«In Trenord manca l’organizzazione»

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L’attacco di Agostino Alloni, consigliere regionale del Pd: «E’ necessario che venga indetto un bando di gare europeo per garantire nuovi treni».
Se i continui disservizi lungo le tratte ferroviarie in transito da Cremona (Mi-Cr-Mn, Cr-Bs, Cr- Treviglio-Mi, ecc) sono ormai cosa nota, meno note sono le cause della situazione: treni troppo vecchi che si guastano continuamente, materiale rotabile scadente, linee in pessimo stato, ma soprattutto una mancata organizzazione interna a Trenord. «E' necessario che venga indetto un bando di gara europeo, che preveda la gestione delle tratte ferroviarie ora in capo a Trenord per 22 anni, in cambio dell'acquisto di 200 nuovi treni (ossia il 60% del materiale rotabile complessivo) da inserire in tutte le tratte lombarde, in sostituzione di quelli vecchi e obsoleti - dichiara Agostino Alloni, consigliere regionale del Pd -. Questi si andrebbero ad aggiungere ai 62 nuovi treni già annunciati dalla Giunta e ai 70 già adeguati, per un investimento di 1 miliardo e 600 milioni di euro da recuperare con un piano di ammortamento in 22 anni. Dal 1 gennaio 2016 sarebbe quindi possibile prevedere il rinnovo di 330 treni. Con i soli 62 treni promessi dalla Regione non si risolve il problema. Purtroppo in Trenord manca totalmente un piano industriale ».

Il problema è proprio di tipo organizzativo: «In Trenord manca l'organizzazione interna» evidenzia ancora Alloni, che a novembre si recherà, insieme all'assessore comunale Alessia Manfredini, presso l'officina di Cremona, per un sopralluogo. Nell'officina di Cremona transitano, per la manutenzione, 190 treni, di cui una settantina sono diesel. E' necessario un rinnovo sostanziale del parco mezzi, che conta pezzi decisamente obsoleti e spesso guasti. Anche Dario Balotta, responsabile trasporti per Legambiente Lombardia, nei giorni scorsi ha attaccato Trenord per l'invio di 12 convogli diesel all'officina di Cremona, che «andranno a sostituire il materiale rotabile diesel attualmente in circolazione sulle linee Brescia-Cremona, Brescia-Parma e Cremona-Treviglio, di un modello antecedente più vecchio di circa dieci anni» ha specificato Trenord. «Si tratta di treni che hanno 40 anni, per sostituirne altri che ne hanno 50 - dichiara Balotta -: se pensano che sia questa la soluzione ai disservizi delle nostre tratte, non sanno di cosa stanno parlando. Il problema è proprio questo: in Trenord, da quando c'è stato il "matrimonio" con Rfi, nel 2012, la situazione è colata a picco. Non esiste un'organizzazione, un management aziendale, nè tantomeno un piano industriale. Il servizio ferroviario andrebbe messo a gara come avviene nel resto d’Europa». Intanto, secondo il programma di Trenord, verranno spostati a Milano i quattro treni elettrici Ale 662 degli anni 80’ per far fronte alle esigenze imminenti dell’expo. “Se è questa l’attenzione chiesta a Trenord dall’assessore Cavalli, no grazie - continua Balotta -. Senza contare che tenere dei treni diesel, che fanno al massimo i 110 km orari, non consente di garantire la puntualità dei convogli, in quanto in caso di ritardi è ben difficile riuscire a recuperare il tempo perso, cosa che invece sarebbe più semplice con i treni elettrici, che fanno i 150 km/h». La situazione di disagio dei pendolari sembra quindi destinata a restare immutata o addirittura a peggiorare, se non si interviene al più presto.

«Lo Stato oggi si limita a pensare all'alta velocità, ignorando le tratte dei pendolari. Sarebbe necessario ad esempio raddoppiare la linea tra Cremona e Mantova, o almeno migliorare il sistema di segnalazione e di scambio, oltre all'utilizzare treni più veloci. Invece Trenord annuncia 62 nuovi vagoni entro il 2016, per i quali non sono certe né le tempistiche, né i sistemi di suddivisione... tutto viene lasciato al caso. Così ci troveremo con una lotta tra i comuni lombardi per aggiudicarsi i convogli, con il risultato che Cremona, avendo comunque numeri inferiori ad altre province, sarà come al solito la Cenerentola della situazione, e resterà a bocca asciutta». Anche in Consiglio comunale ci si sta muovendo: Roberto Poli, consigliere Pd, ricorda che anche in questi giorni «L’Odissea dei pendolari cremonesi sui treni per Milano continua, nell’indifferenza della Regione ». A questo proposito, continua Poli, «chiediamo al presidente della Regione Lombardia Maroni e all’assessore ai Trasporti Cavalli se il protocollo siglato a Luglio tra Regione, Trenord e Rfi è da considerarsi solo una boutade estiva, posto che ad oggi non risulta alcun cambiamento. Eppure i contenuti del protocollo erano chiari: le intenzioni, al momento rimaste tali, erano di procedere alla trasformazione dell’attuale cadenzamento di un treno ogni due ore, in un cadenzamento orario, di procedere al raddoppio selettivo della linea fra Cremona e Cavatigozzi, di realizzare posti di blocco intermedi tra Cremona e Mantova per consentire la riduzione degli intervalli di invio dei treni sulla linea, di eliminare alcuni passaggi a livello dei 71 presenti. Chiediamo che dagli annunci si passi alle azioni, perché il cronoprogramma ad oggi non ha alcun obiettivo raggiunto».

dalla redazione de Il Piccolo

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