La Cremonese non può più sbagliare

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Ora le scuse sono finite. Domani pomeriggio, alle 18, sul campo amico dello “Zini”, la Cremonese si gioca il primo “dentro o fuori” della stagione. Lo spareggio contro l’AlbinoLeffe sarà, infatti (come noto, su gara secca) e solo il superamento della sfida consentirà di giocare poi i successivi turni validi per gli spareggi-promozione. O dentro o fuori dicevamo, al termine peraltro di una settimana di tensioni anche per le continue provocazioni lanciate dall’ambiente vercellese che non ha digerito la debole opposizione al trionfo dell’Entella. In realtà, in certi ambienti cittadini, come sempre forieri di malelingue e pettegolezzi, si è anche andata moltiplicando una voce del tipo “nemmeno quest’anno vogliono andar su’”. Maldicenze che dovrebbero stimolare l’orgoglio dei giocatori a disputare una grande gara contro l’AlbinoLeffe, per mettere a tacere tutti e presentarsi alla semifinale con la faccia cattiva. Ma non sarà facile. L’AlbinoLeffe è formazione tosta e giovane che tende ad esaltarsi contro le big, come testimonia l’impressa ottenuta in campionato contro l’Entella, vincitrice del girone. A livello tattico è una squadra che in fase difensiva concede, ma resta sempre molto insidiosa spese sui calci piazzati, dove il sinistro di Regonesi rimane una delle armi in più dell’intera categoria. Mister Dionigi, dal canto suo, deve spazzare via le brutte sconfitte rimediate in regular season che hanno fatto scendere la squadra fino al quarto posto finale e presenta per l’occasione una formazione convinta e motivata. A centrocampo l’assenza di Loviso per squalifica verrà compensata con l’accentramento di Armellino, mentre in avanti dovrebbe tornare il bomber Brighenti, accantonato a sorpresa nella sfida contro la Virtus Entella. Tanti ex da una parte e dall’altra (Tedeschi in casa AlbinoLeffe, Minelli e Bergamelli in casa grigiorossa) condiranno ulteriormente gli animi di una sfida che verrà anche trasmessa in diretta televisiva. Arbitrerà l’incontro Rosario Abisso della sezione di Palermo.

«Sarebbe bello tornare a festeggiare» parlano i tifosi
Delusione, rabbia, perplessità, a volte persino indifferenza ma anche qualche timida speranza. Questi i sentimenti dei cremonesi sulla situazione della squadra grigiorossa, che ha parecchio deluso domenica scorsa contro la Virtus Entella, ma che fa ancora sognare qualche irriducibile ottimista. «Siamo di nuovo ai playoff, una storia che sa di deja vu - dice Gigi, che segue la Cremonese da oltre 20 anni -. La squadra in questi anni ha perso troppe occasioni, spesso buttandole letteralmente via. Vorrei vedere in campo una squadra più motivata e convinta». Molti vorrebbero più combattività, più voglia di portare a casa un risultato: «Dopo un anno in cui la squadra ha decisamente arrancato, è già molto essere arrivati ai playoff - dice Cristian -. Adesso però dobbiamo crederci. E deve essere la società a farlo per prima. Coloro che ogni settimana ancora vanno in curva a sostenerli, è questo che vogliono vedere. Le vittorie e le sconfitte spesso sono qualcosa di imprevedibile, ma quando c’è l’impegno, si è già a metà dell’opera». Tra i tifosi di una certa età, si torna con la mente alla gloriosa Cremonese degli anni '90, quando la serie A non era un miraggio: «All'epoca in cui eravamo una grande squadra, era un piacere seguire la Cremo - racconta Ernesto, 70 anni -. Erano gli anni di Gigi Simoni, quando si ottenevano vittorie spettacolari e ci sentivamo sulla vetta del mondo. Oggi quei tempi sono lontani, ma mi piacerebbe tornare a vedere la nostra squadra che lotta per una promozione. Potrei anche pensare di ricominciare a frequentare lo stadio». «Per anni ho frequentato la curva, ma ho smesso di andarci da tempo - racconta Giovanni, 68 anni -. Ora guardo la Cremo in televisione, ma non mi entusiasma più come un tempo. Non vedo gioco, non vedo grinta, né voglia di vincere». Negli ultimi anni, del resto, il numero dei tifosi sugli spalti è diminuiti: molti sono coloro che hanno seguito per anni la squadra per poi decidere di abbandonarla. «Un tempo andavo sempre in curva e mi piaceva - racconta Roberto -. C’era un bel clima, si cantava, si tifava... ora ci vanno sempre meno persone. Io ho smesso da alcuni anni, perché avevo perso le motivazioni».

«L’ultimo anno in cui ho seguito i grigiorossi è stato quello della promozione in B, mi pare fosse il 2005 - racconta Elia, 53 anni -. L'anno successivo fu così deludente che a metà campionato smisi di seguire la squadra. Ora sinceramente non mi interessa più». La vicenda del Calcioscommesse ha avuto il suo peso nelle defezioni: «Mi hanno demoralizzato molto le recenti vicende del extra calcistiche; mi chiedo che serva tifare qualcuno che sceglie deliberatamente di perdere - racconta Mario -. Ho smesso da tempo di andare allo stadio e di seguire il calcio, locale o nazionale che sia». «Da quando è uscita la storia del calcioscommesse non ho più seguito la Cremo - dice Clara, 45 anni -. Non andavo allo stadio neppure prima, ma mi piaceva seguire le partite in tv, o almeno i risultati. Ora neppure so dove sia posizionata in classifica». Molte sono anche le persone che da tempo hanno fatto una scelta, ossia quella di seguire solo il calcio di serie A, abbandonando i colori grigiorossi: «La Cremo? Non so neppure in che serie sia. Seguo la mia squadra del cuore, l’Inter, ma non mi interessa la quella grigiorossa», dice Michele, 39 anni. Dello stesso parere è Stefano, 19 anni, milanista: «Allo stadio vado solo per vedere il Milan. La Cremo? Mai seguita. Non vale la pena seguire una squadra di serie C». «Allo “Zini” non ho mai messo piede - dice Mattia, 24 anni -. Seguo il calcio, ma preferisco vedermi le partite di serie A... Mi dispiace comunque che la squadra della nostra città non stia passando un bel periodo e spero riesca a fare un buon risultato ai playoff». Tuttavia sono molti i cremonesi che, pur non seguendo la Cremo, non dimenticano i colori grigiorossi: «Non seguo il calcio e quindi neppure la Cremonese, ma auguro alla squadra di riuscire nell'impresa di raggiungere la serie B. Alla nostra città non farebbe che bene una promozione», commenta Monica. «Anche se non sono una tifosa e il calcio non mi interessa, l'ho sempre seguito di riflesso, con mio marito e sarei contenta di sapere che la Cremonese ha ottenuto un buon risultato - aggiunge Sara -. Un tempo mio marito andava sempre allo stadio e quando c’era una promozione lo accompagnavo a festeggiare alla fontana a Porta Po. Chissà che quest'anno i cremonesi non possano tornare a festeggiare, dopo tanti anni di silenzio e delusioni».

Spareggi felici con Marini e Roselli
AMARCORD: Nel 1998 la Cremo vinse la finale contro il favorito Livorno, mentre nel 2004 arrivò la promozione in C1
Dopo anni di serie A e serie B la Cremonese ha giocato per la prima volta i playoff dell’allora C1 (ora Prima Divisione di Lega Pro) al termine della stagione 1997-98. I grigiorossi, con Marini in panchina, hanno terminato la stagione regolare al secondo posto dietro il Cesena, promosso direttamente in serie B. Gli spareggi promozione hanno visto la Cremonese esordire contro il sorprendente Lumezzane, che sulla carta sembrava l’avversario più abbordabile, ma che sul campo ha reso la vita durissima ai grigiorossi. Nella sfida in Valgobbia, sul risultato di 1-1, un perfetto colpo di testa di Manfredi a tempo scaduto regalò un preziosissimo successo alla squadra di Marini. Il ritorno allo “Zini” doveva essere una formalità, ma non fu così. La Cremo fece l’errore di voler controllare la partita e il Lume prese coraggio. Nella ripresa arrivò il gol di Taldo e sulla ali dell’entusiasmo i bresciani continuarono ad attaccare, fallendo clamorosamente più di un’occasione. Il triplice fischio finale fu una liberazione per i tifosi grigiorossi. Emblematica la confidenza che mi fece il bomber Mirabelli, fermo ai box perché operato di ernia del disco: «Rivedendo la partita il giorno dopo in televisione avevo ancora paura di prendere gol…». Avanti senza glorio, dunque, ma con la possibilità di giocarsi la serie B in gara unica contro il favorito Livorno, che aveva eliminato a fatica (0-0 e 3-2) l’ambizioso Alzano. Durante la stagione i labronici avevano battuto per ben due volte la Cremo e volevano fortemente la promozione che mancava da tantissimi anni. In 20mila scesero al “Curi” di Perugia (il 14 giugno 1998) per spingere la squadra al successo, mentre la Cremonese (sostenuta da uno sparuto gruppo di sostenitori) sembrava una vittima sacrificale. Nel calcio, però, non sempre vince chi è favorito. Dopo un gol annullato (giustamente) per fuorigioco e un salvataggio sulla linea, la Cremo inizio a prendere coraggio, mentre la spinta dei toscani andò lentamente a scemare. Nei supplementari non ci furono grandi occasioni e i grigiorossi iniziarono a pregustare la grande impresa (bastava il pareggio per la promozione). A due minuti dalla fine, la ciliegina sulla torta: punizioni dai 25 metri di Guarneri e palla all’incrocio per la vittoria che sanciva l’immediato ritorno in serie B. Fu quella l’ultima stagione felice dell’era Luzzara. Seguirono anni bui, con la retrocessione in C2. Con la presidenza di Graziano Triboldi, la Cremonese tentò la risalita, che fu comunque lenta. Solo al termine della stagione 2003-04, la squadra di Roselli (che aveva preso il posto di Maselli) riuscì ad agganciare i playoff con il secondo posto dietro il Mantova di Di Carlo. In semifinale scontro fratricida con il neopromosso Pizzighettone, che forse appagato dall’exploit, venne battuto agevolmente sia in casa (3-1), che allo “Zini” (3-0). Finale con il SudTirol, che si dimostrò avversario ostico, ma che alla fine dovette cedere alla voglia di risalita dei grigiorossi, vittoriosi 2-1 sia a Bolzano che nella partita di ritorno allo “Zini”. La stagione successiva arrivò anche la promozione in serie B, stavolta senza passare per i playoff. Dopo due stagioni felici, tornarono i tempi cupi e dopo il ritorno in C1, la squadra riuscì ad evitare i playout solo all’ultima giornata.

Nel 2008 e nel 2010 due beffe atroci
Nel 2007 con l’avvento di Giovanni Arvedi e il ritorno sulla panchina di Mondonico (21 anni dopo), i tifosi speravano di ritornare subito in serie B, ma fu solo un’illusione. Eppure al primo tentativo il presidente sfiorò l’obiettivo: terminata la stagione regolare (2007-08) dietro il Sassuolo di Allegri (non senza rimpianti), la Cremo riuscì ad eliminare il Foggia in semifinale con due pareggi e in finale le cose si misero subito bene. All’andata a Cittadella, arrivò una vittoria grazie al gol di Temelin. Allo “Zini” era pronta la festa per il ritorno tra i cadetti, visto che ai grigiorossi bastava un pareggio. Ma peggio di così la partita non poteva iniziare: al 3’ Meggiorini (ora al Torino) portò in vantaggio i veneti. Buona la reazione della Cremo, che al 32’ si procurò un rigore, trasformato da Viali. Solo un fuoco di paglia, perché due minuti prima del riposo Coralli (poi grigiorosso) sfruttò un errore di Viali e riportò in vantaggio il Cittadella. Ripresa per cuori forti: con la Cremo in confusione, il Cittadella prima sprecò un rigore con lo stesso Coralli e poi fece calare il gelo sullo stadio segnando il 3-1 con De Gasperi. Con la forza della disperazione, la Cremo tentò un forcing disperato e nel recupero venne annullato a Graziani (figlio di “Ciccio”) il gol che sarebbe valso i tempi supplementari. Una mazzata tremenda per tutto l’ambiente, che faticò a riprendersi e la stagione successiva fallì l’accesso ai playoff. Poi però, con Venturato in panchina (già protagonista del “miracolo” Pizzighettone), la squadra riuscì a tornare protagonista, terminando il campionato dietro l’imprendibile Novara e al sorprendente Varese. Ai playoff il primo avversario fu l’Arezzo, eliminato con una vittoria per 2-0 e una sconfitta di misura (2-1). Ancora una volta la finale (contro il Varese di Sannino) sembrava alla portata dei grigiorossi, tanto più che allo “Zini” arrivò una vittoria grazie alla rete di Tacchinardi. Come due anni prima, bastava un pareggio per abbandonare l’ex serie C, nel frattempo diventata Lega Pro. Ma ancora una volta l’epilogo fu amarissimo, anche se a dieci minuti dalla fine tutto sembrava deciso a favore dei grigiorossi. Al 35’ della ripresa, però, Buzzegoli sorprese Paoloni e a tempo scaduto, quando i supplementari sembravono inevitabili, l’arbitro Palazzino decise di concedere un dubbio rigore al Varese per un presunto fallo di Paoloni in uscita. Dopo le proteste dei grigiorossi, Buzzegoli fece centro dagli undici metri, gettando nella disperazione la Cremo, ancora una volta beffata a due passi dal traguardo. Stavolta, anche se la strada è lunga (si parte dai quarti di finale), i tifosi hanno tutto il diritto di incrociare le dita… GLI ALTRI SPAREGGI Non si trattava di playoff di serie C, ma la Cremonese in tempi non troppo lontani ha giocato ben tre spareggi per salire in serie B. La prima volta al termine della stagione 1982-83. Grigiorossi di Mondonico protagonisti per tutto il campionato, ma beffati all’ultima giornata a Varese (ancora una volta). Con il pareggio raggiunto in extremis, i grigiorossi giocarono lo spareggio a tre con Como e Catania. A Roma arrivarono due pareggi per 0-0 e in serie A ci andò il Catania, grazie all’1-0 al Como. Stesso copione nel 1986-87. La Cremo di Mazzia, in testa per tutta la stagione, ebbe un calo nel finale, ma con un pareggio contro il Pisa di Gigi Simoni all’ultima giornata, sarebbe comunque tornata in serie A. Invece, i toscani s'imposero per 2-1 e spedirono i grigiorossi ad un altro spareggio a tre con Lecce e Cesena. La sconfitta all’esordio con il Lecce (4-1) fu già fatale alla Cremo, che perse anche con il Cesena e vide sfumare di nuovo il sogno della serie A. Finalmente, nel 1989, arrivò la vendetta grigiorossa. Ultima giornata ad alta tensione: alla Cremo serviva la vittoria a Licata per festeggiare, ma a pochi minuti dalla fine i siciliani erano avanti 1-0. Una zampata di Lombardo servì per salvare almeno lo spareggio, stavolta a due (contro la Reggina di Nevio Scala) perché il regolamento era cambiato e la squadra peggiore nella classifica avulsa a tre squadre (il Cosenza) fu penalizzata. A Pescara si giocarono 120’ tiratissimi, ma con poche emozioni. Tutto si decise ai rigori e stavolta i grigiorossi ebbero la meglio (4-3 malgrado l’errore di Chiorri).



dalla redazione de Il Piccolo

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