Cremo, vietato sbagliare allo “Zini”

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Nella sfida di andata della semifinale contro il Südtirol è determinante ottenere un risultato positivo.
Smaltita la tachicardia quasi da finale mondiale, tutti pronti a tifare grigiorosso con in tasca il santino di “Bremec San”. Nomignolo d’obbligo per il portieresurfista, che ricorda quasi un samurai con quella pettinatura e assoluto protagonista della sfida spareggio contro l’AlbinoLeffe. La parata più importante è stata quella che ha anticipato i calci di rigore, seguita poi dai tuffi miracolosi che hanno sancito il soffertissimo superamento del turno. Ora lo scoglio Südtirol. Uno scoglio che ai tempi di Roselli fu salutare per lanciarsi verso la promozione, ma ora è tutta un’altra storia. La gara con l’AlbinoLeffe, in verità, ha sottolineato bruschi difetti di questa squadra. L’uscita di scena di bomber Brighenti, l’unico in grado di tenere su la palla anche nei momenti finali per far respirare i compagni, non ha convinto. In quel frangente, forse, mister Dionigi si è sentito troppo sicuro di poter vincere nei tempi regolamentari, finendo per privarsi di uno dei suoi rigoristi anche nel momento del bisogno. Troppa sicurezza nei playoff di Lega Pro non ci vuole. Primo aspetto. In secondo luogo servirà attenzione e freddezza soprattutto sui calci piazzati, da cui spesso scaturiscono gli episodi clou di queste gare poco spettacolari e molto tese. In casa grigiorossa ci si attende la conferma dell’undici titolare di domenica scorsa con la sola unica possibile variante rappresentata da Loviso, rientrante dopo la squalifica, che potrebbe scalzare uno tra Armellino o Bruccini. Difficile in questo momento, rinunciare alle giocate di Simone Palermo, anche nonostante la tenuta fisica deficitaria a causa dei tanti infortuni. Sul fronte altoatesino, c’è da attendersi una squadra in grande forma: la formazione biancorossa negli ultimi mesi ha fatto sfracelli ottenendo ben 36 punti nelle ultime 17 partite del campionato. Addirittura nelle ultime 7 giornate ha vinto ben 6 volte. Decisivo sicuramente l’arrivo in panchina dell’ex gialloblu Claudio Rastelli ad ottobre in luogo dell’esonerato Lorenzo D’Anna.

I TIFOSI - Grandi speranze tra le file del tifo organizzato, mentre molti cittadini sono scoraggiati e non ci credono più
La vittoria della Cremonese di domenica scorsa, arrivata in extremis ai calci di rigore, non ha convinto del tutto i tifosi, che ancora sono cauti nel dimostrare entusiasmo. Una grandissima voglia di crederci è chi ancora va allo stadio ogni domenica, chi non ha abbandonato la curva in questi anni, chi sta vedendo una Cremo un po’ diversa. Lo conferma Massimo Fortuna, uno degli storici capi ultras della curva grigiorossa. «Per chi va in curva l’umore è buono - sottolinea -. In questi anni ne abbiamo viste di cotte e di crude, dal Calcioscommesse all’inaspettata sconfitta con il Cittadella. Siamo in debito con la sorte, questo è certo. Anche questo campionato non lo abbiamo vissuto da protagonisti, nonostante i tanti cambiamenti all’interno della squadra e l’ottimo lavoro di Simoni, verso il quale abbiamo sempre piena fiducia». Ora però qualcosa è cambiato... «Domenica scorsa, nella partita contro l’AlbinoLeffe, abbiamo visto che la squadra c’era. La partita si è chiusa nel migliore dei modi, se calcoliamo che solitamente la Cremo ai rigori ha sempre perso...». Tira forse un’aria nuova per la squadra di Dionigi? Fortuna sembra esserne convinto: «Il problema più grosso della Cremo era che in questi ultimi anni è completamente mancata un’unione tra giocatori, tifosi e dirigenza. Ora sembra che le cose stiano cambiando e credo che la vittoria ai rigori di domenica scorsa possa portare davvero un’aria nuova. In campo ho visto i giocatori più cattivi, più convinti». Il leader degli ultras fa allora un appello alla tifoseria che, secondo lui, ha una grossa responsabilità nei confronti della squadra: «In questi anni la curva si è svuotata e coloro che criticano adesso, sono proprio quelli che hanno pensato bene di andarsene. Ora un gruppo di giovani, con l’aiuto di qualche “vecchio”, sta cercando di ricostruirla, con buoni risultati. Siamo la tifoseria che in questi playoff può davvero fare la differenza, perché rispetto alle altre proprio non c’è paragone. Possiamo davvero essere la carta vincente per la squadra. Però dobbiamo crederci fino in fondo. Chiedo allora a tutti di venire allo stadio domenica. Di mettere da parte le vicende del passato ed eventuali rancori.

E’ ora di tornare a tifare come facevamo un tempo. La nostra curva si merita la serie B ed è ora di andarcela a prendere». In effetti chi invece si lamenta sono coloro che non vanno allo stadio, o non ci vanno più. Quei cittadini che dalla Cremo non si aspettano più nulla. «Il problema della Cremo è che arriva ogni anno a un passo dal fare il salto di qualità, poi si ferma. E’ sempre così, perché mai stavolta dovrebbe essere diverso? », si chiede Ettore, 29 anni. «Seguo la squadra e l’ho sempre seguita, anche se non vado allo stadio, ma negli ultimi anni è stata una delusione dietro l’altra - aggiunge Claudio, 45 anni -. Ormai non ci credo più. Ci siamo illusi per troppe volte». Insomma, per molti è difficile anche solo nutrire una piccola speranza: troppi sono stati gli episodi che in questi anni si sono rivelati sfavorevoli alla squadra. «Sono anni che ci tentiamo e ogni volta ne usciamo sconfitti - si lamenta Simone, 35 anni -. Credo sia ora di smettere di sognare e di guardare in faccia la realtà: non siamo una squadra da serie B. Il nostro posto è qui in Lega Pro. Non vedo alcuna speranza di passare, neppure stavolta». Le recenti vicende giudiziarie del Calcioscommesse hanno contribuito non poco a creare questo clima di scoraggiamento. «Quando vieni a sapere che ci sono giocatori che si vendono le partite, smetti di credere nel calcio come in uno sport buono - dice Maria, 40enne -. Ho sempre seguito la Cremo, insieme a mio marito. Un tempo andavamo allo stadio, ora la guardiamo i tv. Ma non possiamo nasconderci dietro a un dito: sono anni che riceviamo soltanto delusioni. Non credo che stavolta sarà diverso». «Neppure sapevo che la Cremo stesse giocando i playoff - afferma Paolo -. Non la seguo da tempo... Sono passati i tempi della gloriosa serie A, ormai è una squadra che tira a campare». Qualcuno, comunque, anche tra i cittadini ancora ci crede. Come Stefano, che sta pensando di tornare allo stadio dopo anni di assenza: «Mi è tornata la voglia di vedere la squadra in campo senza la mediazione di uno schermo. Di tornare a vivere le emozioni del tifo». Anche Anna non va allo “Zini” da tempo, ma per l’incontro con il Südtirol potrebbe anche fare un’eccezione: «L’ultima partita mi ha ridato un po’ di speranza. Avevo smesso da alcuni anni di seguire le partite dal vivo, un po’ a causa del disgusto per la vicenda del Calcioscommesse, un po’ perché mi mancavano le motivazioni. Tuttavia forse domenica prossima...».


dalla redazione de Il Piccolo

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