Cremona - Differenziata, serve un cambio di passo

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L’assessora Alessia Manfredini risponde al M5S: «Su piano finanziario Aem il confronto è serrato. Sull’inceneritore stiamo analizzando tutta la questione».
Nei giorni scorsi, il Movimento 5 Stelle di Cremona ha rivolto un’interrogazione all'amministrazione comunale, chiedendo conto della situazione della raccolta differenziata, dei ricavi che essa fornisce, delle tempistiche per l'estensione del porta a porta a tutta la città e della situazione dell'inceneritore. Ne parliamo con Alessia Manfredini, assessora al Territorio e alla Salute. Il M5S sostiene che il problema non è nelle percentuali di raccolta, ma nei ricavi previsti per la vendita dei rifiuti. Come stanno le cose? «I dati allegati all'interrogazione presentano una lettura molto semplice. I ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti differenziati sono per il primo semestre pari a 379.487 euro, i costi pari a 228.682 euro. Vi è dunque una differenza pari 150.805 euro. Per il momento posso affermare che esiste certamente una convenienza, in termini economici, nel differenziare la plastica e la carta. Per quanto riguarda il resto, prima di entrare nel merito dei ricavi e prendere in considerazione dati che fanno riferimento ad anni diversi, ritengo sia opportuno attendere un puntuale approfondimento già in atto. Solo dopo questo passaggio è possibile divulgare informazioni precise, evitando di creare confusione nell'opinione pubblica su dati che vanno invece spiegati in modo corretto, chiaro e trasparente». A che punto siamo a Cremona sulla questione rifiuti? «Attualmente solo il 51% della popolazione è servita dal porta a porta, mentre la percentuale di raccolta differenziata è pari al 53%. Una situazione di stallo che necessita un cambiamento di rotta a partire dall’addio definitivo al sacco nero». Quando prevedete di estendere la raccolta porta a porta alla città intera? «Non è mia abitudine parlare senza avere esaminato e discusso con tutte le parti interessate le possibili proposte.

E' questo un approccio decisamente diverso rispetto ai precedenti amministratori, che dapprima dichiaravano di estendere la raccolta differenziata porta a porta nel 2012, poi nel 2013, quindi ne 2014, rinviando infine il tutto alle calende greche. Per quanto ci riguarda, abbiamo iniziato un confronto con l'attuale gestore così da permettere di allineare Cremona con i modelli di raccolta attuati in altre città, rivedendo nel contempo il piano economico finanziario 2015, così che risponda agli indirizzi politici della Giunta. Infine, siamo perfettamente consapevoli della normativa nazionale sugli affidamenti diretti. Anche per questo è utile guardare alle scelte già avviate in altre realtà e non escludiamo che presto si possa indire, anche per Cremona, l'assegnazione del servizio tramite gara. Il centro storico è sempre stato per Aem un problema, in merito all'applicazione della raccolta porta a porta: come si pensa di ovviare il problema? «Mi permetta una precisazione: a dire il vero è per l'amministrazione Perri che il centro è stato un problema. Ricordo infatti che il gestore si attiene ad un'indicazione politica, che forse in passato non è stata affatto chiara. L'attuale giunta, fin dai primi giorni del suo insediamento, ha impostato un serio confronto con Aem Gestioni: insieme si sta costruendo un nuovo modello di servizio conseguentemente e coerentemente al piano economico finanziario. Nelle riunioni dello staff dedicato a questo tema, già avviate e che saranno convocate con costante regolarità, si stanno elaborando diverse ipotesi partendo dalla consapevolezza, lo ribadisco ancora una volta, che serve un cambio di passo». Il sindaco ha chiesto ad Aem il proprio piano finanziario: a che punto è il confronto? «Il confronto serrato ed intenso, la grande disponibilità da parte di Lgh, la presenza anche di Primo Podestà, direttore di Lineambiente e Asterm a Lodi, nella ultima riunione tenutasi qui a Cremona sono la dimostrazione che esiste la ferma volontà di valutare ipotesi diverse e di confrontarci. E' dunque prematuro parlarne ora, ma certamente da parte della Giunta c'è una grande determinazione ad arrivare preparati alle scadenze che ci siamo posti, coinvolgendo tutte le categorie interessate in vista del 2015». In tutto questo, non si è più parlato di inceneritore: a che punto è la questione? E gli studi per sostituirlo? «Questa domanda mi permettere di chiarire alcuni aspetti. Non parlare di questo argomento non significa non occuparsene.

Vi sono infatti dei passaggi significativi che vado subito ad illustrare. L'inceneritore appartiene a Lgh: per tale motivo ci siamo confrontati direttamente con l'amministratore delegato Mazzini e il presidente di Aem per ricostruire tutta la vicenda a partire dal 1997 (prima linea), passando al 2001 (seconda linea), per giungere a fine luglio all'incontro con l'assessore regionale Terzi in Regione, e ora aspettiamo la convocazione, da parte di Regione Lombardia, del gruppo di lavoro derivante dal protocollo denominato "decommissioning". La prossima settimana incontreremo i consulenti del Politecnico che hanno avuto un incarico da Lgh per fare una valutazione tecnico economica e finanziaria della dismissione dell'inceneritore. Nel frattempo il Comune si sta adoperando per confrontarsi con altri professionisti e altre realtà, andremo a Parma e a Modena e altre seguiranno, e presto avvieremo un confronto nelle sedi opportune con tutte le forze economiche e politiche ».

dalla redazione de Il Piccolo

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