Per questa estate le vacanze restano un lusso

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Anche a Cremona meno partenze e si scelgono soggiorni brevi. La maggioranza dei vacanzieri rimane in Italia.
Per il 53% degli italiani le vacanze dell'estate del 2014 saranno brevi, con spostamenti entro i 100 km di distanza dal luogo dove si vive. Dall’insieme delle stime effettuate dall’Università Bocconi di Milano, Anas, Tripadvisor e Col diretti, emerge che i viaggi e i periodi di relax fuori città sono la seconda voce di spesa che gli italiani hanno ridimensionato, di fronte alla crisi: una tendenza già iniziata nel 2011, ma per la quale l’estate 2014 ha fatto registrare un’ulteriore crescita, con conseguente forte preoccupazione degli operatori del settore turisticoalberghiero. La Coldiretti pone anche l’accento sulle pessime condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato questa prima parte di estate: in particolare al Nord Italia, dove le temperature e le continue precipitazioni hanno trasformato il mese di luglio in un anticipo d'autunno; ma anche in molte località balneari e turistiche, dove, sempre secondo le stime della Federazione, hanno messo a rischio mezzo milione di posti di lavoro. Per i bocconiani, invece, la gran parte degli italiani non viaggia soprattutto per rispondere alle difficoltà della crisi economica: è quanto indicato nel rapporto La spending review dei consumatori italiani, curato da Enrico Valdani per il Cermes (Centro di ricerche su marketing e servizi dell'Università Bocconi), che ha stimato, tra il 2011 e il 2013, la complessiva riduzione dei consumi per ben 5 miliardi e 320 milioni di euro. Insomma, anche nel 2014 non si invertirà la tendenza che ha visto passare gli italiani dall’abitudine alla villeggiatura ai soggiorni “mordi e fuggi” (un’indagine della Federconsumatori ha rivelato che, negli ultimi cinquant’anni, le vacanze degli italiani si sono progressivamente ristrette, con un picco massimo negli ultimi 5 anni). Le tradizionali chiusure in agosto di uffici, fabbriche e negozi ed i relativi esodi “biblici” sono dunque un ricordo dei decenni passati. Ad agosto le città sono ancora affollate e il mare o la montagna divengono la meta di turisti frettolosi, che sostano per qualche giorno, magari a più riprese, in campeggi, agriturismo o bed & breakfast, o di famiglie che investono il budget a disposizione per non più di dieci giorni (invece delle classiche due settimane dei decenni scorsi). Anche a Cremona la situazione sembra seguire il trend nazionale. C’è chi non rinuncia alle “ferie lunghe”, magari anche all’estero, ma la maggior parte dei cremonesi sceglie di ridimensionare le vacanze (o, nel peggiore dei casi, di non farle proprio), scegliendo destinazioni più vicine, riducendo i costi e restando tra i confini nazionali.

Qualcuno non rinuncia all’avventura esotica, come Rocco, che a metà agosto partirà con gli amici verso le vette peruviane di Macchu Picchu; o come Paolo e Francesca, con i bagagli già pronti per «i paradisi dello Sri Lanka, anche se ci rendiamo conto che forse sarà l’ultima volta e già la tendenza generale è cambiata». E’ cambiata per Luca, Amedea e i loro due figlioletti: «anni fa stavamo via almeno tre settimane, ora non più: quest’estate andremo in Trentino cinque giorni, e solo perché abbiamo la fortuna di avere amici premurosi che ci hanno invitato». E chi, come Andrea e Mara, non può contare sugli inviti di parenti o conoscenti, si arrangia con strutture lowcost: «hotel neppure a parlarne – commentano – preferiamo i bed & breakfast o gli agriturismo, dove spendi meno, c’è meno ressa e il cibo è più genuino». Opinione condivisa da numerose altre coppie o famiglie. Già, perché secondo un sondaggio condotto da Tripadvisor, sembra che, a fronte di un calo delle cosiddette “vacanze di gruppo”, gli italiani partono “a coppie” o “in famiglia”: con il partner o con moglie e figli. E, in molti casi, proprio i figli sono protagonisti nell'organizzazione. Tra i cremonesi che viaggiano con prole al seguito, sembra infatti che in più di 3 casi su 5 (62%) i figli vengano coinvolti nella pianificazione della vacanza. Così per Roberto e Teresa: «i figli a volte – commentano sorridendo - si dimostrano più sobri dei genitori, sia nella scelta della destinazione che nell’organizzazione ».

E fanno loro eco Paola e Simone: «noi fortunatamente non abbiamo problemi e volevamo scegliere le isole greche. Poi nostra figlia effettivamente ci ha fatto notare che le nostre isole e coste non hanno nulla da invidiare al mare ellenico. Uno degli aspetti “positivi” della crisi è stato quello di farci riscoprire le meraviglie di casa nostra, dal punto di vista ambientale ed archeologico ». «Ci sono stranieri – concludono Francesco ed Elisa - che pagherebbero chissà cosa per smontare e portarsi nel loro paese paradisi come Capo Vaticano o lo stretto di Messina, città d’arte come Firenze, Roma o Venezia, e veri e propri gioielli come la grotta di Byron a Capri o Portofino. Noi italiani siamo cittadini di un immenso paradiso e un immenso museo: e allora godiamoceli fino in fondo (oltre, magari, a farli fruttare come si dovrebbe)».

dalla redazione de Il Piccolo

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