Cremona city hub, riqualificazione necessaria

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Laura Secchi, direttore Ance: «Quella zona oggi è molto brutta, mentre dovrebbe essere una delle principali porte della città».
E' stato approvato nei giorni scorsi Programma Integrato di Intervento “Cremona City Hub” relativo all’Ambito di trasformazione ex Annonaria. La Giunta ha anche respinto tutte le osservazioni che erano state presentate. Una decisione che getta le basi per avviare finalmente, previa stipulazione delle convenzioni urbanistiche con chi si occuperà di effettuare i lavori. Ma quali sono le peculiarità del progetto, che da più parti è stato criticato? Può davvero essere un volano per valorizzare il territorio? Ne abbiamo parlato con Laura Secchi, direttore dell'Ance Cremona. «Sono convinta che tutto ciò che può creare nuovi posti di lavoro, offrendo una prospettiva di sviluppo urbanistico a una zona della città dove sinora non vi è mai stata una vera progettualità -. Oggi quella zona appare molto brutta e trascurata, mentre dovrebbe essere una delle principali porte della città, per coloro che arrivano dal parmense e dal mantovano. A fronte di questo, è naturale che sia necessario un progetto ambizioso, che punti a una riqualificazione di un certo livello». Nell'ambito del progetto, importante è anche la realizzazione del Polo tecnologico, che sarà il primo degli interventi ad essere realizzato: un edificio di 8mila metri quadrati, in cui si riuniranno tutte le aziende appartenenti al Consorzio Crit (Cremona information tecnology), che comprende nove aziende private, oltre al Politecnico di Milano e Aemcom, con il patrocinio del Comune. «La costituzione del Consorzio è stata una fortuna - evidenzia l'architetto Secchi -, in quanto la realizzazione del Polo potrebbe costituire un volàno per la riqualificazione della zona». Tra le diverse critiche pervenute al progetto vi è anche la scarsità di aree verdi. Una puntualizzazione che però non trova d'accordo l'Ance, secondo cui "Cremona è già di per sè una città verde, con diverse aree sia pubbliche che private, non è certo necessario andare ad individuare altre aree specifiche. Senza contare che sotto questo punto di vista, se si arriva all'esecuzione del progetto, ci può comunque essere la possibilità di un integrazione del verde urbano, qualora si rivelasse necessario, magari anche attraverso delle pareti attrezzate sulle facciate degli edifici, come già è stato fatto in molte città». Crea invece qualche perplessità anche ad Ance l'ipotesi di riorganizzazione degli spazi attorno allo stadio Zini sull'esempio degli stadi inglesi, con attività commerciali e strutture sportive. «Un'idea che già ci aveva lasciato dubbiosi quando si erano fatti i primi incontri in merito al progetto - spiega Laura Secchi -. Vediamo invece molto positivamente la realizzazione di alloggi per gli studenti universitari: abbiamo diverse università prestigiose a Cremona, come musicologia o il Politecnico, ma se non ci impegniamo per offrire dei servizi corriamo il rischio di vederle sparire».


dalla redazione de Il Piccolo

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