Ipertensione, servono maggiori controlli

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Ormai tutti sanno cosa sia l'ipertensione e quali rischi porti. Il problema oggi è la costanza nella prevenzione, che spesso invece non è così scontata: oggi gli ipertesi ben controllati sono solo il 25%. Lo evidenzia Guido Garavelli, direttore dell'ambulatorio per l'ipertensione dell'unità operativa di medicina generale dell'Ospedale di Cremona, secondo cui la necessità oggi sarebbe di "portare questa percentuale al 40". Questo lo scopo dell'iniziativa promossa In occasione della Giornata Mondiale dell’Ipertensione, che si svolgerà sabato 17 maggio. Per l'occasione l’Azienda Ospedaliera organizza una giornata aperta ai cittadini che si svolgerà contemporaneamente a Cremona e Casalmaggiore. Due i momenti peculiari per i Presidi di Cremona (Ambulatorio per l’ipertensione e altri fattori di rischio cardiovascolare, unità operativa di medicina Generale – 6° piano) e Oglio Po (Ambulatorio n 1 e n 3 - unirò UO Cardiologia – 1° Piano) dove, dalle ore 9 alle 13, saranno offerte consulenze per la misurazione della pressione arteriosa e indicazioni rispetto al corretto uso delle apparecchiature di auto misurazione. «Lo scorso anno abbiamo fatto ben 247 prove - racconta Garavelli -. Normalmente gli apparecchi sono ben funzionanti. Il problema principale è imparare a misurare correttamente la propria pressione. La misurazione “fai da te” è di fondamentale importanza nella gestione dell’Ipertensione ma ciò avviene solo quando la misurazione è effettuata nel modo corretto e se l’apparecchiatura impiegata è tarata ad hoc». Garavelli batte il chiodo della prevenzione: «Un'ipertensione adeguatamente controllata consente quasi di azzerare il rischio di ictus e infarto. Ogni cittadino dovrebbe farsi controllare almeno una o due volte l'anno, con una frequenza che incremente con l'aumentare dell'età. Dopo i 60 anni il controllo andrebbe fatto una volta al mese.

Chi invece sa già di avere problemi di ipertensione dovrebbe fare l'automisurazione un paio di volte a settimana». Anche lo stile di vita conta molto: «Per chi soffre di ipertensione diventa essenziale il controllo del peso, così come il praticare attività fisica di tipo aerobico con regolarità: bicicletta, passeggiate, nuoto... 45 minuti a giorni alterni equivalgono a una pastiglia per la pressione. Il movimento infatti richiede più sangue e per questo l'organismo apre nuove arterie: ciò fa abbassare la pressione». La novità di quest’anno per la Giornata dell'ipertensione è in piazza: a Cremona, in piazza Roma, sarà allestita una postazione – dalle 9 alle 17 - per misurazione della pressione arteriosa e dosaggio della microalbuminuria. «Si tratta di un indicatore del rene ed è considetato un sensore integrato del rischio cardiovascolare - spiega il dottor Rosario Ariano, nefrologo dell'ambulatorio della diagnosi e terapia dell'ipertensione dell'Unità operativa di nefrologia dell'Ospedale di Cremona -. La presenza della microalbuminuria nelle urine costituisce un doppio campanello d'allarme. Essa è indice di un’iniziale nefropatia che poi porterà a insufficienza renale cronica; dall’altro lato indica il rischio di eventi cardiovascolari (infarto del miocardio, ictus, scompenso cardiaco, ecc). Per questo un semplice esame delle urine può rivelarsi fondamentale per la diagnosi precoce. «La ricerca di questa sostanza ha quindi grande utilità diagnostica, decisamente migliore rispetto ad altri esami. Non solo: tale esame consente anche di misurare in maniera immediata l'efficacia del trattamento sulla patologia. Ricordiamo anche che il dosaggio della microalbuminuria è anche indicato tra gli esami di primo livello da fare a tutti i soggetti ipertesi in fase diagnostica. Tuttavia, purtroppo, viene ancora richiesto in percentuale molto bassa dai medici, di base e specialistici (dal 23 al 36%)». L’iniziativa coinvolge in sinergia l’Ambulatorio per l'Ipertensione e altri fattori di rischio cardio-vascolare (UO Medicina Generale – Presidio Ospedaliero di Cremona Responsabile Guido Garavelli), l’Ambulatorio per la Diagnosi e Terapia dell’Ipertensione Arteriosa (UO Nefrologia - Presidio Ospedaliero di Cremona, responsabile Rosario Ariano) e l’Unità Operative di Cardiologia del Presidio Ospedaliero Oglio Po (Direttore Massimo Carini). Questo anche per testimoniare l’importanza dell’approccio multidisciplinare al paziente.


dalla redazione de Il Piccolo

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