Rifiuti, abbandonati a cielo aperto

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Una quindicina le contravvenzioni. Barborini: «Spesso riusciamo a risalire ai responsabili. La multa è di 100 euro».
L'abbandono indiscriminato dei rifiuti è tra i problemi ambientali più gravi del territorio: con l'avvio della raccolta differenziata porta a porta, la necessità di un'educazione ambientale nei confronti della cittadinanza si rivela necessaria. Ci sono stati infatti molti episodi di abbandono dei rifiuti, da parte di chi forse non aveva ben capito i meccanismi del nuovo sistema di raccolta o che comunque non ha la pazienza di impegnarsi nel fare una differenziata corretta. «Abbiamo fatto una quindicina di verbali da che è partita la differenziata spinta, e scoperto circa 25 abbandoni - spiega Mauro Barborini, responsabile dell'ufficio politiche ambientali del Comune di Cremona -. Quando troviamo dei rifiuti abbandonati cerchiamo di risalire al trasgressore: capita spesso, infatti, che tra la spazzatura vi siano tracce abbastanza evidenti, come targhette, ricevute e altro. Molti degli abbandoni vengono fatti dove prima c'erano le piazzole di raccolta: ci sono persone che ancora non hanno capito come funziona e lasciano i rifiuti dove prima c'erano i bidoni della differenziata». La multa per i trasgressori è pari a cento euro.
Altro problema su cui è puntata l'attenzione dell'assessorato all'Ambiente e quindi anche quella delle Gev (Guardie ecologiche volontarie) è il presidio dei parchi: «Siamo spesso presenti a vigilare affinché gli spazi verdi restino dei posti vivibili e fruibili alla cittadinanza. Una delle problematiche più frequenti è quella delle deiezioni dei cani: purtroppo sono molte le persone che non rispettano le regole e che lasciano sporco. Sono una quindicina i verbali che abbiamo fatto nel 2013 e già 8 dall'inizio del 2014. La presenza delle Gev è mirata a presidiare il rispetto delle regole, ma anche a incrementare la sicurezza dei parchi cittadini ». C'è poi l'emergenza bracconaggio: molte sono le segnalazioni che pervengono alla Polizia provinciale e alle Gev per la sparizione di anatre e germani. E' di poche settimane fa l'intervento fatto in via Massarotti dalle Gev e dalla Polizia Municipale per lo smantellamento di una postazione abusiva per la cattura delle anatre. «Si ipotizza che queste catture siano fatte a scopo prettamente alimentare - evidenzia Barborini -. Le Gev presidiano il territorio, soprattutto lungo il Morbasco o lungo la strada che va a Gerre Caprioli, dove vi è una forte concentrazione di anatre». Le segnalazioni che arrivano da parte della cittadinanza sono davvero moltissime, così come davvero molte sono le sparizioni: capita che si dimezzino o addirittura che spariscano nel nulla intere nidiate. Il lavoro è tanto, ma i volontari sono solo 16: «Auspico che prossimamente l'amministrazione comunale organizzi nuovi corsi per reclutare altri volontari - dichiara Barborini -.

Presidiare un territorio vasto come il nostro non è un'impresa semplice, servirebbero nuove forze». Contro i comportamenti non corretti da parte della cittadinanza, al di là degli interventi sanzionatori, risulta particolarmente importante il lavoro di prevenzione: «Sull'abbandono dei rifiuti, prima di sanzionare, andiamo a parlare con i responsabili, spiegando loro come funziona una differenziata corretta e come devono muoversi - spiega Barborini -. Ma l'educazione ambientale primaria parte direttamente dalle scuole, con cui spesso lavoriamo, portando gli studenti, da quelli della scuola materna a quelli delle superiori, nei parchi cittadini. E' lì, direttamente sul campo, che imparano a rispettare l'ambiente. Abbiamo lavorato con la scuola Sant'Ambrogio, con la Trento Trieste, con la Campi e con il Beltrami ». Le attività educative si svolgono soprattutto nei parchi del Po e del Morbasco, dove l'impegno «deve essere massimo per garantire il rispetto dell'ambiente - spiega Barborini -. Abbiamo diversi progetti in corso: a partire dalla predisposizione di alcuni spazi di soste nel parco Morbasco, come panchine, tavoli, ecc. Inoltre a marzo abbiamo realizzato un progetto (finanziato da Fondazione Cariplo), che verrà messo in opera a settembre, per mettere a dimora alcune essenze arboree che sono sparite, negli spazi boschivi e forestali lungo il Po». Tra le iniziative più importanti si ricorda poi il Progetto Vento, che consiste nella realizzazione di una pista ciclabile da Torino al Delta del Po, che vede Cremona come capofila. «Bisogna studiare i percorsi ciclabili e creare un sistema che consenta di raggiungere tutto il parco lungo il Po, valorizzando anche l'aspetto musicale di Cremona» spiega Barborini. Infine le Gev stanno realizzando un progetto, recentemente approvato dalla Sovrintendenza di Brescia, per l’impianto di una ventina di nidi a Palazzo comunale dedicati al rondone pallido. «Sono nidi realizzati in modo da non consentire l'ingresso ai piccioni: se i nidi sono troppo grandi, infatti, si riempiono di piccioni, e il rondone non vi entra. In questi anni erano spariti, ora vogliamo farli tornare a Palazzo comunale».


dalla redazione de Il Piccolo

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