Casalmaggiore - La rivolta delle frazioni

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I motivi della vittoria di Bongiovanni: dal Listone ai toni morbidi fino a Rive Gauche.
Grazie ad una grande ed inattesa rimonta dunque Filippo Bongiovanni è il nuovo sindaco di Casalmaggiore. Il vice presidente della Provincia uscente è già alle prese con i primi nodi, come leggiamo nel box a fianco, intanto è interessante fare un’analisi di quanto avvenuto al ballottaggio, cui il sindaco Claudio Silla si affacciava da netto favorito. Una settimana fa scrivevamo che la scelta del futuro sindaco era nelle mani del Listone, ed è quel che è avvenuto: il gruppo ha scelto Bongiovanni. Silla, col 37%, partiva da un vantaggio di un 13,5%, ancora superiore a quello a Cremona su Perri di Galimberti, che però aveva oltre il 45%. A Casalmaggiore quasi il 40% dei votanti aveva scelto liste rimaste escluse dal ballottaggio, quindi la lotta era molto più aperta. Il quasi 2% di Storti e il 10% di Ferroni, con precise indicazioni di voto, sono andati quasi interamente a Bongiovanni, cui mancava però qualcosa per il sorpasso. Il poco meno del 20% dei casalesi che al primo turno avevano optato per Rossi ha virato in buona parte su Bongiovanni, il che ha scatenato l’ira della sinistra che sentiva “suo” in buona parte quell’elettorato. Nonostante il Listone non possa avvalersi di un apparato partitico, è stato incisivo nell’indirizzare i propri elettori. Il problema, percentuali a parte, è che Silla è cresciuto dal 1° al 2° turno di soli 210 voti, Bongiovanni di ben 1276. Anche ammesso (e non concesso) che gran parte del M5S non sia tornato alle urne, chiaro che la capacità attrattiva dell’amministrazione uscente è stata minima. Dove ha sbagliato Silla? Ha dato l’impressione di considerare certa la vittoria, e non ha gestito al meglio il rapporto col Listone, né prima né dopo la tornata. Dove ha indovinato Bongiovanni? Qui la risposta è molteplice e va analizzata più a fondo. La prima risposta è: le frazioni.

Certo, ha fatto suoi tutti i seggi nelle frazioni, a parte quelli di Vicobellignano che è ormai da considerare collegata alla città e quello di Cappella (nonostante la grande rimonta), mentre in città ha prevalso solo nel seggio del Romani. Mai forse si è visto un elettorato così spaccato tra centro e periferia (che, va detto, raccoglie quasi la metà della popolazione complessiva). Un dato che dovrebbe far riflettere la precedente maggioranza sulle scelte amministrative. Un altro aspetto è la crescita nel corso della campagna elettorale. Bongiovanni aveva esordito male, con la partecipazione al dibattito a sei presso la sede Avis nel quale era parso impacciato e in certi frangenti addirittura presuntuoso. Poi ha innestato la marcia giusta e ha messo in fila una serie di scelte azzeccate. Quali? Intanto ha scelto di giocarsi tutto senza accettare apparentamenti che non gli avrebbero consentito di governare. Scelta coraggiosa, che ha pagato, non avendogli impedito di vincere. Ha di fatto promesso a Matteo Rossi un assessorato, lusingando il Listone che poi ha comunque deciso di non accettare incarichi in giunta. Quindi ha puntato sulla sicurezza ma senza impaurire, senza assumere toni a volte tipici dei leghisti quale lui è per appartenenza. L’aver abbassato via via la tensione del dibattito gli ha giovato, anche perché ha capito che la partita si giocava sull’elettorato moderato e si è mosso di conseguenza. L’ultimo punto, probabilmente decisivo, è stato il sottolineare la presenza pesante di Rive Gauche nella futura maggioranza in caso di vittoria di Silla: 3 consiglieri dei 10 in maggioranza. Silla nell’ultimo dibattito ha risposto giustamente che nei 5 anni trascorsi, il suo gruppo aveva sempre saputo assumere posizioni unitarie, pur dopo un confronto interno. Bongiovanni ha risposto che il problema stava a monte, nell’influenza sulle decisioni da prendere da parte di un gruppo di persone che avevano il potere (lasciando la maggioranza a 7 consiglieri su 16) di far saltare il banco. Ed il banco è saltato su tutto il gruppo, lasciando pure macerie e polemiche pesanti.


dalla redazione de Il Piccolo

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