Vacanze, prenotazioni online: occhio all’inganno

+ 22
+ 16


La storia di una giovane coppia: «Ci siamo trovati un un albergo completamente diverso da come appariva su internet».
Prenotare un viaggio su internet oggi è un’abitudine abbastanza diffusa. Purtroppo, però, c’è anche la possibilità di incappare in qualche “fregatura”, come è successo a Monica e Mauro, giovane coppia abituata a prenotare le proprie vacanze on line. «Per un giovane è quasi d'obbligo usare la rete: più comodo, più veloce, più immediato - racconta Mauro -. Lo facciamo da tempo. Tuttavia purtroppo abbiamo scoperto che non è tutto oro quello che luccica. Utilizzando un sito dedicato alle prenotazioni di alberghi online, avevamo trovato una bellissima offerta per una settimana bianca in Trentino, lo scorso inverno. Le foto mostravano un albergo sobrio ma elegante, con delle camere davvero graziose con vista sulle montagne. Anche i commenti sembravano positivi. La realtà è stata ben diversa: innanzitutto, la facciata dell'hotel era brutta e scrostata, mentre nelle foto appariva decisamente più in ordine. Non parliamo poi delle stanze: ci hanno messi in una stanza in un piano interrato, con una finestra striminzita vista cortile. Sul sito parlavano anche della presenza di una sauna, che si è rivelata in realtà una stanza con un po' di vapore, che era aperta solo dalle 17 alle 19. Dopo essere tornati dalle vacanze abbiamo mandato una segnalazione all'associazione dei consumatori, perché non è giusto che le persone vengano ingannate in questo modo». Casi come questi sono all'ordine del giorno, come conferma Luca Curatti, presidente di Assoutenti Cremona. «Le fascia medio/giovane preferisce prenotare le vacanze online. Per molti è una consuetudine ». Tuttavia purtroppo spesso accade che la realtà non sia come la dipingono su internet. «Molte le segnalazioni che ci arrivano in merito a situazioni particolarmente difficili - continua Curatti. Molti si lamentano di pubblicità ingannevoli di ristoranti consigliati sul web, con prezzi che non corrispondono a quelli segnalati. Non parliamo poi di chi si ritrova a prenotare un hotel dove ti parlano di stanze vista mare e si trovano poi in un tugurio vista cassonetto dei rifiuti». Attenzione anche alle descrizioni: «Capita di trovare recensioni con scritto "a due passi dal centro" e invece l'albergo è attaccato all'aeroporto».

Del resto è emblematico il recente intervento dell'Antitrust, che nei giorni scorsi ha deciso di volerci vedere chiaro nelle offerte proposte da siti internet come Booking, Expedia e Tripadvisor, tanto che ha deciso di avviare un'istruttoria per verificare le proposte di questi tre siti internet, proprio in seguito a segnalazioni pervenute da parte dei consumatori. In particolare, per i siti di prenotazione di viaggi online come Booking ed Expedia si valuterà se c'è un vincolo contrattuale che pone dei limiti alla concorrenza sul libero mercato, mentre per Tripadvisor si verificherà l'autenticità delle varie recensioni. "L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di avviare un procedimento per pratica commerciale scorretta nei confronti di Tripadvisor per verificare se la società adotti misure idonee a prevenire e limitare il rischio di pubblicazione di false recensioni, sia sotto il profilo informativo che relativamente alle procedure di registrazione - si legge nella nota dell'Antitrust -. La decisione è stata adottata alla luce delle numerose segnalazioni pervenute da parte di consumatori, di proprietari di strutture turistiche (alberghi, ristoranti e altri luoghi di ritrovo) e dell'Associazione Unione Nazionale Consumatori". «In sostanza, scopo dell'antitrust sarà quello di verificare se il contratto che questi siti stipulano con le strutture alberghiere sia contrario alle regole della libera concorrenza - spiega Curatti -. Infatti spesso tali contratti vincolano gli alberghi con delle clausole particolari, dette "parity rate", che gli impediscono di praticare nella propria struttura prezzi inferiori a quelli pubblicizzati da tali agenzie online. Questa pratica limita la concorrenza e soprattutto danneggia sia albergatore che consumatore. Si tratta di ricatti che in Italia sono frequenti perchè le piccole strutture non hanno le risorse per investire sulla comunicazione in rete, e queste sono le uniche occasioni che hanno di avere una finestra sul mondo. In altri Paesi queste cose non accadono perché tecnologicamente sono molto più avanti». Anche il consumatore si deve tutelare: vi sono alcune cose a cui bisogna prestare attenzione.

«Ad esempio, quando si fanno le ricerche su google, non ci si dovrebbe fermare solo ai tradizionali siti come Booking ed Expedia, senza verificare se non vi sia di meglio in giro. In secondo luogo, attenzione alla scarsa trasparenza, soprattutto in merito a meccanismi di assicurazione dei pacchetti vacanze che sono poco chiari. E' capitato frequentemente che l'antitrust dovesse intervenire perchè talvolta l'assicurazione veniva conteggiata in automatico, senza che il cliente la richiedesse. O ancora, può capitare che si faccia una prenotazione e che si scopra solo alla fine che il prezzo definitivo è differente da quello pubblicizzato in home page. Spesso, poi, se ci si accorge che le cose non vanno, non è facile recedere dal pagamento effettuato con la carta di credito». Attenzione, allora, fin da quando si prenota. «Dire no a internet significherebbe dire no al futuro. Tuttavia esso deve essere uno strumento a vantaggio del consumatore, il quale deve imparare ad approcciarvisi nel giusto modo. Inoltre conviene tenere sempre una copia stampata della documentazione relativa alla prenotazione e segnalare per iscritto tramite raccomandata, all'agenzia e all'albergo, qualsiasi tipo di doglianza. Da qui poi la questione può passare in mano all'Antitrust, all'avvocato o addirittura alla Procura, se il problema è una vera e propria truffa».

dalla redazione de Il Piccolo

Segnala questo articolo su