Crema - Stop ai camion, le aziende scappano

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Nessuna notizia della promessa tangenzialina che doveva collegare Crema-Campagnola.
Sono anni che gli imprenditori della zona industriale di Santa Maria e, in particolare, la Libera Artigiani, chiedono alla politica di risolvere una situazione paradossale: la impossibilità, per i camion diretti verso le loro aziende, di entrare con facilità nell’area più industrializzata della nostra città. Un nodo dovuto ai divieti al transito dei mezzi pesanti che hanno adottato tutti i Comuni limitrofi. L’anno scorso – eravamo a fine maggio – la svolta: durante un incontro voluto e organizzato dalla Libera artigiani, il presidente della Provincia, Massimiliano Salini, aveva proposto la sua soluzione: realizzare una sorta di tangenziale nord di Crema, tutta compresa nel territorio comunale della città. Un percorso già previsto dal Pgt del Comune di Crema, lungo 5 chilometri circa e con un costo tra i 9 e i 12 milioni di euro. «C’è un problema» sottolineava, però, lo stesso Salini: «Un percorso tutto interno al territorio di Crema è difficile che acceda a finanziamenti regionali e statali. È fondamentale, perciò, concepirla e presentarla come un’opera di interesse regionale. La Provincia farà la sua parte e anche qualcosa di più». Presente all’incontro anche il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, che aveva assicurato a Salini la massima collaborazione del Comune. Ora, dopo un anno circa di attesa, tutto quello che possiamo dire è che Provincia e Comune stanno effettivamente lavorando al progetto ma a che punto siano non è chiaro, mentre il tempo stringe e le esigenze delle imprese non sono compatibili con le lentezze degli iter burocratici. Si tratta di aziende leader nel mondo, come nel caso delle realtà collegate al Polo della cosmesi. La loro pazienza è veramente agli sgoccioli. «Stanno lavorando? Allora, ci rendano edotti su quanto stanno facendo» commenta Renato Ancorotti, titolare della Ancorotti Cosmetics Spa, esterrefatto per una situazione che non accenna a migliorare.

«Quella in questione è un’opera assolutamente necessaria e una priorità. È francamente assurdo che una zona industriale non abbia un accesso come si deve per i camion che la devono raggiungere. Non c’è possibilità di sviluppo se non si risolve questo problema, tant’è vero che qualcuno pensa già di investire da un’altra parte. Quello che chiediamo è di poter sapere, quantomeno, se ci sono possibilità di realizzare questa strada, quali sono i costi e i tempi. Vogliamo delle risposte e darle è un dovere dei politici». Vi è anche il dubbio che tutto finisca nel dimenticatoio, una volta che, con l’arrivo del 2015, le Province cesseranno di esistere nelle forma in cui le conosciamo ed è anche per questo che occorre far presto. «Ci troviamo in un limbo assoluto » interviene Marina Zanotti, della Omz Spa, settore meccanico. «Nessuno ci ha mai aggiornati. Ne ho parlato recentemente con alcuni miei colleghi e stiamo pensando di riconvocare il presidente della Provincia e il sindaco di Crema per capire come stanno le cose. Ho già minacciato una volta lo sciopero fiscale ai danni del Comune e questa volta potrei anche decidermi di attuarlo. Siamo veramente esausti. Ci si ricorda di noi solo quando si deve incassare. Non pretendevo certo che le cose si sistemassero entro due mesi ma è passato un anno ormai e neanche una comunicazione. All’incontro dell’anno scorso mi sono esposta di persona, ho speso del tempo per confrontarmi con i nostri politici ma, come al solito, ho parlato a delle entità astratte o, meglio, mi correggo: siamo noi imprenditori a essere considerati delle entità astratte».

Non è una novità per la Zanotti, come per altri imprenditori, ricevere una telefonata improvvisa da parte dei camionisti dei loro fornitori stranieri, impossibilitati a raggiungere la zona industriale, a causa dei divieti dei Comuni limitrofi. «Non ci resta che raggiungerli e scortarli verso la meta, a rischio di prendere qualche multa che, poi, dobbiamo pagare noi. È una situazione assurda e, quando la raccontiamo ai nostri fornitori stranieri, si mettono a ridere. Come si può continuare a pagare tasse su tasse, per poi avere in cambio un servizio infrastrutturale del genere? Pensi che, quest’anno, ho pagato 90mila euro solo di Irap. Con gli stessi soldi, avrei potuto stipendiare altre tre persone. Invece, più assumi e più paghi». Forti perplessità sui tempi di realizzazione della bretella anche da parte di Umberto Cabini, presidente dell’Associazione Industriali di Cremona: «Credo che ci siano tempi remoti, anche perché gli obiettivi dell’attuale presidente della Provincia sono cambiati, avendo deciso di candidarsi alle elezioni europee. La realtà è che aver realizzato il sottopasso all’ingresso della zona industriale è stato un errore fatale, quando, invece, si sarebbe potuto optare fin da subito per un altro progetto. Così, al contrario, si è creato solo un ingorgo pazzesco all’interno della città, che non ha risolto il problema».


dalla redazione de Il Piccolo

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