Montessori ci costi 900 euro al mese, di cui i genitori pagano solo 300 euro, significa che la città deve sborsare i 600 euro che mancano; per quale motivo non lo portano l’asilo statale che costa molto meno? Perché Crema si permette questo lusso? E perché tenere aperto un museo che ci costa troppo e nel quale le persone non entrano neppure a pagarle? Perché dobbiamo mantenere tutti i dipendenti comunali ai quali non si sa più che cosa far fare? Perché abbiamo dei musicisti dipendenti' La spiegazione è semplice: chi lavora nel pubblico è un voto sicuro per chi governa. A tutto questo, si sta ribellando Matteo Renzi. Che ha iniziato a mettere in pratica la spending review, dai politici ai dirigenti pubblici. Ci riuscirà? E’ difficile saperlo. Di certo, si sta impegnando. E noi che abbiamo un sindaco e un responsabile del Pd cittadino che si dicono renziani? Lasciamo perdere. Più che mandare la Bonaldi a Roma, dovremmo chiamare Renzi a Crema. Non c’è un sondaggio che dica che cosa pensano i cremaschi di questa amministrazione.

Di certo, lo ripetiamo, non vediamo nulla di nuovo rispetto all'amministrazione di Bruttomesso, la quale ha il merito di avere fatto almeno il sottoposso in via Indipendenza. Certo, la Bonaldi & soci pagano tanti pacchi di pasta e le bollette ai più poveri. Ma questo lo faceva (e avrebbe continuato a farlo) anche Luciano Capetti, ex assessore ai Servizi sociali. Ma tutto finisce lì. Insomma, ci manca un sindaco che ci indichi un progetto, un “sogno” alla Crozza, un futuro. La Bonaldi può risultare antipatica e controversa, ma non è questo il problema. Il problema vero è che non ha ancora dimostrato di essere una vincente, di saper fare squadra con tutta la città, di motivare le associazioni di categoria, gli imprenditori, il mondo delle professioni. Non ha ancora capito che i desideri si realizzano a prezzo di una determinazione totale. Come stanno facendo tanti artigiani, industriali e partite Iva che prendono la loro borsettina e sfidano i mercati. Ogni giorno. E’ un sindaco che sta subendo la crisi, la criminalità e le vecchie logiche della politica, che non ha il coraggio di sposare alcune proposte giuste, anche se vengono dall’opposizione. Renzi è, sicuramente, di un’altra pasta. Nel bene e nel male. Si lamentano a Crema, che Roma continua a tagliare i finanziamenti, ma non hanno il coraggio di dire che Berlusconi non è più presidente del Consiglio dal novembre 2011. Dopo di lui sono venuti Monti (nominato da Napoletano, Pd), Letta (del Pd, nominato da Napoletano, Pd) e Renzi (segretario del Pd, nominato da Napoletano, Pd). Meglio essere chiari: altrimenti sembra che sia ancora Berlusconi che non vuole dare ai Comuni i soldi di cui avrebbero bisogno.


dalla redazione de IL PICCOLO

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