Crema - La tangenzialina dei sogni

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Ancora niente di concreto per la tangenziale tanto attesa dagli imprenditori della zona industriale. L’assessore Piloni non va oltre l’impegno di prenderla in considerazione.
Ci tiene a mettere i puntini sulle ‘i’ l’assessore all’Urbanistica, Matteo Piloni: è vero che si sta studiando la soluzione di una piccola tangenziale che, partendo dalla Melotta e bypassando Campagnola, arrivi all’altezza del quartiere cremasco di Santo Stefano, per poi servire la zona industriale della ex Olivetti e, proseguendo, quella di Cremosano ma, ancora una volta, siamo in una fase di semplice scambio di informazioni con gli imprenditori dell’area. Imprenditori già esasperati per le difficoltà che i camion, impediti dai divieti di transito dei Comuni limitrofi, si trovano ad affrontare per raggiungere le loro aziende. Nessun incontro operativo si è ancora tenuto, infatti, con i sindaci di questi Comuni - Campagnola, Pianengo e Cremosano –, a loro volta interessati dall’eventuale infrastruttura, anche se lo stesso assessore chiarisce che questo faccia a faccia lo ha chiesto di persona e si terrà prossimamente. Ma, ripetiamo, nemmeno questa volta ancora nulla di concreto. «Tre settimane fa, ho incontrato i dirigenti della Libera Artigiani» ci riferisce Piloni, «che mi hanno spiegato l’ipotesi di questa tangenziale. In un primo momento, pensavamo di poter approfittare della possibilità offerta dal decreto ‘Sblocca Italia’ del Governo ma ci siamo presto accorti che questa strada era impraticabile, in quanto è a beneficio esclusivo di opere già cantierabili o già finanziate e, ovviamente, non è il caso della strada in questione. Per cui, in questa direzione, abbiamo preferito puntare sul completamento del raddoppio della Paullese. L’unica alternativa a cui pensiamo è quella di inserire questo percorso nel più ampio progetto di intervento, che io e l’assessore Fabio Bergamaschi stiamo studiando per l’area nord-est della città, avvalendoci di fondi europei». Non avete più avuto notizie dall’amministrazione provinciale che, per prima, un anno fa, prese l’impegno di verificare la possibilità di quest’opera? «Personalmente, da parte della Provincia, non ho avuto alcuna notizia in merito. A noi, come Comune, non rimane che verificare la fattibilità del progetto su cui, a detta degli imprenditori che ce l’hanno proposto, non ci sarebbero dubbi.

Da parte mia, ritengo che la soluzione sia valida, anche perché andrebbe a risolvere il pasticcio causato dal sottopasso di via Indipendenza, voluto dalla precedente amministrazione di centrodestra e su cui certi imprenditori dovrebbero fare un po’ di autocritica». Addirittura? «Beh sì, perché, se anche i loro rappresentanti avessero insistito per un prolungamento della Gronda Nord, invece del sottopasso, oggi le aziende della zona industriale non sarebbero in queste condizioni. Ciò detto, una risposta la dobbiamo dare e non solo questa, visto che il tema legato alla zona industriale è più ampio e tocca anche la questione dell’infrastruttura digitale, della riqualificazione della Melotta e dell’accesso alla BreBeMi». È vera l’idea di coinvolgere i privati, in cambio di un pedaggio per il transito con cui rimborsare il loro investimento? «Sì, è una delle idee sul tavolo ma anche questa va approfondita». Insomma, da parte dell’amministrazione comunale, è tutta un’ipotesi ancora da soppesare. Siamo ben lontani, dunque, dal mettere la parola fine a una situazione che gli imprenditori interessati definiscono assurda e che contribuisce non poco alle loro difficoltà quotidiane, già acuite dalla crisi. «Ad oggi, non c’è nulla di concreto» ribadisce Piloni, «se non la ferma intenzione di prendere in considerazione la proposta».


dalla redazione de Il Piccolo

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