Treni: in dieci anni 70% di ritardi in più

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Legambiente all’attacco: «L’inefficienza del trasporto ferroviario ricade prima di tutto sul cittadino che vorrebbe lasciare l’auto a casa».
Non solo si è scelto di privilegiare il modello di trasporto su gomma, ma, per quanto riguarda le ferrovie, il vero problema può essere individuato nell'errato utilizzo delle risorse economiche, che hanno portato ad un progressivo incremento dei disservizi: «Negli ultimi dieci anni la spesa sulle linee ferroviarie è cresciuta del 60%,, a fronte di una produzione di nuovi treni solo del 30% - evidenzia Dario Balotta (Legambiente). L'inefficienza è quindi sulla spesa. Basti pensare che le Ferrovie dello Stato sono state responsabili del 14% del debito pubblico italiano negli ultimi dieci anni. Si è investito sull'alta velocità, trascurando completamente il trasporto pendolare, che interessa un numero molto maggiore di utenti». Anche la nascita di Trenord non ha giovato, secondo Legambiente: «Da quando è nata l'azienda, abbiamo assistito ad un aumento dei ritardi pari al 70% e ad un notevole incremento anche delle soppressioni di treni. Una performance che è negativa in tutta la Lombardia e specie nelle tratte cremonesi. Basti pensare che ogni anno l'azienda riceve 470 milioni dalla Regione: dunque non si può millantare una carenza di fondi. Il problema è come li si spende. Questa concessione monopolistica del sistema di trasporto ferroviario che la Regione ha fatto a se stessa è la causa di tutti i mali. L'inefficienza del trasporto ferroviario ricade prima di tutto sul cittadino che vorrebbe lasciare l'auto a casa, un po' per risparmiare, un po' per un'attenzione all'ambiente». Legambiente stigmatizza anche la chiusura della linea tra Cremona e Piacenza: «Aveva costi di gestione molto bassi e collegava due capoluoghi di provincia. E' stato un'assurdità chiuderla, anche a fronte del fatto che neppure dieci anni fa si era spesa una grossa cifra per il rifacimento del ponte ferroviario sul Po», conclude Balotta.

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