Amministrative 2014 - Le interviste a Gianluca Galli e Carmine Scotti, candidati rispettivamente per CasaPound e “Movimento per Cremona”

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Si chiama Gianluca Galli, ha 30 anni ed è un volto nuovo della politica cremonese, coordinatore provinciale di CasaPound Cremona e ora anche candidato sindaco del movimento.
Quali sono le motivazioni che l'hanno spinta a candidarsi? «Il fatto che non possiamo più assistere allo sfacelo ed alla “morte” di Cremona: questa è la nostra città, che amiamo e che vediamo ogni giorno diventare più insicura, confusa, persa. Sogno una città viva e vitale, che renda orgogliosi i cremonesi; mi sono schierato, ci siamo schierati, perché Cremona possa avere un futuro all’altezza del proprio passato, che “erga il marmo sopra la palude” burocratica che la sta affliggendo».

Qual è stato il percorso che l'ha portata fino a qui? «Non parlerò del mio curriculum personale, ma quello del nostro movimento. Rappresento CasaPound Italia, che dal 2008 opera nel sociale, nel volontariato, nello sport, ma soprattutto “fa” politica concretamente al servizio dei cittadini, senza sfruttare nessun finanziamento pubblico. Dal 25 maggio i cittadini avranno la possibilità di sostenere un movimento realmente libero, poiché autofinanziato. La nostra idea di politica è basata sull’azione, che si batte per l’abolizione di quella burocrazia che rallenta lo sviluppo dell’Italia e della nostra città».

Parliamo del programma e della sua lista.
«Il programma cittadino è fondato sui capisaldi di quello nazionale. Partiamo dal motto “prima gli Italiani”. Pretendiamo di ribaltare le graduatorie che riguardano l’assegnazione delle case popolari, gli appalti pubblici e l’accesso alle scuole dell’obbligo. Rivendichiamo il diritto di ogni italiano ad avere una casa di proprietà, tramite il “Mutuo sociale”, nostra proposta di legge già attuata in alcune zone d’Italia. Altro punto cardine è la creazione di fondi e prestiti per risollevare le piccole e medie imprese territoriali con un’erogazione economica direttamente dal Comune, senza passare per intermediari bancari o privati, che strangolano le attività imprenditoriali. Riguardo alla lista, è composta da militanti e simpatizzanti di Cpi: persone che intendono la politica come servizio verso la Patria, che sanno donarsi e sacrificarsi per il bene comune. Il che è più di quanto si possa dire del 99% dei politicanti di oggi. Saremo sicuramente la più giovane lista, questo rappresenta già di per sé la novità in una città che ha già sopportato abbastanza la vecchia politica e ora chiede altro».

Perché i cittadini dovrebbero votarla? «Perché siamo il concreto riferimento a chi crede ancora nel vero Stato sociale, per chi ritiene che la politica non sia una ricerca del proprio tornaconto, ma un sacrificare se stessi ed il proprio tempo per degli ideali e, in questo caso specifico, per la propria città. Sono la persona giusta per chi ritiene che i vecchi politicanti abbiano già avuto le loro occasioni e le abbiano sprecate, rendendo Cremona il fantasma di sé stessa. Siamo per l’abolizione totale di favoritismi e larghe intese. Sono la persona giusta per chi crede che occorra rimboccarsi le maniche per ricominciare a lavorare e fare politica per le strade, accanto alla gente comune, accanto ai cremonesi; la politica “di palazzo” che per anni abbiamo subìto, ha già mostrato la sua inutilità e la sua pochezza, rappresentiamo il vero cambiamento, la vera rivoluzione che i cremonesi chiedono ».

In caso di ballottaggio chi sosterrete?
«Ci consideriamo una forza politica equidistante e completamente diversa dai nostri concorrenti; non crediamo che esista una politica di sinistra o di destra, ma solo una politica che deve rispondere ed essere la parola dei cittadini, che non sia asservita al altri interessi. Oggi, già essere onesti è un atto rivoluzionario e di fatto noi siamo rivoluzionari; al di fuori non abbiamo preferenze: lasceremo libertà di voto ai nostri elettori in caso di ballottaggio ».

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Una vita da poliziotto e da sindacalista, Carmine Scotti è un volto già noto della politica cremonese. Scende in campo con la sua lista civica, "Movimento per Cremona", candidandosi a primo cittadino della città.
Cosa l'ha spinta a intraprendere questo percorso? «Ho sempre avuto una grande passione per la politica, ma soprattutto per il territorio. La mia candidatura è volta a portare avanti un progetto che sia davvero per la città. Ho lavorato per 35 anni, nella Digos e nell'antidroga: questo mi ha dato modo di conoscere a fondo la gente di Cremona, ed è per questa stessa gente che ho voluto mettermi in gioco. Non sono per i grandi progetti e per le rivoluzioni copernicane che poi si rivelano inattuabili, ma per delle azioni concrete e necessarie alla città».

Qual è il suo percorso personale?
«Come ho detto, alle mie spalle ho 35 anni in polizia, di cui parecchi a svolgere anche attività sindacale. Inoltre provengo da una famiglia che ha sempre fatto politica: mio zio fu parlamentare nel 1951, con l'onorevole Napolitano. Un mio lontano parente fu ministro, e mio fratello è stato sindaco della città di Nola, mentre attualmente è presidente del Consiglio provinciale. Ma anche nel mio lavoro in polizia mi sono trovato spesso ad avere a che fare con i politici e con i sindacalisti. Ora che sono in pensione voglio dare un contributo alla città». Ci parli del programma. «Al primo posto ci sono le persone e i servizi: il perno reale della comunità in cui viviamo. Meno apparati di segreteria e una più efficace riorganizzazione delle strutture comunali dovranno essere al servizio di anziani e di tutte le fasce più deboli della società tra le quali i disabili. Nell’ambito del welfare si vuole incentivare il volontariato per un servizio di prossimità agli anziani che fornisca risposte integrate. Si ritiene necessaria la riqualificazione progressiva della residenza popolare ed edilizia popolare, con una revisione dei criteri di assegnazione. Occorre modificare le tariffe degli asili, evitare i tagli delle utenze, ma anche aumentare i controlli. Per noi è fondamentale anche il tema del lavoro: troppi i giovani che sono senza lavoro. Parallelamente, bisogna rilanciare le imprese e il commercio, rendendo disponibili e fruibili alcune aree de-industrializzate o abbandonate della città, soprattutto in periferia e nella zona portuale, agevolando l’insediamento di imprese ad alto contenuto tecnologico. Per la mia vocazione, la sicurezza è altrettanto fondamentale. Degrado urbano, molestie, vandalismi e gesti di inciviltà non possono essere la norma, così come il non rispetto dei limiti di velocità cittadini o il non rispetto delle regole viabilistiche: qui il controllo e le sanzioni dovranno essere rigidissime. In sede di comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica, il sindaco può svolgere una funzione determinante. Infine non dimentichiamo che bisogna puntare su progetti che siano capaci di raccogliere finanziamenti a livello europeo».

Perchè i cittadini dovrebbero votarla? «Per la sensibilità che ho sempre dimostrato verso gli altri, e specialmente verso le fasce più deboli, come anziani e disabili. Quando ero in polizia ho organizzato moltissime iniziative di solidarietà, che mi hanno portato ad essere vicino alla gente ma anche al welfare. L'altro mio punto di forza è essere un professionista della sicurezza: ho lavorato per 35 anni in questo settore e diretto la narcotici di Milano. Credo quindi di avere qualcosa da dire».

In caso di ballottaggio chi sosterrete? «Non ci schieriamo nè a destra nè a sinistra: in caso di ballottaggio ci metteremo seduti attorno a un tavolo e dialogheremo con i candidati, cercando di capire con chi ci potrà essere una maggior condivisione di programma».


dalla redazione de Il Piccolo

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